venerdì 25 luglio 2008

La ballata degli imbecilli felici (e altre canzoni) - Georges Brassens


Morire per delle idee - De Andrè
(Originale di George Brassens)



Ho sempre profondamente amato la canzone "Morire per delle idee" interpretata da De Andrè. Mi piace ascoltarla e accendere il cinema della mia mente: una lunga carrellata di suggestioni, emozioni e immagini, si succedono l'una dopo l'altra e la musica mi entra sotto la pelle trasformandosi in pace interiore.
E' vero, ci sono certi pezzi, talune poesie, alcuni racconti, che finiscono per insegnarti nuove prospettive sulla vita, e poi questi piccoli capolavori, finiscono anche per accompagnarti per mano in qualche momento particolare della tua vita.
Così, anni dopo, ti basta risentire una nota, una parola o il fischiettio di un ritornello, per aprire immediatamente il cassetto della memoria e risentire vivo e presente un particolare istante della tua vita.

Ho adorato "morire per delle idee", "il gorilla", "delitto di paese", "la marcia nuziale", "il testamento", "le passanti", interpretate da De Andrè, ma solo da poco tempo conosco il cantautore francese che le ha create: Georges Brassens.
I suoi pezzi esprimono la sua voglia di rivoluzione, intesa come l'anarchia applicata alla visione del mondo, pronto come era a scoprire nuovi modi atti a sovvertire l'ordine delle cose indagando dietro a tutti i pregiudizi religiosi, politici, sciovinisti.
Brassens iniziò addiritura a comporre musica senza avere nessuna conoscenza in materia di solfeggio e di armonia.

Buon week-end, vi lascio con alcune traduzioni dei testi di Brassens, (anche se è meglio leggerle in francese), e con alcuni suoi video.
Ho pensato di aggiungere qualche dedica vicino ai pezzi...







Dedicato ai nazionalisti...






La ballade des gens qui sont nés quelque part

[La ballata della gente che è di qualche parte]
(Traduzione di Andrea Belli)


Come son graziosi tutti questi posti
i paesi che con le loro arcate
le loro stradine le loro roccaforti
hanno un solo guaio d'essere abitate
d'essere abitate da gente che guarda
il resto come non fosse sulle carte
la razza dei cretini, che portan la coccarda
gli imbecilli allegri che son di qualche parte
gli imbecilli che son di qualche città!

Siano maledetti i figli della patria
per sempre impalati al loro campanile
Quelli che vi mostrano la casa, la campagna,
dove sono nati e andranno a morire
Che vengano da Roma, da Parigi o da Segni
o dalla Babilonia o se arrivan da Marte
o da MonteCuletto se ne vantano i fessi
gli imbecilli allegri che son di qualche parte
gli imbecilli che son di qualche città!

La terra nella quale infilano la testa
come degli struzzi è la più confortante
e anche per gonfiare i palloncini a festa
la loro aria è il soffio d'un Dio o di un Gigante
Ed ecco che si montano la testa a tutto tondo
fino a pensare che sia una forma d'arte
il loro sterco che fa ingelosire il mondo
gli imbecilli allegri che son di qualche parte
gli imbecilli che son di qualche città!

Non è un luogo comune dove sono nati
pianga pure in croce tutta l'altra gente
che per una sfortuna ha avuto altri natali
non ha avuto senno e non può farci niente
Se suonan le fanfare della loro terra
contro gli stranieri imbraccian le armi
E escono dal buco per morire alla guerra
gli imbecilli allegri che sono di qualche parte
gli imbecilli che son di qualche città!

Mio Dio come staremmo bene sulla terra
se non s'incontrasse questa gente oscena
sempre inopportuna e del tutto indegna
Quelli di quel posto, di quella certa schiera
Mio Dio sarebbe bello in ogni circostanza
se non avessi fatto la razza irritante
che è la prova, infine, della tua inesistenza
gli imbecilli allegri che son di qualche parte
gli imbecilli che son di qualche città!









