mercoledì 4 giugno 2008

Il Divo senza sguardo




Sabato sera ho visto "Il Divo" di Paolo Sorrentino. Ve lo consiglio.

Nel film Andreotti lievita con la sua camminata goffa e scivolosa nei corridoi del potere politico italiano e liquida con battute intelligenti e pungenti ogni pretenzioso accusatore.
E' il ritratto di un uomo senza sguardo perchè nulla da lui trapela, custodisce i grandi segreti, manovra alcuni fili ma non si può comprendere sino a dove arrivi la sua volontà o dove invece agisca la sua inerzia.
E' un uomo solo, anche la sua compagna di vita cerca di intravedere il suo animo da comportamenti, piccoli gesti, segni quasi impercettibili, perchè mai lui si rivela, anima chiusa a ogni confidente.
Esiste per lui solo il confessionale, poichè nulla è più sicuro del dogma religioso, vecchio tradizionalista legato alla necessità di celare avvenimenti, nomi e parole, quanto la politica.

L'arte parte dal personaggio vivente per creare il protagonista di una pellicola dove si rivivono i grandi omici avvenuti durante gli anni ottanta-novanta (Sindona, Generale Dalla Chiesa, Lima, Pecorella), e nello sfondo è vivo e presente il grande fantasma della strage di Capaci e il rimorso nella figura di Aldo Moro.

La pellicola non giudica il Divo , ma Andreotti è sopratutto un pretesto per parlare dell'egocentrismo della politica italiana e dei meccanismi di potere dei grandi partiti.




Il Divo - Sul Set del film



Recensione di Mereghetti

2 commenti:

Fra ha detto...

Bella recensione...
Spero di riuscire a vederlo così apriamo un bel dibattito qui in ufficio e invitiamo come ospite d'onore la Qualunquista
:)
Fra

Gio ha detto...

Grazie :)
Secondo me "a fag tut mi" ti ripete il commento di Afef ;P