giovedì 29 maggio 2008

Io Penso Positivo (Monnezza e Chiaiano)



"Come definiresti uno che si sente perseguitato e pensa che tutte le persone ce l'abbiano con lui?".
"Intuitivo!"
W. Allen

In questo momento tutti i giornali invitano a pensare positivo, chiunque critichi lo fa con la chiara intenzione di bloccare la rinascita dell’Italia.
Quindi è negativo affermare che a Napoli la Padania, tanto altezzosa, ha scaricato coscienza e monnezza, oppure credere che il nuovo decreto legge sui rifiuti viola alcuni principi costituzionali.
Soffro di manie di persecuzione se vedo nel segreto di stato sulle discariche un semplice e palese modo di proteggere tutta la casta governativa da critiche e proteste dei cittadini? O se detesto il commento contro i magistrati dell'indagine denominata "rompiballe" fatto dal Sottosegretario Bertolaso?

Tenterò a casa degli esercizi di meditazione, e quando stesa sul letto avrò raggiunto quello stato di calma interiore propizio al dialogo con il mio inconscio, proverò ripetutamente a ripetere: “ coraggio l’Italia si sta alzando, coraggio l’Italia si sta alzando, coraggio l’Italia si sta alzando, coraggio l’Italia si sta alzando… ”

Dopo sarò io ad alzarmi dal letto e cercherò di pensare positivo mentre nella mia mente scorreranno voci di protesta per i tumori causati dalle discariche in Campania e per i manifestanti caricati ingiustamente dalle forze dell’ordine a Chiaiano.
"Coraggio l’Italia si sta alzando", ma per il momento, io decido almeno di cadere in ginocchio.



Chiaiano





LETTERA DI BEPPE GRILLO AL PRESIDENTE NAPOLITANO:
“Signor Presidente della Repubblica Italiana,
permettetemi, grato, per la benevola accoglienza che un giorno avete fatto, di inviarmi la Vostra approvazione per la mia raccolta di testimonianze sul precariato, di dirvi che la Vostra stella, se felice fino ad ora, è minacciata dalla più offensiva ed inqualificabile delle macchie. Ma quale macchia di fango sul Vostro nome, stavo per dire sulla Repubblica che rappresentate, soltanto quell'abominevole affare della Campania!
Per ordine di un Consiglio dei ministri, la gestione criminale dello smaltimento dei rifiuti in Campania degli ultimi venti anni è stata trasformata in un problema di ordine pubblico, ignorando la verità e qualsiasi giustizia. È finita, l’Italia ha sulla guancia questa macchia, la Storia scriverà che sotto la Vostra presidenza non è stato punito questo crimine sociale. E poiché è stato osato, oserò anche io. La verità, la dirò io, la chiederò io, poiché ho promesso di dirla e di cercarla, se la giustizia, regolarmente osservata non la proclamasse interamente. Il mio dovere è di parlare, non voglio essere complice. Le mie notti sarebbero abitate dallo spirito delle persone innocenti che espiano colpe non loro. Ed è a Voi signor Presidente, che io griderò questa verità.
Per prima cosa, la verità sulle discariche dei rifiuti industriali delle aziende del nord Italia sepolte in discariche abusive dalla Camorra. La verità sull’aumento dei tumori nel triangolo della morte di Nola, Acerra e Marigliano. La verità sulle sostanze radioattive, sui rifiuti cancerogeni scaricati alla luce del sole, in modo incessante, con i camion, dove le autorità non potevano non sapere. Emma Marcegaglia stanzi un fondo della Confindustria per la bonifica a carico delle aziende che hanno inquinato la Campania, se così non fosse, sia lo Stato a ricercare i responsabili, a liquidare le loro aziende e destinare i proventi a un Commissariato sotto la Sua autorità.
Per seconda cosa, la verità sulle connivenze tra la Camorra e le istituzioni in Campania, sulla gestione dei politici che hanno devastato la Sua regione in questi anni, sulle assunzioni clientelari, sulle coperture di partito bipartisan, sulla mancata destituzione del Presidente della Regione Antonio Bassolino, sotto processo per il ruolo di commissario per l’emergenza rifiuti insieme a Pier Giorgio Romiti, ex amministratore delegato della Impregilo, e ad altri nomi eccellenti. La verità sulla mancata destituzione di Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli, alla quale si può imputare, senza ombra di dubbio, una totale incapacità come amministratrice per l’emergenza rifiuti. La verità sulla mancata ricerca dei responsabili delle decine di società di smaltimento dei rifiuti, così vicini ai politici e per questo inamovibili. La verità sulla loro mancata sostituzione di fronte all’evidenza del disastro annunciato.
Per terza cosa, la verità sui fondi europei, sui miliardi di euro destinati alla Campania in questi molti anni. La verità sul loro ammontare, sulla loro destinazione, sul loro utilizzo, su chi li ha gestiti, sui depuratori non funzionanti e, forse, neppure avviati, sulle bonifiche dei siti inquinati mai portate a termine, sulle strutture inesistenti per la raccolta differenziata, sugli impianti per il riciclo di carta, vetro, plastica che dovrebbero esserci, ma non ci sono.
Solo dopo l’accertamento di queste verità, si potrà procedere a porre sotto segreto di Stato le discariche, a militarizzare la Campania, a inviare la Polizia contro i cittadini, anche a manganellarli, se necessario. Solo dopo l’accertamento di queste verità si potrà pretendere dai campani un comportamento rigoroso, ispirato alla correttezza civile senza alcuno sconto verso le Istituzioni e verso la propria coscienza. Solo dopo l’accertamento di queste verità, caro Presidente, solo dopo la cacciata dei primi responsabili politici dello sfascio, si potranno chiedere sacrifici ai cittadini, prima si devono porgere loro le scuse dello Stato che non ha saputo proteggerli e che oggi li criminalizza.
Quanto alla gente che accuso, non ho contro di loro né rancore né odio. Sono per me solo entità, spiriti di malcostume sociale. E l'atto che io compio non è che un mezzo per accelerare l'esplosione della verità e della giustizia. Ho soltanto una passione, quella della luce, in nome dell'umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità. La mia protesta infiammata non è che il grido della mia anima.
Vogliate gradire, signor Presidente, l'assicurazione del mio profondo rispetto.” Beppe Grillo
(Lettera liberamente ispirata a "J'accuse" di Emile Zola.)



