sabato 26 aprile 2008

V2-Day 2 - Interventi



Sono commossa... :)

V-day2 ingresso di Beppe Grillo - 1 parte



V-day2 ingresso di Beppe Grillo - 2 parte




Intervento di Marco Travaglio al v2day -Torino - Prima parte

venerdì 25 aprile 2008

V-Day 2


Il V-Day del 25 aprile 2008 a Bologna, banchetti raccolta firme:


1)Via delle Belle Arti, 18
Dalle ore 10 alle ore 18
Altre informazioni:
si tratta di una copisteria (la mia) dove posso raccogliere le firme degli studenti universitari e magari anche dei professori
Referente: silvia t. foresti
Email: silvia.foresti@gmail.com


Luogo:
2)Piazza Giuseppe Verdi
Dalle ore 10 alle ore 23
Referente: serena



V2day


Dal blog di Beppe Grillo:
Marco Travaglio, il mio ministro della Giustizia preferito, sarà sul palco del V2-day in piazza San Carlo a Torino il 25 aprile.
Un Paese senza memoria è destinato a ripetere i propri errori. Ma un Paese che vive di menzogne è destinato a non conoscere neppure i propri errori. L'Italia è sommersa dalle menzogne e non ha più memoria. L'informazione di regime è il virus che l'ha ridotta così. Il 25 aprile prendete la pillola rossa e firmate i referendum. In tutte le piazze d'Italia. V2-day. Libera informazione in libero Stato.

"Caro Beppe,
prim’ancora che avvenga il V2-Day per un’informazione libera ha già sortito due risultati prodigiosi. Il primo è far riscoprire i valori della Resistenza e della Costituzione al Pd, che ultimamente era piuttosto tiepidino in materia, al punto da voler continuamente riformare la Costituzione con tre forze estranee alla Costituente: il Cainano, la Lega e i post (?) fascisti di An. E’ semplicemente strepitoso lo slancio con cui, all’annuncio del V2-Day a Torino, i vertici del Pd torinese hanno subito organizzato una manifestazione di piazza come non se ne vedevano da anni per il 25 Aprile.
Mi ha commosso in particolare l’attivismo resistenziale di uno dei dirigenti locali degli ex-Ds, Stefano Esposito, noto alle cronache torinesi soprattutto per essersi occupato di sale bingo. Mi auguro che venerdì, in piazza San Carlo, riusciremo a collegarci idealmente all’altra piazza, spiegando che il V2-Day è la naturale prosecuzione delle battaglie in difesa della Costituzione. Che contempla, fra l’altro, l’articolo 21, quello sulla libertà d’informazione, il più calpestato in questi anni da destra e anche in parte da sinistra insieme all’articolo 3 (“Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, senza distinzione di razza, religione” eccetera).
Come sai, dei tre referendum per i quali raccoglieremo le firme mi appassiona soprattutto il terzo, che ritengo decisivo in un Paese ancora in gran parte “televisivo”. Se davvero riusciremo - insieme all’abolizione di un ente inutile come l’Ordine dei giornalisti e al disboscamento della jungla di finanziamenti pubblici a giornali finti di partiti veri, a giornali veri di partiti finti, a giornali finti di partiti finti – a radere al suolo la legge Gasparri e le altre che l’hanno preceduta, tutte dettate o scritte direttamente dal Cainano a proprio uso e consumo, faremo saltare il tappo più grosso che imprigiona la democrazia italiana. Lo dico perché penso che questo V-Day riuscirà in pieno solo se non passerà alle cronache come la giornata del vaffanculo ai giornalisti, ma come la fine del regime televisivo che opprime e sfigura l’Italia dagli anni 80. Ancora 15 anni fa, il Cainano avrebbe perso sonoramente le elezioni, se avesse detto ai suoli elettori “Di Pietro mi fa orrore” e “Mangano è un eroe”. Infatti nel ’94 vinse inneggiando a Di Pietro, a Falcone e a Borsellino. Il 13 aprile, invece, dopo 15 anni di bombardamento a reti unificate, ha stravinto beatificando Mangano e maledicendo la magistratura.
Il V2-Day, almeno per come lo vedo e lo auspico io, dovrà rimuovere il macigno “di sistema” che blocca la libertà d’informazione. E dovrà dare la sveglia ai giornalisti, perché riscoprano i valori profondi della propria missione: per esempio, il dovere di dare tutte le notizie. Perché il problema in Italia sono anche i politici, gli editori e certi direttori. Ma soprattutto il problema sono i giornalisti, che spesso si autocensurano prim’ancora che qualcuno li censuri. Come diceva Leo Longanesi: “In Italia non è la libertà che manca: mancano gli uomini liberi”. Aiutiamoli, aiutiamoci a esserlo tutti dal 25 aprile in poi." Marco Travaglio

Ps: Il 25 aprile sarò a Torino in Piazza San Carlo. Il V2 day inizierà alle 15 e terminerà alle 22.
La giornata sarà visibile su satellite su EcoTV canale SKY906.