Questa potrei dedicarla a chi la pensa "diversamente" dai tanti venduti a chi comanda o alla semplice soggezione dei potenti...
La mauvaise réputation
[La cattiva reputazione]
Traduzione di Beppe Chierici


In città son io il campione della
cattiva reputazione.
Non c'è nulla che io possa far,
per uno da evitar.
Eppur io non faccio a nessun del male
se seguo il cammino che mi è congeniale.
No, non possono mai tollerar
non vuol loro assomigliar.
Non les brav's gens n'aiment pas que
L'on suive une autre route qu'eux,

La città parla mal di me...
Ma i muti no. E c'è il perchè!
Quando è festa nazional
me ne sto a letto, è natural.
La fanfara che passa di là
non punge la mia curiosità.
Eppur io non faccio a nessun del male
se non canto in coro l'inno nazionale.
No, non possono mai tollerar
chi non vuol loro assomigliar.
Non les brav's gens n'aiment pas que
L'on suive une autre route qu'eux

La città addita solo me...
Ma i monchi no. E c'è il perchè!
Se un ladruncolo vedo sfuggir
ad una guardia che sta per venir,
fo lo sgambetto e in verità
quella guardia sul culo cadrà.
Mi domando a chi possa far del male
se un ladro di mele sfugge al tribunale.
No, non possono mai tollerar
chi non vuol loro assomigliar.
Non les brav's gens n'aiment pas que
L'on suive une autre route qu'eux

La città insegue solo me.
Gli storpi no. E c'è il perchè.
Non m'è duro profetizzar
a quale sorte mi voglion votar.
Il dì che trovan la corda per me
non conterò neppur fino a tre.
Ma perchè per me volete un pogrom
se seguo le strade che non vanno a Roma.
No, non possono mai tollerar
chi non vuol loro assomigliar.
No, non possono mai tollerar
chi non vuol loro assomigliar.
Quando da un cappio penderò
mi ammireran. Ma i ciechi no!












L’antéchrist
[L’anticristo]
Traduzione di Andrea Belli



Non son di certo io l'anticristo di turno
ho anche per Gesù e per il suo altruismo
un po' d'ammirazione e non scherzerei
perché non è un lavoro di certo redditizio
cercar di predicare un po' sotto il giudizio
di gente facoltosa come i farisei

Ma credo sia normale che il popolo adori
il ricordo dell'atleta che partì agli albori
sul Golgotha per fare l'alpinista modello
portando sul groppone una croce imponente
salendo la pendenza fra tutta la gente
che non disse nenche un "bravo!" per confortarlo

Con una coroncina di spine pungenti
ed una spugna zuppa di chissà quali unguenti
e quattro grossi chiodi nei piedi e nelle mani
è veramente duro è scomodo e seccante
anche se uno è bravo anche se uno è prestante
anche se c'è il paradiso ad aspettarlo

Ma certo che doveva dimostrare il prestigio
lui il figlio del cielo, lui il bimbo prodigio
lui il grande messia che vien dall'aldilà
con suo padre c'era un tacito patto
"ti fo resuscitare se arrivi lì in alto"
si muore di fiducia con un tal papà

Ha dato la sua vita vabbé ma il suo zelo
aveva una portata da settimo cielo
ed il dolore era di certo attenuato
perché in tutte le chiese e le cattedrali
sopra i santi i papi ed i cardinali
il suo ritratto un giorno avrebbe dominato

Con il suo sacrificio salvò tutti quanti
ma al punto in cui noi siamo direi in fin dei conti
che il povero messia non ha avuto successo
il gioco, si usa dire, valeva la candela
e un mucchio di cretini e di gente di chiesa
per una causa simile farebbe lo stesso
(per questo io non sono un anticristo)




Georges Brassens - Les passantes


De André - Le Passanti







E ora qualche cosa di completamente diverso...

Monty Python - Il Borghese più imbecille dell'Anno

2 commenti:

Fra ha detto...

Grazie per la rivelazione! Veramente superbo

Gio ha detto...

:) lui è un favoloso anarchico!
Contenta che ti piaccia...