lunedì 30 giugno 2008

Gustav Klimt - I capolavori perduti


"Se non puoi piacere a tutti con le tue azioni e la tua arte, piaci a pochi.
Piacere a molti è male."
Schiller



Gustav Klimt fu uno dei padri della Seccessione viennese e operò anche con la Wiener Werkstätte, (fondata nel 1903 dall'architetto Josef Hoffmann, dal pittore Koloman Moser e dal banchiere Fritz Wearndorfer). Si trattava di un’officina artigianale il cui scopo era di portare l’arte nella quotidianità attraverso la produzione di oggetti di rara bellezza e dal design ricercatissimo: mobili, vestiti, ceramiche, manifesti, vasi, gioielli. Gli alti costi di realizzazione, (gli artisti rifiutavano l’uso delle macchine prediligendo la produzione artigianale), impedì all’associazione di raggiungere i suoi scopi di accessibilità al vasto pubblico e fece sciogliere ogni ulteriore progetto. Palazzo Stoclet a Bruxelles, costruito tra il 1905 e il 1911, nasce grazie alla Wiener Werkstätte e custodisce il fregio di Klimt “l’albero della vita” (1907).



Oggetti realizzati dalla Wiener Werkstätte:














Palazzo Stoclet




L'Albero della vita



I capolavori
Le opere massime di Klimt (Filosofia, Medicina, Giurisprudenza) gli furono commissionate nel 1894 dall’Università di Vienna per essere esposte nell’Aula Magna. All'epoca i professori non apprezzarono i dipinti realizzati dall’artista arrivando persino a presentare un'interpellanza parlamentare al ministro dell'Educazione per il quadro “Medicina", giudicato scandaloso per i concetti rappresentati dall'allegoria e per i nudi femminili.
A seguito dell’insoddisfazione del committente Klimt decise di ritirarsi dall’incarico, l’artista stava infatti entrando nel cosidetto periodo dell’oro per cui desiderava apportare delle migliorie ai tre pannelli sopra citati, inoltre questi ultimi erano profondamente diversi dai quadri di Mautsch che dovevano affiancarli nell'Aula Magna.
Le tre tele furono in seguito acquistate dall’industriale August Lederer e dal pittore Koloman Moser e perirono in un incidendio appiccato al castello di Immendorf dalle SS durante la loro ritirata.
I pannelli erano verticali, misuravano 430 x 300 cm e oggi ci rimangono solo alcune foto in bianco e nero, mentre i quadri di Mautsch sono tranquillamente esposti nell'Aula Magna viennese tra l'indifferenza dei visitatori.


Filosofia (1899-1900):



Il volto che affiora dal fondale scuro rappresenta il destino e i tre corpi femminili sono le allegorie della nascità, della fecondità e della morte.


Medicina (1900):


Igea, dea della salute, osserva impotente il fiume della vita umana qui rappresentata da un coro di corpi aggrovigliati: donne incinte, vecchi, scheletri, bambini. Sembra proprio che il vero padrone della vita umana non sia la scienza bensì il destino.


Giurisprudenza (1903):



Le figure giudicanti, (corpi di donne sensuali e sinuose), rappresentano Verità, Giustizia e Legge, mentre il condannato è avvolto dai tentacoli di una piovra. Non sempre la legge arriva a tutelare i più deboli.









Beethoven Symphony No.9 - Bernstein 25/12/1989 (part 2)

[In occasione dei festeggiasmenti per la caduta del muro di Berlino, Bernstein cambiò il testo dell'"Inno alla Gioia" di Schiller, sostituendo la parola "Libertà" ("Freiheit") alla parola "Gioia" ("Freude").
Forse potremmo fare altrettanto tra 5 anni :)?]

venerdì 27 giugno 2008

Il Guaio è la Gnocca




Quasi tutta la stampa si sta schierando contro le intercettazioni telefoniche per favorire le leggi antimagistratura, ma nel frattempo i giornali non rinunciano alla pubblicazione delle telefonate di Saccà-Berlusconi-De Angelis (link).

Il giornale Libero dopo la diffusione dei colloqui tra Silvio e Saccà è costretto, nella persona di Feltri, a difendere la politica di Silvio a spada tratta e con toni solenni:

IL GUAIO E' LA GNOCCA!



"(...) è venuto dall’Espresso, settimanale debenedettiano e già scalfariano: intercettazioni telefoniche, ormai sostitutive del guanto della sfida, lanciate a Silvio Berlusconi per fargli capire che dovrà battersi all’ultimo sangue allo scopo di sopravvivere. C’è una conversazione di sconcertante banalità in cui il Cavaliere chiede un favore (togliergli dai piedi una attricetta importuna e molestatrice) all’amico Saccà, direttore di un comparto televisivo Rai. Quante volte è capitato a chiunque di noi dell’ambiente di ricevere o sollecitare un piacerino con la sottintesa promessa di ricambiare? Ma Silvio non è uno di noi; è il demonio del centrodestra e ciò basta a esporlo agli strali degli avversari, sempre vogliosi di farlo fuori con le cattive e col soccorso delle leve giudiziarie. Si dà inoltre il caso che la telefonata in questione faccia parte di un lotto di novemila intercettazioni (...)" di V. Feltri, tratto da Libero del 27/06/2008.



Diciamo solo che trovo il titolo poco elegante? Si dai, oggi è venerdì e sono più generosa!


P.S.: una buona notizia Clementina Forleo è stata assolta :)



Telefonata dell'Utri-Berlusconi intercettata dalla Polizia

giovedì 26 giugno 2008

A Fag Tut Mi (*)




“Il conformista
è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta,
il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa
è un concentrato di opinioni
che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani
e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire
forse da buon opportunista
si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso.
Il conformista
è un uomo a tutto tondo che si muove senza consistenza,
il conformista s'allena a scivolare dentro il mare della maggioranza
è un animale assai comune
che vive di parole da conversazione
di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori
il giorno esplode la sua festa
che è stare in pace con il mondo
e farsi largo galleggiando
il conformista. “

Giorgio Gaber – Il Conformista



Esiste! Ognuno di voi può trovare nel luogo più insolito uno scrigno prezioso: “l’amica/o onnisciente”, la dispensatrice di pareri ad hoc, la sua scienza è illimitata: politica, moda, sesso, malattie (specie le rare), costumi e società, lei dimostra di essere una tuttologa assoluta in ogni campo e sopratutto le ha vissute o viste tutte ("sti caz!").
In Cina per conoscere il proprio futuro ci si affidava a pratiche come l’oicomanzia (divinazione basata sull’osservazione della struttura di case o di città) o al libro dei mutamenti, oggi, per fortuna la genetica ha fatto progressi e ora possiamo affidarci alle nostre amiche/ci onniscienti.


Caratteristiche:
- è talmente curiosa che la Nasa la impiegherebbe come tester per gli esperimenti al posto dei topolini bianchi o delle scimmie;
- intona sempre i foulard o il trucco con il colore dei braccialetti e/o collane (insomma deve fare “pendant” con qualsiasi cosa le stia attorno);
- scambia gli abiti con i propri parenti (anche se indossano un’altra taglia);
- è insufficente nelle materie logiche: non ha imparato bene i sottoinsiemi matematici e ragiona solo per grandi insiemi (nero è uguale per tutti, non esiste differenza tra pakistano o afroamericano, chi si veste firmato è ricco, non esiste il: “mi mostro coi soldi ma ho un sacco di leasing”, ecc ecc);
- legge le notizie pubblicate, (forse con un pò di timidezza editoriale), in piccolo sui giornali (tipo le leggende metropolitane);
- racconta tutto a tutti collezionando anche parecchie gaffe;
- si stima di predire il futuro (ma attenti: preferisce farlo con le sfighe);
- vanta lontane discendenze nobiliari.