Sabina Guzzanti @ V-Day Bologna dell'8 settembre 2007

mercoledì 23 aprile 2008

V2-Day - Ferrara


Il 25 aprile raccoglieremo le firme per promuovere tre referendum per una "Libera informazione in libero Stato".
Dove dalle 9 alle 13 giardini di viale cavour "ex-standa"
dalle 13 alle 20 piazza castello o della repubblica
dalle 21 alle 24 v night sotto il portico davanti al cinema-teatro nuovo: inteverranno Roberto Mancini, collaboratore della rivista Narcomafie e Carlo Vulpio, inviato del Corriere della Sera, rari esempi di una professione coraggiosa in via di estinzione

Quando
Dalle 9 alle 24
Eventi
Raccolta firme per i referendum, proiezione di filmati informativi,musica, conferenza con i giornalisti Carlo Vulpio e Roberto Mancini.



Obiettivo
Liberare l'informazione e restituire ai cittadini la VERITA'.


I TRE REFERENDUM:

- abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria

Il finanziamento pubblico ai giornali costa al cittadino italiano quasi un miliardo di euro all'anno. L'editoria può quindi, a pieno titolo, essere definita editoria di Stato. Ci sono buoni e anche ottimi giornalisti: quelli che rischiano la pelle per la verità, quelli emarginati perchè scomodi, quelli sotto pagati. Il 25 aprile non è contro di loro, ma contro l'ingerenza della politica e dei poteri forti nell'informazione.
- abolizione dell'ordine dei giornalisti.
Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo al quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L'albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell'epoca. Con la legge n° 69 del 1963 viene istituito l'Ordine dei Giornalisti in cui è sancito che "nessuno può assumere il titolo né esercitare la professione di giornalista, se non é iscritto nell'albo professionale".
L'informazione è libera e l'ordine dei giornalisti, dopo 45 anni ,è ancora una corporazione che:

NON garantisce la trasparenza dell'informazione
NON garantisce una migliore qualità dei giornali
NON seleziona i professionisti più capaci

NON tutela il consumatore( cioè il lettore), ma solo i propri iscritti.
Viene giustificato come garanzia del rispetto della deontologia professionale, ma per questo esiste già un'Autority per le comunicazioni che svolge perfettamente questo controllo
Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge!

- abolizione della legge Gasparri

La Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive. Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprietà.
L'informazione è collegata a tutti i grandi scandali per averli costantemente coperti. L'informazione di questo paese è propaganda volta all'interesse di pochi. L'informazione è ciò che ci tiene chiusi nell'incantesimo, è una bolla di vetro in assenza di gravità. Rompiamo questa bolla di vetro e riportiamo l'informazione ai cittadini. Riappropriamoci del diritto alla VERITA' e quindi del potere naturale della scelta.
La conoscenza e la libertà di scelta rendono liberi,
e noi vogliamo essere liberi!!

Travaglio a Bologna - V-Day dell'8 settembre 2007

martedì 22 aprile 2008

V2-day! Libera informazione in un libero Stato!

Vday

Finalmente dopo il 14 aprile sono felice!
Infatti il 25 di questo mese c'è un appuntamento stra-importante: il V2-day per un'informazione libera, per un vero stato democratico!
Io ci sarò, eccome se ci sarò!


V2-day a Bologna
25 Aprile 2008
Libera informazione in libero Stato

Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria
Abolizione dell'ordine dei giornalisti
Abolizione della legge Gasparri



Ecco le informazioni per partecipare, firmare la petizione, ecc ecc:
info V2-day



"Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset."
Beppe Grillo




Don Gallo per V2-day

lunedì 21 aprile 2008

Ma Tarzan lo fa...