Scandalo rifiuti: emerge dalle intercettazioni una lavorazione fittizia della spazzatura
28 maggio 2008 il Sole 24 Ore
Rifiuti, 25 arresti a Napoli.
Indagato anche il prefetto
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Dai capi d'accusa dell'indagine della Procura di Napoli sui rifiuti emerge «un sistema imperniato su una attività di lavorazione dei rifiuti assolutamente fittizia». I rifiuti che uscivano imballati presentavano, secondo i magistrati, «identiche caratteristiche fisico-chimiche» rispetto alla spazzatura d'origine. Dall'inchiesta viene fuori che la frazione umida dei rifiuti non sarebbe stata sottoposta ad alcun trattamento di stabilizzazione, procedura indispensabile per eliminare i cattivi odori e a "igienizzare" la spazzatura. Tempo e denaro sprecati, dunque, per produrre "finte" ecoballe, che in realtà sarebbero state solo spazzatura impacchettata.
Una indagine, quella denominata "rompiballe", basata in particolare su intercettazioni telefoniche, che ha portato a 25 arresti ai domiciliari, tra cui Marta De Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso. Indagato anche il prefetto di Napoli Alessandro Pansa. Sotto l'obiettivo dei magistrati i vertici di Ecolog (Ferrovie dello Stato) e della Fibe (Impregilo).

Dalle intercettazioni emergerebbe che le ecoballe sono state illecitamente smaltite in discarica: l'involucro plastico veniva lacerato, e camion e trattori passavano più volte sul contenuto, per far apparire il tutto come «un mero scarto composto da inerti» e dunque formalmente autorizzato a finire in discarica. Dall'inchiesta sono emerse anche analisi false per accompagnare questi rifiuti nei siti di smaltimento. Gli inquirenti ritengono che si era instaurata una «consolidata e articolata rete di complicità all'interno della struttura commissariale» da parte di pubblici funzionari e dipendenti che violavano «i precisi compiti di vigilanza sulle attività di lavorazione dei rifiuti affidata alle società Fibe e Fisia», dando direttive che di fatto violavano le ordinanze commissariali. Questo determinava una realtà di mancata lavorazione dei rifiuti, falsa qualificazione e illecito smaltimento nelle discariche, «con grave pregiudizio per l'ambiente e la salute pubblica». Al centro dell'inchiesta anche le irregolarità riscontrate nel trasferimento sui treni diretti in Germania dei rifiuti campani.

«Appena cominciamo a vedere qualche risultato, arriva un attacco. Così non è possibile». Questo lo sfogo riportato sul Corriere della Sera del Capo della Protezione Civile e sottosegretario all'emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, sulla bufera giudiziaria. L'indagine si occupa della composizione delle ecoballe, composte secondo l'accusa di spazzatura non trattata e del trasporto in Germania dell'immondizia. Nelle intercettazioni che riempiono le 643 pagine dell'ordinanza del Gip Rossana Saraceno sulla gestione commissariale dell'emergenza rifiuti fra il 2005 e il 2007 spesso compaiono le esternazioni del sottosegretario all'emergenza Guido Bertolaso o e dei manager delle società impegnate nel servizio. Non poche riguardano il capitolo di Macchia Soprana e i suoi dissapori con il ministero dell'Ambiente, retto allora da Alfonso Pecoraro Scanio, sul sito da destinare a discarica nel salernitano. Bertolaso avrebbe minacciato l'intenzione di lasciare. La raffica di arresti viene vissuta come "un avvertimento". Il rischio è "di sfasciare tutto" nel momento forse più delicato dell'emergenza rifiuti a Napoli. (N.Co.)

2 commenti:

Ste ha detto...

E allora dillo che vuoi minare il dialogo...

Gio ha detto...

mea culpa :)