Cosa è inutile fare per sedarla:

- guardarla come un serial killer, si appassionerà ancora di più a voi ritenedovi portatori di misteri interessanti da svelare a tutto il vicinato (di scrivania o di casa), riterrà inoltre che voi siete adepti di qualche pratica sessuale strana o parte integrante di sette misconosciute;
- dimostrarsi dei leader (vi leccherà il culo in continuazione);
- dirle che ha un tono di voce troppo alto e che rischia di inquinare con le sue emissioni di parole quotidiane, ella, di fronte alla vostra critica, farà finta di non comprendervi o vi ruggirà contro scuotendo la chioma;
- dimostrarsi sue amiche, sarete oggetto di continue critiche dietro le vostre spalle.
- cercare di seminarla mentre camminate per strada, vi comparirà davanti tutta sorridente 1 km dopo (e vi chiederete se ha anche il dono del teletrasporto)!


Cosa è utile fare per tenerla a distanza:
- indossate accessori e vestiti non accompagnati (questo vale solo se la vostra onnisciente non è daltonica), oppure riempite il vostro ambiente con oggetti dai colori contrastanti (es. due sedie di colore diverso);
- inventatevi una vita sterile senza alcuna attrativa di gossip, (attenzione: intendo una vita scialba, vuota, perché se scorge un minimo di infelicità lei ci ricamerà sopra un romanzo), funziona molto bene la catena: casa-lavoro-dormita al massimo un giretto in spiaggia alla Domenica;
- dirle di avere un moroso cesso (di solito l’onnisciente è una ringalluzita di prima!);
- trasmetterle qualche malattia estetica, tipo herpes o roba simile. Una fashion woman non accetta certi difetti fisici;
- avere questo aspetto:




Come impiegarla:

- non volete dire direttamente una cosa a un’amica o al vostro capo perché siete timidi o per altre ragioni? Usale lei, vi confidate e in neanche dieci minuti tutti ne saranno a conoscenza. L'onnisciente è infallibile, quello/a che non doveva sapere sarà la prima/o a imparare la notizia.
- Quando vi sentite ignoranti e avete appena fatto una figura di merda, parlate con lei, vi consolerà con i suoi soliti luoghi comuni;
- sembra possa essere anche impiegata come scudo antisommossa nel caso di scontro armato (o come giubbotto antiproiettile) grazie a tutta la bigiotteria che indossa (non è ancora stato fatto il test di prova).

Gli altri impieghi utili li sto ancora testando…

Buona giornata!


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A Fag Tut Mi = espressione dialettale ferrarese,
significa "so tutto io".
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I Puffi versione Griffin

mercoledì 25 giugno 2008

E' una barzeletta, vero?




La lettera di Berlusconi a Schifani



Qualcuno racconta che...
I processi di Berlusconi

martedì 24 giugno 2008

Chiacchere e Maionese



"A cena da Andreotti.
Sabrina Minardi ha riferito di essere andata anche a casa di Giulio Andreotti. "Io andai anche a cena a casa di Andreotti, con Renato (De Pedis, ndr) - racconta - ovviamente davanti a me non parlavano... due volte ci sono andata... Renato ricercato... La macchina della scorta sotto casa di Andreotti della polizia... Renato ricercato, siamo andati su... eh... accoglienza al massimo... c'era pure la signora... la moglie... una donnetta caruccia ... ovviamente davanti non parlavano di niente". La teste precisa che Andreotti "non c'entra direttamente con Emanuela Orlandi, ma con monsignor Marcinkus sì"."

Da Repubblica del 23 giugno 2008 - Articolo: “Caso Orlandi, parla la superteste: Rapita per ordine di Marcinkus" di Marino Bisso e Giovanni Gagliardi


Le chiacchere ti complicano la vita.
Oggi sono andata presso il solito bar a prendermi il pranzo, il locale era vuoto e il barista pigramente si accingeva a prepararmi un panino alla milanese, (con poca maionese, perché sono una cliente rompiscatole :), mentre la televisione accesa sul tg5 declamava la necessità e l’urgenza di garantire al Premier in pectore l’immunità da ogni processo, ovviamente, sino a quando rivestirà una delle quattro cariche governative più importanti della nostra Repubblica.
Insomma, mi lascio sfuggire un commento alla notizia del tg del tipo: “Cavolo, vogliono affondare ancora di più la nostra giustizia” e mi arriva contro una pioggia di critiche, perchè sono faziosa a pensarla così, perchè anche il resto della Casta fa schifo ecc ecc.
Già, lui come tantissimi altri ammira l’imprenditore.
Mi sono sentita dire che lavoro solo perché non ho la capacità di fare successo. Insomma nutro un’invidia di parte.

Sicuramente Berlusconi è un uomo abile. Ha saputo investire denaro in modo giusto, ha saputo sfruttare le sue amicizie, ma non rappresenta alcun ideale vicino alla mia personalità. Così come non comprendo certi comportamenti di ladrocinio della sinistra.
Vi risparmio i dettagli del colloquio spiccio di oggi, ma mi si gela il sangue a vedere quanto calcio mastichino le menti dei miei connazionali e quanto poco si interessino alla politica, (pure lui ha ammesso che non gliene frega un gran che delle questioni politico economiche ma è il fascino di chi si è fatto da solo a sedurlo).

Ci tengo a precisare che non disprezzo per nulla il barista in questione, questa storiella è solo un pretesto per riflettere su quanti di noi sono poco informati (e ci metto dentro pure la mia cara mamma), e anche non interessati ad approfondire gli argomenti di attualità, quasi se ne fregassero del legame che unisce inequivocabilmente la politica alle nostre condizioni di vita (precariato, salari bassi, problema dei rifiuti, mafia, ecc ecc…).
Il valore del successo fa da padrone, l’importante è avere i soldi e godersi la vita, poco importa se consumiamo o svendiamo le risorse naturali e la salute dell’ambiente, tanto la nostra vita è breve e ci penseranno le future generazioni a fare i conti con i tumori o la carenza di materie prime...
Cosa dire? Spero per loro che la reincarnazione non esista!



Ecce Bombo

lunedì 23 giugno 2008

Legge contro le intercettazioni telefoniche








Il testo integrale dell'intervento di Marco Travaglio:

"Buongiorno a tutti. Mi dispiace, ma dobbiamo ricominciare a parlare di intercettazioni, perché questo è quello che offre il convento e quello che chiedono anche gran parte dei frequentatori del blog di Beppe e del blog nostro – voglioscendere – e di tanti altri che si stanno sintonizzando con noi, il lunedì alle due. Ne parliamo, anche se presto dovremo occuparci anche di altre leggi vergogna, che sono quelle, per esempio, del ritorno all’impunità per le alte cariche (soprattutto di quella bassa) lodo Schifani bis, ma questa – ogni giorno ha la sua pena – la vediamo un’altra volta.
È interessante, ora che finalmente abbiamo un testo che sembrerebbe definitivo per quanto riguarda il cosiddetto disegno di legge Berlusconi-Alfano-Ghedini sulle intercettazioni, capire che cosa succede esattamente. Capire quelli che i telegiornali non solo non ci dicono, ma che addirittura cercano di nasconderci. Mentendo anche sulle parole. Questa non è una legge sulle intercettazioni. È anche una legge sulle intercettazioni. Ma questa è una legge che abolisce di fatto la cronaca giudiziaria per tutta la lunga fase delle indagini, fino all’inizio del processo. Cioè da quando viene commesso un fatto, a quando viene scoperto, a quando viene processata la persona sospettata di averlo commesso, i cittadini non potranno più sapere nulla.
Cominciamo però a vedere il primo versante, cioè quello delle intercettazioni, laddove non saranno più possibili e con quali conseguenze tutto ciò avverrà. Ce l’hanno condita e intortata dicendoci che negli altri paesi ce ne sono meno. Ho sentito ancora ieri qualche demente in televisione, naturalmente ministro, dire che negli Stati Uniti vanno avanti a reprimere i reati con 1.500 intercettazioni all’anno, in un paese che ha il quintuplo della nostra popolazione. Com’è possibile invece che noi abbiamo 125.000 intercettazioni all’anno e ancora non siamo contenti? In realtà, l’abbiamo già visto, noi non abbiamo 125.000 intercettazioni. Noi abbiamo 75.000 decreti per intercettare che riguardano spesso i vari telefoni di una stessa persona. Quindi le persone intercettate, l’altra volta abbiamo detto essendo molto ottimisti 80.000, i magistrati calcolano che siano circa 20-30.000 all’anno. Negli Stati Uniti non sono affatto 1.500. Sono milioni le persone intercettate, soltanto che la non risulta nelle statistiche perché là a intercettare sono l’FBI, la CIA, i vari servizi di sicurezza e le varie polizie locali e federali. Pensate, Giancarlo Caselli soltanto nella procura di Torino ha calcolato che lo 0,2% dei processi che si fanno contiene intercettazioni. Lo 0,2% dei processi. Altro che “tutto intercettato, tutti intercettati”. Comunque. Il fatto che non si possa più intercettare per reati puniti con pene inferiori ai dieci anni o quelli contro la pubblica amministrazione, significa che non potremo più scoprire con le intercettazioni reati di: usura, truffe – anche le truffe scoperte da De Magistris, le ruberie sui fondi Europei, sui fondi regionali; l’Europa sarà contenta di noi – sequestri di persona. Se fosse vera la leggenda secondo cui gli zingari rubano i bambini, ebbene se uno zingaro ruba un bambino quello è un sequestro semplice perché non è a scopo di estorsione e non può più essere scoperto con intercettazioni. Il contrabbando, altra specialità delle mafie come l’usura. Lo sfruttamento della prostituzione. La rapina. Il furto in appartamento...