Andrea Alzetta di Action è il primo Consigliere Comunale eletto nelle liste della Sinistra Arcobaleno con più di 2.000 preferenze.
Grazie anche a questo inno di partito:
Clicca qui per ascoltare: Ma Tarzan lo fa

Qui Milano Libera: Sgarbi



Dal blog di Piero Ricca (link blog di Ricca):
Per aver definito “assassini” tre magistrati milanesi l’ex parlamentare Vittorio Sgarbi, critico d’arte e ora assessore alla cultura milanese, è stato condannato ad un consistente risarcimento: 180 mila euro più le spese di giudizio. Ad avviare la causa davanti al Tribunale civile di Milano erano stati gli ex pubblici ministeri di ‘Mani pulite’, Pier Camillo Davigo, Francesco Greco e Gherardo Colombo.

giovedì 17 aprile 2008

Commenti D'Autore nei Musei

Ho deciso di postare i commenti interessanti che ho avuto il piacere di ascoltare durante le mie visite alle mostre d'arte.
Cercherò di iniziare bene con questo quadro:



"Le tre Grazie" di Pieter Paul Rubens.
Olio su tela di cm 221 x 181.
Museo del Prado di Madrid.


Durante una mostra a Ferrara tre signore anziane di fronte alla bellezza e l'importanza di questo dipinto si osservarono perplesse l'un l'altra e una di loro coraggiosamente disse:
"guarda hanno la cellulite".

Il Signor G.



“Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l’entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.”
La libertà - 1972 © di Gaber - Luporini

Il Signor G., Giorgio Gaberscik in arte Gaber, nasce in una famiglia piccolo-borghese di origini istriane il 25 gennaio 1939 a Milano.
Inizia a suonare la chitarra per ribilitare la mano a seguito di un infortunio.
- (...) Sono cresciuto in una famiglia piccolo-borghese, in una piccola casa, con le abitudini e il tenore di vita di allora (...) si aveva un paio di scarpe sole e quando queste finivano se ne compravano delle altre, il che era certo un buon segno. Sacrifici, sicuro, ma all'insegna di un'essenzialità che oggi in qualche modo potremmo anche rimpiangere. Mio padre era impiegato (...) mia madre era casalinga, e mio fratello Marcello, più grande di me di sette anni, si era diplomato geometra e suonava la chitarra. Mio padre suonava un po' la fisarmonica, quindi un minimo di musica in casa c'era. Io poi, che avevo avuto un'infanzia piena di malattie e di rotture di coglioni tra cui un infortunio a una mano, usai la chitarra anche come sostegno e recupero del mio inserimento. (...) Io direi che tutta la mia carriera nasce da questa malattia, la quale ha fatto sì che abbia voluto reagire ad essa con la chitarra, portandomi così a fare questo lungo percorso nella musica. - (G. Harari, "Giorgio Gaber", Rockstar - gennaio 1993)

Esordisce incidendo la prima canzone rock italiana “Ciao ti dirò” scritta con Luigi Tenco (1958).

Ecco un bel sito a lui dedicato: www.giorgiogaber.org

Canzoni:

Il Conformista


Qualcuno era Comunista


Destra, Sinistra


Le Elezioni



Mi fa male il Mondo – Canzone Prosa (1° parte)

Mi fa male il Mondo - Canzone Prosa (2° parte)



Io se fossi Dio – 1° parte

Io se fossi Dio – 2° parte




Io mi chiamo G


Ultima intervista al Signor G.







Foto: Giorgio Gaber e Sandro Luporini (co-autore).

mercoledì 16 aprile 2008

Qualcuno è più uguale degli altri

"La giustizia è uguale per tutti i cittadini ma questo cittadino è forse un pò più uguale degli altri visto che il 50% degli italiani gli ha conferito la responsabilità di governare il paese..." ecc ecc - Parte della dichiarazione di Silvio Berlusconi rilasciata al processo SME.

Questo documentario (diviso in cinque parti da 10 minuti l'una) è uno speciale americano molto interessante sull'influenza e il potere dei media in Italia.
Vi consiglio di vedere l'intervista all'opinionista americano ripresa nella quinta parte del documentario.

Documentario parte 5



Documentario parte 1

Documentario parte 2

Documentario parte 3

Documentario parte 4 (Processo SME)

martedì 15 aprile 2008

Dopo Elezioni...



