lunedì 20 ottobre 2008

Il cinema secondo Truffaut


"Lo splendore del vero"
Jean-Luc Godard



Il 21 ottobre 1984, ventiquattro anni fa, ci lasciava un grandissimo regista francese il cui nome è François Truffaut. Assieme a Godard, Malle, Rivette, Rohmer e Chabrol è stato uno dei padri della Nouvelle Vague, ma se dovessi raccontarlo non mi soffermerei troppo sul panorama storico e culturale dei suoi anni ma bensì preferirei lasciare scorrere le mie parole sulle sensazioni del cinema secondo Truffaut.

Truffaut è un regista particolarmente apprezzato dal pubblico femminile, credo per il tocco leggero con cui dipinge nelle sue pellicole i sentimenti umani entrando con garbo nel profondo di emozioni (anche negative) come: amore ("Baci rubati"), ossessione ("Adèle H."), tristezza ("I 400 colpi"), solitudine e tradimento ("Jules et Jim").

Truffaut è un pessimista sul tema dell'amore. I personaggi come Marion Steiner ("L'ultimo metrò") o Louis Mahé ("La mia droga si chiama Julie") non trovano mai pace nel vero, pazzo, totalizzante, sentimento che li unisce, quasi che amare significasse cancellare una parte importante di se' determinando, in taluni casi, la fine del legame tra i due infatuati.
"Ne' con te, ne' senza di te" dice la voce fuori campo al termine del dramma del suicidio-omicidio di Mathilde e Bernard nel film "La Signora della porta accanto".

Questo regista è anche e semplicemente puro amore per il cinema e si respira in ogni suo rullo. Ferrand, protagonista in "Effetto notte", in maniera ricorrente si sogna da bimbo mentre felice entra in sala a guardarsi centinaia di film.
Truffaut, da piccolo, bigiava la scuola per andare al cinematografo passando ore e ore intere ad analizzare e rivedere la stessa pellicola. Uno dei suoi primi amori fu "Paradiso perduto" di Abel Gance.

Si, era autobiografico, del resto con una vita come la sua...
Abbandonato alle cure della nonna fin dalla prima infanzia, (la madre, molto giovane, preferiva rifarsi una vita accanto a un nuovo compagno), fu istruito dall'anziana parente alla cultura e alla passione per i libri.
Solo alla morte della nonna materna andrà a vivere con la madre, una vita in solitudine, lei infatti non tollerava i rumori e i giochi del piccolo Truffaut e lo costringeva a stare interminabili momenti fermo, lui reagiva immergendo fantasia, anima e sogni nei libri leggendo interi pomeriggi.
E' lui sicuramente il bambino dei 400 colpi che corre in nome della rabbia e di tutte le frustrazioni contro il mare.

Truffaut era inoltre il cognome donatogli dal padre adottivo, mentre girava "Effetto notte" incaricò un detective privato della ricerca del genitore naturale, ma quando ne scoprì la vera identità decise di non andare oltre per non turbare la quiete e il rispetto del padre adottivo.

Chiudo questo piccolo ricordo del regista con le sue parole tratte dal volume "Il cinema secondo Hitchcock":
"Questi artisti dell'angoscia non possono evidentemente aiutarci a vivere, perchè vivere per loro è già difficile, ma la loro missione è di dividere con noi le loro ossessioni. Con questo, anche ed eventualmente senza volerlo, ci aiutano a conoscerci meglio, il che costituisce un obiettivo fondamentale di ogni opera d'arte."

Se passate da queste parti rendetemi felice e scrivetemi un piccolo post con il vostro film preferito di questo autore. Il mio è Jules et Jim.
gio



«Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutti i sensi, dandogli il suo equilibrio e la sua armonia sconosciuta»

Bertrand Morane in "L'uomo che amava le donne".





Fahrenheit 451
"L'unico modo di sentirci felici è di essere tutti uguali"

13 commenti:

Angelica ha detto...

A me è piaciuto moltissimo come attore in "Incontri ravvicinati del terzo tipo".

Gio ha detto...

@ grazie Angelica.
Con grande divertimento di Spielberg che l'ha diretto :)
gio

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Scusami la delusione ma non conoscevo questo regista. Ero un po' giovane quando è morto.
Un caro saluto e grazie della visita al mio blog.
Hai lasciato un commento molto bello.

Gio ha detto...

@schiavi o liberi?: non importa è l'occasione per conoscerlo se ti capita di scaricare qualche suo fiml^^
oops! Non bisogna incentivare la libera cultura dello "scarica film" :)
grazie per la visita

daniele sensi ha detto...

Truffot che recita in Incontri non ha dell'emblematico? Lui, "pessimista sull'amore", che si fa una sorta di direttore d'orchestra durante il contatto tra terrestri-extraterrestri; come a dire: l'uomo è talmente perso, "raté", che solo da qualcuno di più evoluto possiamo aspettarcelo, l'Amore.

Hollow ha detto...

Direi che il film di Truffaut che preferisco è L'ultimo metrò.

Gio ha detto...

@ daniele sensi: grazie per la visita.
Considerazione corretta. Il film "incontri ravv. del 3 tipo" ricorda molto (anche) il rapporto con Dio.

@ hollow: grazie mille :)

Angelica ha detto...

Infatti, intendevo proprio questo Daniele, grazie :-) Trovo quello di Truffaut il ruolo più bello e poetico del film e sono certa che non a caso Spielberg lo ha affidato proprio a lui.

Stefania ha detto...

Gio, abbiamo talmente tante cose in comune!
A parte il fatto che il mio pittore preferito è Gustav Klimt, io adoro Truffaut e il mio film preferito è in assoluto "Jules et Jim", anche se non disprezzo "Fahrenheit 451" ed "Effetto Notte".

La scena della foto che hai messo è straordinaria, ma ci sarebbero decine di scene da citare. Per esempio lei che arriva con la macchina strombazzando e facendo il giro della piazza... O la statua... Oh, quanto adoro Jeanne Moreau!

Gio ha detto...

@Jeanne è stupenda. A me è piaciuta moltissimo anche nel film "la sposa in nero".
Spero che tu abbia avuto l'occasione di andare a Vienna e vedere la palazzina della Secessione e lo stupendo fregio di Beethoven :)

matiuz ha detto...

mio regista preferito.
ps. settimana scorsa ho fatto un sogno con ambientazione passata.

matiuz ha detto...

mio regista preferito.
ps. settimana scorsa ho fatto un sogno con ambientazione passata.

La Mente Persa ha detto...

@Matiuz: con ambientazione nouvelle vague? :)))