Quante piccole gang o grandi gang di ladri vengono sgominate intercettando? Non si può più. Associazione per delinquere; persino l’associazione per delinquere. Lo scippo. L’incendio. La ricettazione: i ricettatori sono quelli che smaltiscono e diffondono la refurtiva. Bene, nemmeno quello. La calunnia. I reati ambientali: tutti i reati sull’ambiente, discariche, ecc. Salute e sicurezza sul lavoro, per nulla più si potrà intercettare. Reati ovviamente – quelli li sappiamo – reati economico finanziari. Pensate a tutte le turbative di borsa, le frodi fiscali, le frodi sull’IVA che scoperte con le intercettazioni portano lo Stato a recuperare un sacco di evasione. Nulla di nulla. Ricerca dei latitanti, nemmeno. Quando uno mette sotto intercettazione tutti gli amici e i parenti e i possibili favoreggiatori di un latitante e poi sta lì ad aspettare che qualcuno compia un passo falso, non si potrà più fare. Perché? Perché c’è un’altra clausola che dice che l’intercettazione può durare al massimo tre mesi. Dopodichè si staccano gli apparecchi e si va a casa. Quindi se il latitante si fa beccare entro tre mesi, bene, se invece rimane uccel di bosco più di tre mesi, pazienza. Tempo scaduto. Lo Stato si da la scadenza. Mentre il latitante no, ovviamente. Questo vale anche per i sequestri di persona. Voi sapete che quando viene sequestrata una persona, tipo un bambino, si mettono sono osservazione i telefoni della famiglia nella speranza di risalire ai telefoni dei sequestratori e di localizzarli. Bene, anche qui dopo i tre mesi si stacca tutto. Quindi, o l’anonima sequestri ci fa il favore di restituirci gli ostaggi entro e non oltre i novanta giorni, oppure sennò pazienza. Chi si è visto, si è visto. Altra genialata: ci vorranno tre giudici, non più un GIP, tre giudici per decidere su un’intercettazione. Pensate che in Italia il GIP monocratico, cioè lui da solo, può condannare addirittura per omicidio, ti può dare trent’anni per omicidio con rito abbreviato. Bene, da solo potrà condannarti per omicidio, ma non potrà più autorizzare l’intercettazione di un telefonino. Pensate l’assurdità. Ci sono tribunali che hanno dieci giudici in tutto, i quali dovranno fare: in tre il collegio per autorizzare le intercettazioni, poi un quarto dovrà fare il GIP, poi un altro dovrà occuparsi del processo e alla fine non si troveranno più i giudici che potranno occuparsi tutti dello stesso processo e quindi si bloccherà la giustizia nei posti medio-piccoli. Perché? Perché i giudici diventano incompatibili quando hanno deciso una volta su un caso.
I giudici non potranno più parlare. Le due magistrato che hanno fatto arrestare gli scannatori della clinica Santa Rita di Milano hanno fatto una conferenza stampa assieme alla polizia giudiziaria per spiegare ai cittadini che cosa era successo, per metterli in guardia da quello che era successo. D’ora in poi, quando entrerà in vigore questa legge porcata, il fatto che hanno parlato della loro inchiesta nella conferenza stampa fa sì che debbano lasciare l’inchiesta. Non possono proseguirla loro, la devono lasciare a qualcun altro. Se un magistrato parla male di Provenzano, non potrà più indagare su Provenzano. Perché si è già pronunciato. Non sto parlando del giudice che dovrà giudicarlo, sto parlando del pubblico ministero che spiega quali indizi ha raccolto a carico di Provenzano oppure degli scannatori della clinica.
Quindi, non solo i giornalisti non possono più raccontare le inchieste, ma non le possono più raccontare neppure i magistrati, sennò perdono l’inchiesta all’istante. Ma non solo. Se anche il magistrato sta zitto, per conservare la sua inchiesta, c’è modo di farlo fuori lo stesso. Decide l’imputato. Se l’imputato denuncia il suo pubblico ministero, o meglio, se l’indagato denuncia il suo pubblico ministero accusandolo di una fuga di notizie che magari non ha fatto – tipo De Magistris, adesso sta venendo fuori che le fughe di notizie le facevano i suoi superiori per farle ricadere su di lui – facciamo il caso che uno viene denunciato nella procura vicina per avere fatto una fuga di notizie – non si sa se è vero o non è vero – bene, il fatto stesso che sia stato denunciato consente al suo capo di levargli l’inchiesta. Anche se lui non ha fatto niente. Quindi è l’imputato che decide in qualche modo di scegliersi il suo pubblico ministero. Se gli piace perché è morbido, se lo tiene, sennò lo denuncia e il capo gli toglie l’inchiesta.
C’è una "normina", l’avrete forse letta, la “salva-preti”. Dopo la “salva-Previti” adesso abbiamo la “salva-preti” per cui se uno è un cittadino normale, niente, legge normale. Se invece è un sacerdote, per indagare bisogna avvertire il suo vescovo. Dopodichè, se viene indagato un vescovo – ed è capitato anche recentemente – allora bisogna avvertire la Segreteria di Stato vaticana, cioè un ministero estero per processare un cittadino italiano. Un gentile omaggio al Vaticano. Uno dei tanti.
I giornalisti. E veniamo alla parte che non riguarda più i limiti alle intercettazioni, ma riguarda l’abolizione della cronaca giudiziaria e una pesante limitazione alla libertà di stampa e alla libertà dei cittadini di essere informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque, dico subito che con questa legge non si potrà più scrivere nulla degli atti giudiziari, quindi non solo delle inchieste, ma anche degli interrogatori, dei verbali, di quello che dice la difesa, di quello che dice l’accusa, dei decreti di perquisizione, degli avvisi di garanzia, dei decreti di custodia cautelare, dei decreti di sequestro, ecc. Niente. Tutti gli atti giudiziari dell’indagine sono non pubblicabili. Attenzione: non sono segreti, sono non pubblicabili. La nostra legge stabilisce che quando il magistrato li consegna all’avvocato e all’indagato, in quel momento cessano di essere segreti e quindi oggi, giustamente se non sono più segreti, i giornalisti li possono pubblicare. Qui non stanno vietandoci di pubblicare roba segreta, perché pubblicare roba segreta è già vietato. Ci stanno vietando di pubblicare roba pubblica. Che è un’altra cosa. Infatti nella legge c’è scritto che non si può più nemmeno parlare, nemmeno nel contenuto e nemmeno per riassunto, degli atti, anche se non sono più coperti da segreto; perché se sono coperti da segreto è già vietato pubblicarli. Quindi stiamo parlando di roba pubblica, roba legittimamente conosciuta dai giornalisti, e quindi dai cittadini. Se uno li pubblica, se un giornalista li pubblica, sono da uno a tre anni di galera. Più un’ammenda che va a mille e rotti euro. “Va beh – uno dirà – ti pigli la multa: mille euro, li avrai?! Sì, certo, non per tutti gli articoli che scrivi, ma non è un danno drammatico essere condannati a pagare una multa fino a mille euro”. Il problema è che qui la pena pecuniaria e la pena detentiva sono associate: te le danno tutte e due assieme. Il minimo della pena detentiva è un anno. Che significa? Significa che con le attenuanti ecc. la prima volta che ti condannano, ti condannano a un minimo di nove mesi e non vai in carcere, perché sapete che in Italia fino a due anni c’è la condizionale, la sospensione condizionale, e fino a tre anni di può chiedere l’affidamento al servizio sociale, come Previti. Viceversa, se uno scrive tre articoli contenenti tre notizie non più segrete, ma che diventano non più pubblicabili, - fate il calcolo – nove per tre, ventisette: sono 27 mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va fuori dalla sospensione condizionale e si finisce in carcere o all’affidamento al servizio sociale. E alla quarta condanna si superano i tre anni e si va direttamente in galera. Quindi bastano quattro articoli, a un giornalista capita di scriverne anche uno o due al giorno, oppure basta un libro contenente quattro notizie pubbliche, ma non più pubblicabili, per finire in galera. La galera! In un paese in cui in galera non ci va più nessuno, salvo i poveracci. Bene i giornalisti concretamente rischieranno di andarci per quel meccanismo del minimo di pena, che è molto alto – un anno – e l’associazione obbligatoria con la multa, che non è sostitutiva, ma associata. Allora che cosa succederà? Succederà che nessuno scriverà più niente, a meno che non sia un masochista e voi non saprete più niente. Di tutta la lunga fase delle indagini finché non inizia il processo… Ma se voi mettete insieme i limiti alle intercettazioni – quello che i giudici non potranno più scoprire – e i limiti alla pubblicazione – quello che i cittadini non potranno più sapere – voi avete il quadro di una filosofia che individua esattamente nei due poteri di controllo democratici rispetto al potere politico, i nemici da abbattere, i nemici politici numero uno, i veri criminali del nostro paese, la vera emergenza sicurezza è rappresentata dalla presenza di giornalisti che informano e magistrati che indagano e quindi dagli al giornalista e dagli al magistrato. È una legge liberticida che ha almeno il pregio della chiarezza: individua nei poteri di controllo i nemici del potere e li abbatte.
Il risultato qual è? È che non si potrà più scoprire uno scandalo come quello del SISMI, delle deviazioni dei dossieraggi di Pollari e Pompa. Pensate che hanno trovato a Pompa centinaia di migliaia di dossier su giornalisti, politici, magistrati, ritenuti pericolosi, non per la sicurezza dello stato, mica è Al Qaida, pericolosi per Berlusconi. Questo scandalo non si potrà più scoprire. Un sequestro come quello di Abu Omar non si potrà più scoprire, perché non è stato un sequestro a scopo di estorsione, era un sequestro semplice e quindi punito con pene inferiori ai dieci anni. Non si potrà più scoprire calciopoli, ovviamente. Calciopoli inizia da una ipotesi di frode. Solo dopo si arriva a scoprire l’associazione a delinquere. Quindi, non sarebbero state autorizzate le intercettazioni, quindi non si sarebbe scoperta l’associazione a delinquere. In ogni caso, anche se si fosse scoperta, per assurdo, noi non avremmo potuto scrivere niente e non sapremmo ancora niente ora, perché il processo non è ancora iniziato – il processo di Napoli su calciopoli. Non avremmo scoperto lo scandalo delle scalate bancarie e al Corriere della Sera dei furbetti del quartierino. Perché? Perché i reati finanziari non sono più compresi, quindi i magistrati non avrebbero potuto intercettare, non avrebbero potuto scoprire che Fazio avvertiva segretamente Fiorani di notte e che Fiorani gli mandava i bacetti e che turbavano completamente il mercato perché l’arbitro tifava per una squadra anzi ne faceva parte, era il capitano non giocatore, anzi capitano giocatore. In ogni caso i giornali non avrebbero pubblicato ancora adesso visto che il processo per Antonveneta, Fiorani, per Unipol, BNL e per Ricucci, Rizzoli Corriere della Sera, non è ancora iniziato. Siamo alla fine delle indagini.
La clinica degli orrori. Abbiamo sentito questo – mi dispiace dirlo, ma tecnicamente si chiama così – ignorante, uomo che ignora la materia di cui dovrebbe occuparsi. Questo ignorantissimo ministro “ad personam” Angelino Alfano ridacchiare in televisione e dire: “Ma figuriamoci, un processo di omicidio nella clinica degli orrori, sarebbe possibile anche oggi perché noi l’omicidio l’abbiamo compreso nei reati per cui si può intercettare”. Già. Peccato che l’indagine nella clinica Santa Rita sia partita da intercettazioni disposte per truffa e falso. Due reati puniti con pene sotto i dieci anni, quindi oggi non più “intercettabili”, quindi da lì non si sarebbe più potuto scoprire che questi non solo facevano i falsi delle cartelle cliniche, ma ammazzavano o scannavano la gente. Non si potrebbe più scoprire niente. E in ogni caso, facendo finta che si potesse ancora scoprire, noi non potremmo più raccontarlo e voi non potreste più saperlo.
Pensate che bellezza per i risparmiatori dell’Antonveneta non sapere ancora adesso che quello che li vuole comprare, cioè Fiorani, è uno che mette le mani nei conti dei correnti della Popolare di Lodi. E pensate che bellezza per i correntisti della Popolare di Lodi non sapere che fine fanno i soldi che loro pensano di avere messo al sicuro nella Banca di Lodi. E non potrebbero organizzarsi per denunciare Fiorani. E Fiorani sarebbe ancora lì. Anzi, avrebbe comprato l’Antonveneta se non fosse stato bloccato dalla pubblicazione delle intercettazioni e fatto fuori giustamente dagli organi di vertice della sua banca.
E Fazio sarebbe ancora lì. E Moggi sarebbe ancora lì a truccare i campionati con tutta la sua banda. Perché? Perché non si saprebbe niente e quindi, in base a cosa puoi mandare via uno se non è stato ancora processato e non si sa nemmeno che cosa ha fatto?
Pensate ai malati della clinica che si ritrovano senza uno o due organi, oppure con l’organo al posto sbagliato, il fegato al posto del cervello, la milza al posto del tendine, ecc. che si stanno organizzando in una class action per chiedere i danni a quegli scannatori che li hanno ridotti così, o a i parenti di quelli che sono già morti, che si stanno organizzando per chiedere i danni. Bene non saprebbero nemmeno quello che è successo. Non verrebbe loro nemmeno in mente di chiedere i danni, perché non saprebbero di aver subito i danni e ci sarebbero persone che pensano che i loro congiunti sono morti per una tragica fatalità, perché era giunta la loro ora, mentre invece sono stati massacrati dall’ospedale e poi sono stati pure falsificati i referti nelle loro cartelle cliniche.
Scalfari ieri su Repubblica ricordava che se la mafia è stata condannata la prima volta nella sua storia al maxi processo, è stato perché i giornali hanno raccontato che cosa faceva la prima sezione della Cassazione presieduta da Carnevale che annullava regolarmente le condanne di mafia, per cui per fortuna, su input di Giovanni Falcone, il ministro Martelli chiese al presidente della Cassazione di fare un turno nelle presidenze dei processi di mafia, in modo che non presiedesse solo Carnevale ma anche qualcun altro. Appena Carnevale fu sostituito da un altro, la mafia fu condannata per la prima volta e fu lo scatenamento della vendetta mafiosa, ma intanto abbiamo messo dentro centinaia di mafiosi.
Perché è successo tutto questo? Perché la stampa ha potuto esercitare un controllo su quelle zone d’ombra della magistratura, perché mica i magistrati sono tutti buoni.
Il caso di Rignano Flaminio, cioè un’indagine probabilmente farlocca dove era state accusate ingiustamente delle persone, almeno questo è quello che è emerso finora, lo dobbiamo al fatto che giornali, giornalisti come Bonini, per esempio, di Repubblica, ma anche del Corriere della Sera, hanno svelato la debolezza dell’impianto accusatorio e quindi quando l’informazione fa il suo dovere, esercita un controllo democratico sui magistrati.
Non possiamo lasciare i magistrati indagare per anni senza sapere cosa stanno facendo, magari sbagliano e noi li aiutiamo anche a non sbagliare. Oppure smascheriamo i loro errori, se sono dolosi, e loro sono costretti a fermarsi. Chi lo garantisce questo controllo se adesso non si scrive più niente sulle indagini? Anche le indagini sbagliate partiranno sbagliate e finiranno sbagliate. Avremo più errori giudiziari. Come faremo a sapere come si difende una persona se non potremo pubblicare il suo interrogatorio. Quindi magari, chi si difende ha ragione e chi lo accusa ha torto, ma noi non lo potremo sapere.
Pensate a livello democratico che cosa vuol dire tutto ciò. Gli editori saranno sempre più frenati dal consentire ai giornalisti di pubblicare cose a rischio, perché? Perché a loro volta rischiano una multa fino a 400.000 euro – ogni articolo, fino a 400.000 euro - di e rischiano soprattutto di essere portati a processo non solo come singoli editori, ma anche come società, in base alla legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Per evitare alla società di finire in tribunale con ripercussioni sulla Borsa, che cosa devono dimostrare gli editori? Di aver adottato tutte le precauzioni all’interno della loro azienda, cioè all’interno del giornale, della televisione o della radio, per impedire la commissione di questo reato di pubblicazione indebita di atti. Che cosa faranno per dimostrare che loro si sono premuniti e non sono responsabili di eventuali violazioni che commettano i loro giornalisti e i loro direttori? Licenzieranno i giornalisti e direttori che non voglio obbedire a questa legge.
In più, ogni volta che un giornalista verrà indagato per pubblicazione indebita di atti, la procura dovrà per leggere mandare la notifica all’Ordine dei Giornalisti che potrà sospendere il giornalista fino a tre mesi. Quindi ogni articolo che scrivi ti sospendono per tre mesi e tu per tre mesi non lavori. Fai quattro articoli e non lavori per un anno. Se l’Ordine ottempererà, ma bisogna vedere se avrà la possibilità di non ottemperare a questa sanzione disciplinare, perché l’ordine è tenuto a rispettare le leggi esistenti.
Voi capite che cosa è stato messo in piedi? È stato messo in piedi un meccanismo di regime – l’altra volta abbiamo parlato di prove tecniche di fascismo – qui siamo stati minimalisti. Qui non stanno facendo prove, lo stanno attuando. Un regime moderno. E per chi fosse nostalgico dei regimi passati, mandano anche l’esercito per le strade, perché si capisca cosa sta succedendo.
Io vi posso dire quello che ho scritto sull’Unità e cioè che io farò disobbedienza civile rispetto a questa legge. Farò obiezione di coscienza. Quindi tutti gli atti che mi capiteranno o che riuscirò a procurarmi – e che farò di tutto per procurarmi come sempre – li pubblicherò. E integrali, e nel contenuto e nel riassunto o come mi gira in quel momento, perché penso che questo sia il mio dovere, altrimenti dovrei cambiare mestiere.
Spero naturalmente che altri, ma sta ricevendo questo appello che abbiamo lanciato dall’Unità e dal blog voglioscendere, moltissime adesioni di moltissimi cronisti giudiziari, penso che bisognerà prepararsi a fare da cavie per essere anche eventualmente arrestati e poter impugnare davanti alla Corte Costituzionale, davanti alla Corte Europea di Giustizia, questa legge veramente infame.
Dopodichè speriamo di riuscire anche per via referendaria a cancellarla. Da questo punto di vista tutte le iniziative che si fanno in questo settore sono le benvenute. Segnalo, per esempio, quella del sito micromega.net, dove Furio Colombo, Giulietti, Pardi e altri invitano i leader dell’opposizione a manifestare.
Se i leader dell’opposizione non vorranno manifestare, cosa abbastanza probabile, bisognerà organizzarsi e quindi, Beppe preparati!
Voi sappiate che questa non è una legge contro i giornalisti, non è un legge sulle intercettazioni, è una legge contro di voi per impedirvi di sapere.
Al cittadino non far sapere quali sono i delitti del potere. Questo è lo slogan di questa legge infame. Passate parola. A lunedì."