Oggi piove. Molti hanno dormito male.
Link: Il Cannocchiale

Gaber - "Io non mi sento Italiano"

Spettacolo Teatrale di Marco Travaglio

Tutte le tappe della tournèe 2008
[Dal sito web http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it]

Cari amici, su proposta della Promomusic, che da mesi porta in giro le conferenze-spettacolo di Margherita Hack e Piergiorgio Orifreddi e le tournèe di Moni Ovadia, ho accettato di mettere in piedi una chiacchierata teatrale sulla storia d'Italia degli ultimi 15 anni, dal titolo "Promemoria". Lo spettacolo si sviluppa in sette quadri, intervallati da musiche eseguite dal vivo e da documenti audio.

Il punto di partenza è questo: "La prima Repubblica muore affogata nelle tangenti, la seconda esce dal sangue delle stragi, ma nessuno ricorda più niente. La storia è maestra, ma nessuno impara mai niente".

I quadro: 1992-1993. "A Tangentopoli c’erano le tangenti. Tre o quattro quadretti di storie spicciole per dare l’idea di che cosa fu il più grave scandalo di corruzione della storia d’Europa".

II quadro: 1992-1993. "Tangentopoli non era solo a Milano, ma anche a Venezia, Torino, Napoli, insomma in tutt'Italia. Qualche altra storia e qualche conto finale dei costi della corruzione che s'è mangiata la Prima Repubblica".

III quadro: 1993. "Milano-Palermo andata e ritorno. Mentre l’Italia è squarciata dalle stragi di mafia e Riina finisce in galera, uno stalliere fa la spola tra Palermo e Milano e un manager fa la spola tra Milano e Palermo. Poi nasce Forza Italia e, in tre mesi, prende tutto".

IV quadro: 1994-1996. "Una storia troppo italiana. Silvio Berlusconi e la banca Rasini, Licio Gelli, i decreti Craxi, le mazzette a giudici e politici, la Mammì, il mausoleo, il primo governo-vergogna…".

V quadro: 1996-2001. "La sinistra dell’inciucio: le leggi ad personas, il cimicione, la Bicamerale dei ricatti, il ritorno del piano di rinascita della P2, l’impossibilità del cambiamento".

VI quadro: 2001-2006. "La bolla delle balle. Cinque anni di regime berlusconiano: bugie, gaffes, vergogne, epurazioni, leggi ad personam, impunità".

VII quadro: 2006-2007. "Il ritorno del centrosinistra, una coa(li)zione a ripetere. Il replay dell’altra volta: Mastella, l'indulto, le leggi vergogna bipartisan, la Cia e il Sismi, la base di Vicenza, le scalate bancarie, la guerra alla stampa e ai giudici, l'Italia dell'eterno Gattopardo".

EPILOGO: "Come siamo, come eravamo e come saremo. Avanti il prossimo: se non vi son bastati Andreotti, Craxi, Berlusconi e D'Alema, ora magari arrivano Lele Mora, Fabrizio Corona, Flavio Briatore e Luca di Montezemolo. Eppure L'Italia ha conosciuto anche grandi momenti, grandi cambiamenti e grandi uomini...."
Le date le troverete via via negli appuntamenti del sito. Per qualunque informazione vi potete rivolgere alla PromoMusic sas, Via dalla Volta 21, 40131 Bologna.
Tel 051-313530.
www.promomusic.it.

Vi aspetto!
Marco Travaglio

Tutte le tappe della tournèe 2008

18,19,20 aprile: Fonderie Limone, Moncalieri (TO)

22 aprile: Teatro bonci, Cesena

23 aprile: Arena del Sole, Bologna

21 maggio: Teatro Metropolitan, Palermo

24 giuno: Short Theatre Festival, Roma (in via di conferma definitiva)

18 luglio: La Fortezza vecchia, Livorno

28 ottobre: Teatro de Andrè, Casalgrande (RE)

14 novembre: Lugano, Teatro cittadella o Palazzo dei Congressi

18-23 novembre: Teatro Ciak, Milano

19,10,21 dicembre: Teatro delle Celebrazioni, Bologna

lunedì 14 aprile 2008

Les gérontes italiens s'accrochent au pouvoir

(Foto: Ciriaco De Mita, 80 ans se présente dans la circonscription d'Avellino, au cœur de l'Irpinie - Italie centrale, à l'est de Naples)

L'Italie, qui renouvelle lundi son Parlement et ses conseils municipaux et régionaux, est le pays du monde à la classe politique la plus âgée, après le Japon.
L'Italie vote dimanche et lundi pour élire le seizième Parlement de son histoire républicaine. Quelque 47 millions d'électeurs doivent choisir 630 députés et 315 sénateurs. La participation s'établissait dimanche à 47,03 % à 19 heures, quatre points de moins qu'en 2006. Environ un quart des votants restaient indécis à la veille du scrutin. Parallèlement 6 millions d'Italiens doivent renouveler les conseils de 423 communes, dont Rome et Palerme, de huit provinces et de deux régions, la Sicile et le Frioul. Les législatives se déroulent sur un tour.

