venerdì 21 marzo 2008

Dal Baratto al Signoraggio per scoprire quanto Basso Medioevo rivive nei giorni nostri


Signoraggio
Il signoraggio è il guadagno creato dalla differenza tra valore intrinseco ed estrinseco della moneta.
Produrre moneta ha un costo dovuto ai meri materiali impiegati (carta, metallo) e questo costituisce il valore intrinseco, ma esiste anche il valore nominale (ossia la cifra legale attribuita al pezzo di carta come 10 €, 20 €, etc), il surplus generato tra il maggior valore nominale e il costo del valore intrinseco genera un guadagno, ecco in soldoni il significato del termine signoraggio.
La parola signoraggio, (dal francese “ seigneur”), trova le sue origini nell’abitutine dei signori feudali di coniare monete preziose e di dichiararle di una grammatura superiore rispetto al reale, il guadagno garantito da questa semplice operazione era tutto a vantaggio del produttore del bene.
Video "La Grande Truffa" - 1° parte




Legame tra Banche e Debito Pubblico
“Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a batter moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote. Con queste banconote essa poteva scontare cambiali, concedere anticipi su merci e acquistare metalli nobili. Non ci volle molto tempo perchè questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d’Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato. A poco a poco essa divenne inevitabilmente il serbatoio dei tesori metallici del paese e il centro di gravitazione di tutto il credito commerciale.” […]
“Poichè il debito pubblico ha il suo sostegno nelle entrate dello Stato che debbono coprire i pagamenti annui d’interessi, ecc., il sistema tributario moderno è diventato l’integramento necessario del sistema dei prestiti nazionali. I prestiti mettono i governi in grado di affrontare spese straordinarie senza che il contribuente ne risenta immediatamente, ma richiedono tuttavia in seguito un aumento delle imposte. D’altra parte, l’aumento delle imposte causato dall’accumularsi di debiti contratti l’uno dopo l’altro costringe il governo a contrarre sempre nuovi prestiti quando si presentano nuove spese straordinarie. Il fiscalismo moderno, il cui perno è costituito dalle imposte sui mezzi di sussistenza di prima necessità (quindi dal rincaro di questi), porta perciò in se stesso il germe della progressione automatica. Dunque, il sovraccarico d’imposte non è un incidente, ma anzi è il principio.”
Il Capitale, Marx, 1867


L’articolo 105 A del Trattato di Maastricht sancisce: "La BCE (Banca Centrale Europea) ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali (BankItalia) possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità."
La norma non stabilisce a chi appartiene l’Euro e le banche emittenti sono soggetti privati!
Le banche incassano il "signoraggio" (per il significato del termine vedi sopra) sulla moneta cartacea ed elettronica (quest'ultima senza costi di produzione), mentre il signoraggio sulla moneta metallica nazionale è intascato dalla Stato Italiano.
Il demanio per avere nuovo denaro da emettere sul mercato paga alla banca emittente l’equivalente del valore della moneta acquistata in titoli di Stato, tali titoli fruttano interessi a favore del portatore e contribuiscono a generare il debito pubblico.
Perché lo Stato per far coniare 2000 € deve pagare la somma equivalente in Bot e quindi assicurare alle banche emittenti un doppio guadagno (valore del bot più interessi)? Non sono lo Stato e i cittadini con le loro attività produttive a dare valore alla moneta coniata?
Inoltre per quale ragione le banche iscrivono al passivo in bilancio le banconote come se fossero dei debiti (fondi neri), mentre ricevono un corrispettivo per emetterle?
Video "La Grande Truffa" - 2° parte




Infine ecco un documentario molto chiaro sui processi di guadagno delle banche grazie alla norma della riserva frazionaria e sulla correlazione tra gli argomenti finora trattati e l'inflazione:




“Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perche’ se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione” Henry ford

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