A che punto e' l'economia in Italia




Mariargiocco, "A che punto è l'economia in Italia".
10 maggio 2008, Torino Fiera del Libro




Paul Ginsborg. "A che punto è la società in Italia". 10 maggio 2008, Torino Fiera del Libro

mercoledì 18 giugno 2008

Ciao Sergente nella Neve - (Mario Rigoni Stern)




« Chi lo avrebbe mai detto che lo sarei diventato anch'io, un autore? Ma forse, in fondo in fondo, quando scrivevo in segreto il mio diario lo speravo. »
Stern, Il sergente nella neve

Oggi ci ha lasciato un uomo di grande sensibilità e altruismo, lo scrittore Mario Rigoni Stern.

"...il momento culminante della mia vita non è quando ho vinto premi letterari, o ho scritto libri, ma quando sono partito da qui sul Don con 70 alpini, e sono riuscito a sganciarmi dal mio caposaldo senza perdere un uomo, e riuscire a partire dalla prima linea organizzando lo sganciamento, quello è stato il capolavoro della mia vita...."


Marco Paolini - Spettacolo teatrale: "Il Sergente nella neve"

martedì 17 giugno 2008

Help! Caronte sta per rapire la giustizia italiana!



Il premier Silvio Berlusconi dopo aver ostentato con pacchetti ad hoc delle misure per testimoniare la vicinanza dello Stato alle esigenze urgenti e allarmanti degli italiani, (taglio Ici sulla prima casa a favore anche dei ricchi, "rinegoziazione" dei mutui, pacchetto sicurezza, discariche per i rifiuti campani), è in procinto di promuovere delle riforme in materia di giustizia che rischiano di minare l'ugualianza dei cittadini davanti alla legge. Aggiungo anche un piccolo estratto dal Corriere su un patto tra mafia e massoneria per far ritardare i processi.