Ciriaco De Mita représente à lui seul tout un pan de l'histoire de l'ex-Démocratie chrétienne, le parti qui a gouverné l'Italie pendant un demi-siècle. À 80 ans, écarté du Parti démocrate de Walter Veltroni pour raison d'âge trop élevé, il a choisi de se présenter au Sénat sur les listes de l'UDC, le parti centriste de Pierferdinando Casini, qui cherche à ouvrir une troisième voie entre droite et gauche. De Mita se présente dans la circonscription d'Avellino, au cœur de l'Irpinie (Italie centrale, à l'est de Naples) dévastée en 1980 par un séisme meurtrier.

«J'ai encore quelque chose à dire. L'enracinement, c'est s'identifier avec les problèmes d'une communauté. Ce n'est pas une question d'état civil», a proclamé De Mita tout au long de sa campagne. Il ne pardonne pas au chef du Parti démocrate de l'avoir écarté brutalement des listes, un soir de février dernier. Il n'a pas de mots assez forts contre lui. Il l'accuse d'avoir voulu «décapiter une classe dirigeante qui était en place, pour nouer des alliances de convenance mesquine (NDLR : avec la liste l'Italie des valeurs, de l'ex-juge Antonio Di Pietro) afin de gagner quelques points. Il n'a défini ni programme ni identité de parti».


«Syndrome d'Alzheimer»

La bipolarité, aux yeux de l'ancien premier ministre, ne répond pas aux vrais problèmes de l'Italie. C'est un cartel électoral sans lendemain. Ils sont nombreux, dans son fief de Nusco, un village de montagne de 4 400 habitants surnommé le «balcon de l'Irpinie», ainsi que dans toute la région, à être sensibles à ses propos. Son passé, son enracinement dans le territoire, son expérience politique militent en sa faveur. De Mita a siégé au Parlement pendant 45 ans au total. Plusieurs fois ministre, il a dirigé le gouvernement pendant 16 mois entre 1988 et 1989. Il a également été pendant trois ans secrétaire de l'ex-Démocratie chrétienne, dont il incarnait l'aile gauche, ouverte au dialogue avec les communistes.

Aussi a-t-il vécu comme une vexation sa mise à l'écart par Veltroni. D'autant qu'il est loin d'être un cas isolé, car la politique italienne est peuplée d'hommes d'expérience : Giorgio Napolitano, le chef de l'État, aura 83 ans en juin. Son prédécesseur, Carlo Azeglio Ciampi, en avait 86 à la fin de son mandat, il y a deux ans. Franco Marini, le président du Sénat, a 75 ans, le communiste Fausto Bertinotti, le président de la Chambre, 68. Et Silvio Berlusconi qui brigue le palais Chigi, le siège du chef du gouvernement, pour la troisième fois, a 71 ans. Il serait ainsi le seul chef d'État ou de gouvernement des Vingt-Sept à être né avant guerre.

PEZZO DI UN ARTICOLO TRATTO DA "LE FIGARO" 14/04/2008

Ma Perchè?

Ieri sono andata a votare. Non volevo farlo ma ho ceduto. Ma perchè? Tanto loro hanno già deciso chi sarà eletto: con i loro voti mafiosi, con la loro legge sul sistema elettorale ma come una perfetta cretina mi sono fatta abbindolare anche stavolta.
E' stato molto faticoso mettere quella crocetta, sai, sentivo prurito nel buco dell'ano mentro lo facevo!

venerdì 11 aprile 2008

Se su quella barca ci fossi tu!


Considero, da parecchio tempo, l’idea di emigrare verso uno stato europeo per le stesse ragioni di molti altri miei coetanei italiani: lavoro precario, stipendi da fame, istituzioni statali assenti e in alcuni casi truffaldine, il sogno di un futuro diverso/nuovo/migliore ecc… ecc..
Ora, per mia fortuna, se mai deciderò di lasciare la mia terra, per farlo non dovrò pagare il pizzo a un malvivente locale e attraversare il mare su un misero barcone dove rischio la vita, la salute e l’integrità psicologica.
Avrò quindi la facoltà di raggiungere un nuovo stato conoscendone la lingua (nel mio paese ho la possibilità di studiare), di arrivare facendo un viaggio confortevole (magari anche sulla mia automobile) e di avere qualche risparmio in banca da sfruttare mentre cerco una nuova occupazione. Nonostante ciò dovrò imparare nuovi ritmi, usi e costumi e mi sentirò spaesata.
Mi immagino per un attimo nella mia nuova vita, sono in un paese straniero da un anno, pago le tasse e contribuisco alla ricchezza di quello stato, e mentre passeggio per la strada vedo dei cartelli elettorali di questo tipo:




Cosa penso???
E come potrei prenderla se nel nuovo paese non ci fossi arrivata con tutti gli agi garantiti dalla mio stato di origine ma su un cavole di barcone barcollante dall’Africa?

Gli italiani sono un popolo di emigranti e meglio di altri dovrebbero portare comprensione e rispetto a chi è sfortunato e cerca una vita migliore. Non giustifico la violenza e i sopprusi da qualunque parte vengano, vanno puniti, ma non tollero nemmeno certi toni forti e generalizzanti usati da molti cittadini italiani illustri e non illustri.

Oriundi Italiani nel mondo:
Brasile: 25 milioni di oriundi italiani
Argentina: 18 milioni
Stati Uniti: 16 milioni
Francia: 1,5 milioni
Canada: 1,3 milioni
Germania: quasi 1 milione
[fonte: wikipedia].

giovedì 10 aprile 2008

Figaaaro!

I Talenti in Italia ci sono anche se sono rilegati a presentare il "Dopo Festival"...
(La gigantografia di Mangoni è stata proiettata sullo sfondo perchè Baudo non lo ha voluto sul palco con gli Elii nel 1996).


mercoledì 9 aprile 2008

La Vanità

Tratto dal giornale francese "Le Figaro" dell'08/04/2008:
Berlusconi dice di essere più alto di Sarkozy.
Il capo della destra Silvio Berlusconi, la cui piccola statura è fonte di gioia per i caricaturisti, ha affermato oggi di essere "più grande" del Presidente francese Nicolas Sarkozy e del russo Vladimir Poutine.
"Sono più alto di Putin e Sarkozy, sono alto come Prodi. Sono un metro e 71. Non capisco perchè tutti i vignettisti mi disegnano come un nano e gli altri invece sono normali" ha ironizzato S. Berlusconi, paese secondo l'agenzia Ansa, nel corso di un meeting elettorale nel nord.
(Fonte: http://www.lefigaro.fr)

martedì 8 aprile 2008

Perle da Youtube

Esemplare intervista a Berlusconi del 1986.
Biagi riesce a descrivere, con la sua modestia e raffinata intelligenza, il personaggio e futuro politico Silvio Berlusconi.



Intervista estratta da "Spot", 4 febbraio 1986- Parte Prima


Intervista estratta da "Spot", 4 febbraio 1986- Parte Seconda

venerdì 4 aprile 2008

A volte punterei una pistola contro la televisione...

A volte capita di accendere la tv e poi di lamentarsi vedendo sfilare davanti agli occhi una sedativa fiera del trash composta da colori sgargianti, reality e nudità mentre le orecchie ascoltano parolacce e pettegolezzi e si finisce per scoprire un lato perversamente sadico della nostra anima che preferivamo mantenere celato, invece di giustificarlo e alimentarlo.
Ci sono tanti modi per lagnarsi della cattiva televisione, ci ha ingabbiati in un mondo fantastico fatto di successi facili e discorsi pacchiani in cui il Corona della situazione tronfio sorride mostrando quarantadue lucidi e bianchi denti. Ognuno è tuttologo e professore in questa scatola colorata.
Ci lamentiamo e ciondoliamo sul divano facendo zapping tra un programma e l’altro.
Meglio spegnere e comprarsi un bel Dvd. Magari guardarsi “Uccellacci e Uccellini”…

Un grande nome precocemente, (e prima di ogni altro), riuscì a profetizzare e analizzare l’effetto di questo mezzo di comunicazione, quell’uomo era Pasolini.
Diceva: “non considero niente di più feroce della banalissima televisione” e parlava di atteggiamenti di soggezione e omologazione creati dal tubo catodico (cit.:“non c’è parola che non pronunci un operaio in un comizio che non venga dall’alto”), narrava di inibizioni e dell’imposizione di una retorica idea falsa di buona famiglia borghese, parlava di presentatori terrorizzati perche’ “non va pronunciata una parola di scandalo”, dell’oggettività rassicurante con cui sono pronunciate le notizie rasserenando lo spettattore di come sia “tutto a posto”.