Emendamento "salva processi"
"La nuova norma berlusconiana (presentata come un emendamento al decreto-sicurezza, firmato direttamente dai Presidenti della I e II commissione di Palazzo Madama) obbliga i giudici a dare "precedenza assoluta" ai procedimenti relativi ad alcuni reati, ma questa precedenza serve soprattutto a mascherare il vero obiettivo dell'intervento: la sospensione "immediata e per la durata di un anno" di tutti i processi penali relativi ai fatti commessi fino al 31 dicembre 2001 che si trovino "in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado".
È esattamente la situazione in cui si trova Silvio Berlusconi nel processo in corso davanti al Tribunale di Milano per corruzione in atti giudiziari: con l'accusa di aver spinto l'avvocato londinese Mills a dichiarare il falso sui fondi neri della galassia Fininvest all'estero.
Quel processo è arrivato al passo finale, mancano due udienze alla sentenza. Si capisce la fretta, il conflitto d'interessi, l'urgenza privata, l'emergenza nazionale che ne deriva, la vergogna di una nuova legge ad personam. Bisogna ad ogni costo bloccare quei giudici, anche se operano "in nome del popolo italiano", anche se il caso non riguarda affatto la politica, anche se il discredito internazionale sarà massimo. Bisogna con ogni mezzo evitare quella sentenza, guadagnare un anno, per dar tempo all'avvocato Ghedini (difensore privato del Cavaliere e vero Guardasigilli-ombra del suo governo) di ripresentare quel lodo Schifani che rende il premier non punibile, e che la Consulta ha già giudicato incostituzionale, perché viola l'uguaglianza dei cittadini: un peccato mortale, in democrazia, qualcosa che un leader politico non dovrebbe nemmeno permettersi di pensare, e che invece in Italia verrà presentato in Parlamento per la seconda volta in pochi anni, a tutela della stessa persona, dalla stessa moderna destra che gli italiani hanno scelto per governare il Paese." Ezio Mauro - estratto di questo articolo: Repubblica del 17 giugno 2008

Il processo in questione:
"«Silvio Berlusconi rischia una condanna a sei anni di carcere nel primo grado del processo Mills». Parole di Gaetano Pecorella, avvocato dell'ex presidente del consiglio e deputato di Forza Italia, combinazione non certo originale tra le fila azzurre. [...] L'inchiesta che ha portato al processo Mills, condotta dai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo, sostiene che Berlusconi nel 1997 fece inviare 600.000 dollari all'avvocato Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone, le informazioni in suo possesso sulle società estere, che la procura ritiene la «tesoreria occulta» del gruppo. Mills è descritto dai pm come l'ideatore dell'architettura delle società del comparto estero del gruppo Fininvest. Sia Berlusconi sia Mills hanno respinto le accuse. Ma in un verbale di interrogatorio davanti ai pm milanesi il 18 luglio 2004, l'avvocato inglese disse che quel denaro gli era stato riconosciuto da Berlusconi, attraverso il manager Fininvest Carlo Bernasconi." Unità, 29 gennaio 2008
Articolo tratto da www.antimafia2000.com



Patto tra mafia e massoneria per ritardare i processi: otto persone arrestate.
L'inchiesta vede coinvolti professionisti, medici, imprenditori, boss e iscritti a logge massoniche.

"IL PRIMO OBIETTIVO ERA RITARDARE I PROCESSI - Dall'inchiesta emerge che boss mafiosi, grazie all'aiuto di persone appartenenti a logge massoniche avrebbero ottenuto, dietro pagamento di tangenti, di ritardare l'iter giudiziario di alcuni processi in cui erano imputati affiliati a cosche di Trapani e Agrigento. Le indagini che hanno portato alla scoperta dei presunti intrecci fra boss e massoni diretti a ritardare i processi di alcuni affiliati alle cosche mafiose, sono state avviate dai carabinieri nel 2006. L'indagine, denominata "Hiram", coordinata dalla procura di Palermo, è stata coperta dal massimo riserbo, e ha preso il via da accertamenti svolti sulle famiglie mafiose di Mazara del Vallo e Castelvetrano, in provincia di Trapani. Oltre alle perquisizioni, che non sono ancora terminate, altri controlli vengono svolti anche su conti correnti bancari intestati agli indagati."
Pezzo di articolo tratto da Corriere della Sera del 17 giugno 2008



Disegno di Legge contro le intercettazioni telefoniche.
La scomparsa dei reati - l'Unità, 8 giugno 2008
"Ieri, prima di accusare un lieve malore, dunque ancora nel pieno possesso delle facoltà psicofisiche, il presidente del Consiglio ha annunciato a S. Margherita Ligure che saranno presto vietate le intercettazioni, fuorchè per “criminalità organizzata, mafia, camorra e terrorismo”. E le poche che si potranno ancora disporre non potranno essere pubblicate. Per i trasgressori – magistrati, agenti di polizia giudiziaria e giornalisti – “saranno previsti 5 anni di carcere”. Una pena più alta del falso in bilancio non ancora depenalizazato, per dire. E poi “una forte penalizzazione economica per gli editori che le pubblicano” (per esempio per suo fratello Paolo, il cui Giornale pubblicò una telefonata top secret e priva di rilevanza penale tra Fassino e Consorte). L’annuncio non deve stupire: è scritto nero su bianco nel programma elettorale del Popolo della Libertà provvisoria. Ma, come al solito, era stato sottovalutato dai più. Soprattutto dal Pd e dall’Anm, protagonisti di un curioso “dialogo” con l’uomo,anzi l’ometto che si propone di sfasciare definitivamente quel poco che resta del sistema giudiziario. Lo stesso ometto che contemporaneamente annuncia “il ritorno dello Stato”, la “tolleranza zero” e la “certezza della pena”, subito creduto ed elogiato come statista dai nove decimi della stampa italiana. Semprechè non sia stato frainteso o non abbia parlato a titolo personale, basta prendere alla lettera l’annuncio del premier per prevedere le conseguenze della nuova legge.
Qualche esempio. Tizio viene ammazzato.Nessuna traccia dell’assassino. Il giudice ordina di controllare i telefoni di parenti, amici e colleghi di lavoro, alla ricerca di un indizio. Ma l’omicidio (salvo che a commetterlo sia un mafioso, un camorrista o un terrorista) non è compreso tra i reati per cui sarà ancora lecito intercettare: dunque resterà insoluto, salvo che l’assassino si presenti spontaneamente a confessare. Rapina in banca: una telecamera riprende uno dei rapinatori. Gl’inquirenti riconoscono dalle immagini sfuocate uno dei rapinatori e gl’intercettano il telefono per accertarsi che sia proprio lui e individuarne i complici. Questo, oggi. Domani, non essendo le rapine reati di criminalità organizzata, niente intercettazioni: impossibile scoprire i malviventi, che la faranno franca, né tantomeno recuperare il bottino. Un imprenditore viene sequestrato.
Le forze dell’ordine, oggi, mettono sotto controllo il telefono di casa per risalire – dalle chiamate per la richiesta di riscatto - alle utenze dei sequestratori, pedinarli, scoprire il covo e liberare l’ostaggio. Domani niente intercettazioni e niente colpevoli. Ai familiari non resterà che pagare e sperare che il congiunto venga restituito tutto intero. Un misterioso molestatore perseguita una ragazza con telefonate oscene, o minaccia e insulta un suo nemico: gl’investigatori controllano il telefono della vittima e risalgono al disturbatore. Oggi. In futuro anche questo sarà impossibile. Una donna, picchiata e violentata dall’ex compagno, trova la forza di sporgere denuncia. Ma mancano le prove. Per trovarle, serve intercettare l’uomo per verificarne gli spostamenti. Con la nuova legge, niente intercettazioni e niente prove. Circa il 90% delle intercettazioni, in Italia, riguardano traffici di droga, molto spesso a opera di bande di italiani o di immigrati non affiliati alla criminalità organizzata. Bene, anzi male: non saranno più intercettabili, così lo Stato rinuncia a sgominare centinaia di pericolose gang e a sequestrare enormi quantità di stupefacenti. Anche per rintracciare i latitanti, sfuggiti alla giustizia dopo condanne per omicidio, rapina, traffico d’armi o di droga ecc., si intercettano i telefoni di parenti, amici e conoscenti per verificare chi li ospiti o li aiuti: salvo che si tratti di mafiosi o terroristi, la nuova legge impedirà di acciuffarli.
Poi, naturalmente, ci sono i reati finanziari, fiscali e contro la Pubblica amministrazione. Che poi sono quelli che Berlusconi, avendone commessi parecchi ed essendo tuttora imputato per tutte e tre le categorie penali, spera di rendere impossibili da scoprire e da punire (magari con una norma transitoria che renda inutilizzabili le intercettazioni sin qui realizzate, tipo quella tra lui e Saccà per cui è imputato a Napoli per corruzione). Siccome nessuno li confessa spontaneamente, l’unico modo per smascherarli è intercettare chi è sospettato di commetterli. D’ora in poi sarà proibito: non commetterli, ma scoprirli. Così i miliardi di euro che ora lo Stato recupera ogni anno dai processi per bancarotta, falso in bilancio, corruzione, concussione, frode fiscale, aggiotaggio (solo dalle intercettazioni dei furbetti del quartierino, la Procura di Milano e Clementina Forleo hanno recuperato quasi 1 miliardo di euro) resteranno nelle tasche dei criminali. Chissà che ne dice Robin Hood Tremonti." Marco Travaglio