A volte capita di ascoltare Pasolini e di scoprire, per l'intelligenza che gli era propria, nuove prospettive di realtà.

Pier Paolo Pasolini – “Niente di più feroce della banalissima Televisione”



Pier Paolo Pasolini – La civiltà del consumo



Pier Paolo Pasolini – I Medium di Massa



“Abbiamo perso un Poeta e di Poeti non ce ne sono tanti al mondo, ne nascono soltanto tre o quattro dentro a un secolo, il Poeta dovrebbe essere sacro!"
Moravia
(Orazione Funebre di Pasolini)

Elio e Le Storie Tese - “Amici di Maria de Filippi”

mercoledì 2 aprile 2008

Leggere è Bello



Oggi, mentre cercavo un dvd su internetbookshop, mi sono parecchio divertita leggendo i titoli dei vari libri di Bruno Vespa.
Sono evidentemente testi di parte con titoli ammiccanti!

Ecco la mia personale classifica:
4. "Vincitori e vinti. Le stagioni dell'odio. Dalle leggi razziali a Prodi e Berlusconi";
3. "L'Italia spezzata. Un paese a metà tra Prodi e Berlusconi." Ediz. a caratteri grandi (...per leggerlo meglio :));
2. "Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi";

AND THE WINNER IS:

1. "L'amore e il potere. Da Rachele a Veronica, un secolo di storia italiana." Ediz. speciale illustrata. (quella con le foto perche' fa più gossip :)).

martedì 1 aprile 2008

Meno Male che Silvio c'è


Ecco il vincitore del nuovo inno del PDL (vedi post del 21/03/2008).
Questa è la versione karaoke.
Notare le finezze: la scritta sullo schermo che si tinge di azzurro, l'architettura del palazzo a fine video, i sorrisi e tutte le professioni/lavori che sfilano lungo il video!



L’IMPRENDITORE CALABRESE GIUSEPPE (PINO) MASCIARI TESTIMONE DI GIUSTIZIA LASCIA LA LOCALITA’ PROTETTA SENZA SCORTA PER RECARSI IN CALABRIA COME FORMA ESTREMA DI PROTESTA IN ATTESA DELLA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI E CONTEMPORANEAMENTE CHIEDE PER LA FAMIGLIA ASILO POLITICO O ADOZIONE AD ALTRO STATO:

COMUNICATO STAMPA DAL SITO: http://www.antenneattive.org/node/822


Sono un imprenditore calabrese che non si è piegato al racket, che ha denunciato, fatto arrestare e condannare decine di appartenenti al sistema `ndranghetista con le sue collusione all’interno delle Istituzioni. Inserito nel Programma Speciale di Protezione a partire dal 17 Ottobre 1997, portato via dalla Calabria e da allora sprofondato in un tunnel senza via d’uscita: in questi 11 anni non si contano i comportamenti omissivi tenuti dalle Istituzioni preposte alla mia protezione, contrari alla legge e prima ancora alla dignità della persona. Abbandonato al mio destino insieme con la mia famiglia, isolati, esiliati dalla propria terra, privati delle imprese edili e del proprio lavoro (mia moglie è un medico-odontoiatra).

Prima mi hanno tolto il pane, poi mi hanno tolto la libertà, infine la speranza.

Dopo 11 lunghi anni di attesa e di fiducia nelle Istituzioni oggi devo ammettere che non ci sono le condizioni perché la mia famiglia continui a restare ancora in Italia considerando la situazione di abbandono e l’assenza dei settori preposti alla protezione, che sarebbe dovuta avvenire in modo vigile e costante nella località (per così dire) protetta.

La conclusione è che mi ritrovo facile bersaglio insieme alla mia famiglia della vendetta mafiosa, nell’allarmante contesto di ‘ndrangheta, acceso e dilagante.

Pertanto chiedo formalmente al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro dell’Interno Giuliano Amato e al Viceministro dell’Interno Marco Minniti con delega alla Commissione Centrale ex art. 10 L. 82/91 di risolvere tempestivamente prima della consultazione elettorale la mia annosa vicenda, garantendo il diritto al lavoro e la sicurezza presente e futura per me e la mia famiglia.

Contemporaneamente chiedo formalmente ad una qualsiasi delle Nazioni dell’Unione Europea o altra Nazione l’ADOZIONE della mia famiglia, per mia moglie ed i miei due figli, perché si prenda cura di loro con la dovuta sicurezza.

Io no! Scelgo di rimanere nel mio paese, a rischio della vita, per proseguire la strada della denuncia civile e legale dell'impotenza delle Istituzioni, che alle parole non fanno seguire i fatti concreti e per raccontare la verità sulla lotta alla mafia in Italia: chi non scende a compromessi con le dinamiche mafiose deve essere fatto fuori, in un modo o nell'altro.

Lascio dunque in data odierna la località protetta per arrivare in Calabria ed affrontare quello che sarà il mio destino, mantenendo almeno fino in fondo la dignità che in questi anni ho difeso dagli attacchi prima della `ndrangheta e poi delle Istituzioni. Poi sarò davanti ai “Palazzi” di Roma e al TAR del Lazio dove giace vergognosamente arenato da più di tre anni il ricorso contro lo Stato che mi ha revocato ingiustamente il programma di protezione, che equivale alla condanna a morte.

Lo farò in giro per l'Italia, fiducioso di trovare al mio fianco i tanti cittadini, associazioni, gruppi e Meetup, le forze sane delle istituzioni e della politica che ho incontrato in questi lunghi anni, che condividono la mia scelta e che si riconoscono nei valori della legalità e della giustizia.

La COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, già nella scorsa legislatura, la quattordicesima, aveva analizzato ed esaminato approfonditamente "il caso dell’imprenditore Giuseppe Masciari", riconoscendo le ragioni di quanto esposto, (si rimanda ai seguenti documenti: Approvazione della Relazione del Comitato TESTI del 9 marzo 2005- Resoconto Stenografico della 69° seduta del 14 giugno 2005 - approvazione della Relazione di Minoranza del 18 gennaio 2006, pag. 72 "Testimoni di giustizia: una risorsa umiliata").

L’attuale COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, quindicesima legislatura, nella Seduta di martedì 19 febbraio 2008 ha approvato la Relazione annuale sulla 'ndrangheta (Rel. On. Forgione) e la Relazione sui testimoni di giustizia (Rel. On. Napoli), che ha fatto emergere "le gravi cadute di efficienze del sistema di protezione dovute spesso a inettitudine, trascuratezza ed irresponsabilità" per questo "Lo Stato recuperi il terreno perso nei confronti di chi ha mostrato di possedere uno spirito civico esemplare". Ha riconosciuto il rispetto dei diritti dei testimoni di giustizia, risorsa da premiare e non da umiliare. Nella relazione sulla `ndrangheta ha dichiarato la pericolosità mondiale di tale struttura criminale.

Le Istituzioni, la politica, Confindustria, raccolgono collezioni di buone intenzioni cui non seguono fatti concreti. Non ho bisogno di pacche sulle spalle, ma di sicurezza, impiego e futuro per me e soprattutto per la mia famiglia.

Se si permette che chi ha scelto di stare dalla parte della Giustizia maturi solo disagi diventando esempio tangibile del fallimento di una rapida risposta dello Stato, ciò non rappresenta una sconfitta solo per Pino Masciari, ma una sconfitta per l’Italia intera, una vittoria per la `ndrangheta, che ha continuato e continua a fare imprenditoria moltiplicando i suoi guadagni, tanto è vero che in Calabria ha un bilancio di 35 miliardi di euro sporchi, mentre al sottoscritto non gli viene restituito il diritto di ritornare a fare l’imprenditore. Addirittura il Ministero dell’Interno con delibera del 28 luglio 2004, così afferma: "non consente di autorizzare il rientro del testimone di giustizia Masciari Giuseppe e del suo nucleo familiare nella località di origine ritenuto che sussistono gravi ed attuali profili di rischio".

Una sconfitta per lo Stato Italiano, un messaggio devastante per chi domani si trovasse a decidere se denunciare o abbassare la testa di fronte alle intimidazioni mafiose. .

Confermo fino alla fine e con fermezza che non ho alcun rimpianto per ciò che ho fatto, perché ritengo che la denuncia sia atto doveroso di ciascun cittadino che appartenga ad uno Stato che possa ancora considerarsi di diritto.

Lì 31 marzo 2008 f.to Giuseppe (Pino) Masciari

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