[G. Klimt - La Giurisprudenza, opera distrutta]

venerdì 13 giugno 2008

L'Italia è una Repubblica democratica fondata sui costruttori



In questi giorni si parla molto di morti bianche sul lavoro, il post migliore sull'argomento non può che essere questo brano tratto da Gomorra di Roberto Saviano.
Vi augurerei buona lettura ma ho troppa rabbia dentro per farlo.
Grande Saviano.



"Fu quando morì Francesco Iacomino però che compresi sino in fondo i meccanismi dell'edilizia. Aveva trentatré anni quando lo trovarono con la tuta da lavoro sul selciato, all'incrocio tra via Quattro Orologi e via Gabriele D'Annunzio a Ercolano. Era caduto da un'impalcatura. Dopo l'incidente erano scappati tutti, geometra compreso. Nessuno ha chiamato l'autoambulanza, temendo potesse arrivare prima della loro fuga. Allora, mentre scappavano, avevano lasciato il corpo a metà strada, ancora vivo, mentre sputava sangue dai polmoni. Quest'ennesima notizia di morte, uno dei trecento edili che crepavano ogni anno nei cantieri in Italia si era come ficcata in qualche parte del mio corpo. Con la morte di Iacomino mi si innescò una rabbia di quelle che somigliano più a un attacco d'asma piuttosto che a una smania nervosa.
Avrei voluto fare come il protagonista de La vita agra di Luciano Bianciardi che arriva a Milano con la volontà di far saltare in aria il Pirellone per vendicare i quarantotto minatori di Ribolla, massacrati da un'esplosione in miniera, nel maggio 1954, nel pozzo Camorra. Chiamato così per le infami condizioni di lavoro. […] E così invece di setacciare palazzi da far saltare in aria, sono andato a Casarsa, sulla tomba di Pasolini. Ci sono andato da solo, anche se queste cose per renderle meno patetiche bisognerebbe farle in compagnia. […]
Andai sulla tomba di Pasolini[…] Iniziai a articolare il mio io so, l'io so del mio tempo.
Io so e ho le prove. Io so come hanno origine le economie e dove prendono l'odore. L'odore dell'affermazione e della vittoria. Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E la verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente. Io so e ho le prove. Io so dove le pagine dei manuali d'economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo e contratti. Io so.[...]
[…] Tutto nasce dal cemento. Non esiste impero economico nato nel mezzogiorno che non veda il passaggio nelle costruzioni: gare d'appalto, appalti, cave, cemento, inerti, malta, mattoni, impalcature, operai. L'armamentario dell'imprenditore italiano è questo. L'imprenditore italiano che non ha i piedi del suo impero nel cemento non ha speranza alcuna. È il mestiere più semplice per far soldi nel più breve tempo possibile, conquistare fiducia, assumere persone nel tempo adatto di un'elezione, distribuire salari, accaparrarsi finanziamenti, moltiplicare il proprio volto sulle facciate dei palazzi che si edificano. Il talento del costruttore è quello del mediatore e del rapace. Possiede la pazienza del certosino compilatore di documentazioni burocratiche, di attese interminabili, di autorizzazioni sedimentate come lente gocce di stalattiti. E poi il talento di rapace, capace di planare su terreni insospettabili sottrarli per pochi quattrini e poi serbarli sino a quando ogni loro centimetro e ogni buco divengono rivendibili a prezzi esponenziali. L'imprenditore rapace sa come usare becco e artigli. Le banche italiane sanno accordare ai costruttori il massimo credito, diciamo che le banche italiane sembrano edificate per i costruttori. […]
[…] So come è stata costruita mezz'Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova. Ora non è più il fiume che va al mare, ma il mare che entra nel fiume. Ora nel Volturno si pescano le spigole, e i contadini non ci sono più.
[…] Le ditte d'estrazione vengono autorizzate a sottrarre quantità minime, e in realtà mordono e divorano intere montagne. Montagne e colline sbriciolate e impastate nel cemento finiscono ovunque. Da Tenerife a Sassuolo. La deportazione delle cose ha seguito quella degli uomini. In una trattoria di San Felice a Cancello, ho incontrato don Salvatore, vecchio mastro. Una specie di salma ambulante, non aveva più di cinquantanni, ma ne dimostrava ottanta. Mi ha raccontato che per dieci anni ha avuto il compito di smistare nelle impastatrici le polveri di smaltimento fumi. Con la mediazione delle ditte dei clan lo smaltimento occultato nel cemento è divenuta la forza che permette alle imprese di presentarsi alle gare d'appalto con prezzi da manodopera cinese. Ora garage, pareti e pianerottoli hanno nel loro petto i veleni. […]
Io so e ho le prove. Gli imprenditori italiani vincenti provengono dal cemento. Loro stessi sono parte del ciclo del cemento. Io so che prima di trasformarsi in uomini di fotomodelle, in manager da barca, in assalitori di gruppi finanziari, in acquirenti di quotidiani, prima di tutto questo e dietro tutto questo c'è il cemento, le ditte in subappalto, la sabbia, il pietrisco, i camioncini zeppi di operai che lavorano di notte e scompaiono al mattino, le impalcature marce, le assicurazioni fasulle. Lo spessore delle pareti è ciò su cui poggiano i trascinatori dell'economia italiana. La costituzione dovrebbe mutare. Scrivere che si fonda sul cemento e sui costruttori. Sono loro i padri. Non Ferruccio Parri, non Luigi Einaudi, non Pietro Nenni, non il comandante Valerio. Furono i palazzinari a tirare per lo scalpo l'Italia affossata dal crac Sindona e dalla condanna senza appello del Fondo Monetario Internazionale. Cementifici, appalti, palazzi e quotidiani. […] Di lavoro si muore. In continuazione. La velocità di costruzioni, la necessità di risparmiare su ogni tipo di sicurezza e su ogni rispetto d'orario. Turni disumani nove-dodici ore al giorno compreso sabato e domenica. Cento euro a settimana la paga con lo straordinario notturno e domenicale di cinquanta euro ogni dieci ore. I più giovani se ne fanno anche quindici. Magari tirando coca. Quando si muore nei cantieri, si avvia un meccanismo collaudato. Il corpo senza vita viene portato via e viene simulato un incidente stradale. Lo mettono in un'auto che poi fanno cadere in scarpate o dirupi, non dimenticando di incendiarla prima. La somma che l'assicurazione pagherà verrà girata alla famiglia come liquidazione. Non è raro che per simulare l'incidente si feriscano anche i simulatori in modo grave, soprattutto quando c'è da ammaccare un'auto contro il muro, prima di darle fuoco con il cadavere dentro. Quando il mastro è presente il meccanismo funziona bene. Quando è assente spesso il panico attanaglia gli operai. E allora si prende il ferito grave, il quasi cadavere e lo si lascia quasi sempre vicino a una strada che porta all'ospedale. Si passa con la macchina si adagia il corpo e si fugge. Quando proprio lo scrupolo è all'eccesso si avverte un'autoambulanza. Chiunque prende parte alla scomparsa o all'abbandono del corpo quasi cadavere sa che lo stesso faranno i colleghi qualora dovesse accadere al suo corpo di sfracellarsi o infilzarsi. Sai per certo che chi ti è a fianco in caso di pericolo ti soccorrerà nell'immediato per sbarazzarsi di te, ti darà il colpo di grazia. E così si ha una specie di diffidenza nei cantieri. Chi ti è a fianco potrebbe essere il tuo boia, o tu il suo. […]
[…] Io so qual è la vera Costituzione del mio tempo, qual è la ricchezza delle imprese. Io so in che misura ogni pilastro è il sangue degli altri. Io so e ho le prove. Non faccio prigionieri."

Roberto Saviano - Gomorra


giovedì 12 giugno 2008

Italia-Olanda: 0-3



Roberto Giacchetti, deputato del PD che dopo la sconfitta degli azzuri contro l'Olanda ha presentato un’interrogazione parlamentare per sapere:

“se risponde al vero che nel pomeriggio di ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nonche’ proprietario della societa’ di calcio A.C. Milan, abbia telefonato a Roberto Donadoni facendogli il suo in bocca al lupo per la competizione e gli abbia suggerito qualche pedina da schierare nella straordinaria formazione che ieri e’ scesa in campo rimediando una delle figure piu’ nere della storia del nostro calcio”

Dal sito calcio Blog

mercoledì 11 giugno 2008

Lo Spaccone - Paul Newman



"Io non parlo mai ragazzo, ma è proprio per questo che ti insegno a vivere!"
Eddie Felson



Paul Newman è gravemente malato di cancro ai polmoni, oggi le agenzie hanno diramato i comunicati stampa.
L'ho sempre apprezzato come attore, assieme a Vincent Price lo colloco tra i personaggi della storia del cinema che più amo, entrambi hanno portato nelle pellicole la loro personalità colta, sofisticata e un inconfondibile charme.



Newman nasce a Shaker Heights (Cleveland) il 26/01/1925, figlio di emigranti europei, il padre era ebreo e la madre ungherese.
Frequenta il celebre Actor's Studio di New York e debutta a nei teatri di Broadway con "Picnic" nel 1953. La sua prima interpretazione cinematografica, (un fiasco), è in "Calice D'Argento", due anni dopo arriverà la celebrità con la pellicola: "Lassù qualcuno mi ama". I rivali di Paul a quel tempo sono James Dean e Marlon Brando.
Nel 1986 vince l'Oscar con "Il Colore dei Soldi" ma non ritira il premio personalmente per protesta, troppe volte era stato candidato e non aveva ottenuto alcuna vittoria. Nel film Newman reincarnava Eddie Felson dello "Spaccone".

[Paul all'Actor's Studio]

Da oltre quanrat'anni è sposato in seconde nozze con Joanne Woodward.
Ama le corse in automobile, nel 1979 vinse con la sua Porsche la 24 ore di Le Mans.
Possiede con il suo amico e autore A.E. Hotchner un'azienda no-profit di alimenti biologici, la Newman's Own i cui ricavati sono devoluti in beneficenza a scopi umanitari ed educativi.

[Paul e Joanne]

Personalmente gli sono ancora grata per quell'ultima partita a biliardo tra Eddie e Fats e Bert Gordon, inoltre non mi stanco mai di sorridere pensando al cinico Sidney J. Mussburger in Mister Hula Hoop.




Intervista


Newman - Parte 1


Newman - Parte 2

martedì 10 giugno 2008

The Empress is in Town - Bessie Smith


1920, siamo a Chattanooga, nel Tennessee. Chattanooga è una città popolosa e con una grande comunità di neri in un’America dove vige una forte politica razziale e di segregazione a sfavore della gente di colore.
Non c’è lavoro per i neri se si escludono i posti come braccianti agricoli, così la povertà estrema spinge molti ragazzi verso lo show business, l’unico in grado di far guadagnare qualche soldo e forse qualche riconoscimento.





Bessie Smith nasce proprio a Chattanooga e ancora bambina inizia a cantare nei locali dove si svaga la gente di colore, ha perso il padre in tenera età e la madre a nove anni, vive in condizioni precarie con i suoi tre fratelli e le sue tre sorelle e come tanti altri della sua sventurata generazione cerca di barcamenarsi per arrivare a mangiare sognando il riscatto.
Forse, proprio il bisogno di una nuova vita, la spinge nel 1911 a fare un provino con la Moses Stokes Company che gli frutterà il suo primo ingaggio come ballerina.
Nel 1913 smettera’ di calcare i palchi come soubrette per dedicarsi alle lunghe ed estenuanti tournée in tutta America con una compagnia di minstrels and blues di nome TOBA (Theatre Owners' Booking Association), soprannominata “tough on black asses”, per il pessimo trattamento riservato agli artisti di colore.





Il successo di Bessie arriverà con l’incisione e la vendita di 780.000 copie in meno di 7 mesi della cover “Down Hearted Blues”.
Seguiranno tre mariti, diversi amori (compreso un gangster), violenze, tradimenti e persino un incontro con il Ku KLux Klan, così raccontato nella sua autobiografia:
"Bessie sembrava non aver paura mentre si dirigeva spedita verso quegli sconosciuti, fermandosi a pochi passi da loro. Mi è stato raccontato che affrontò gli uomini del Klan con le mani sui fianchi, come faceva di solito quando veniva infastidita da qualcosa e che mostrò il pugno a tutti loro.[…] Bessie urlò "- Che cazzo avete intenzione di fare? Toglierò le tende se proprio devo, ma voi levatevi quei cappucci e filate!" Gli uomini del Ku KLux Klan, troppo sconvolti dall'affronto per muoversi, rimasero lì imbambolati. Bessie gli lanciò dietro tante di quelle parolacce che essi si voltarono e scomparvero silenziosamente nel buio. "Non ho mai visto una stronzata del genere" disse Bessie usando una delle sue espressioni preferite e ritornò verso i suoi ragazzi. "Quanto a voi, non siete che un mucchio di checche". Poi ritornò nella tenda come se avesse sistemato una faccenda di tutti i giorni.”





Il denaro aveva permesso a Bessie di acquistare, per i suoi spostamenti in lungo e in largo per il continente americano,un vagone ferroviario lungo 24 metri colorato di un giallo luccicante con sgargianti scritte verdi acclamanti: "The Empress is in Town".
Negli ultimi anni della sua carriera, deciderà di viaggiare in automobile con il suo compagno Richard Morgan abbandonando il suo "treno" e il 26 settembre 1937 Bessie perderà la vita proprio in un incidente automobilistico. La leggenda, alimentata dalle cronache del tempo, vede Bessie morire a causa del rifiuto di un ricovero ospedaliero da parte di tre strutture a causa del colore della sua pelle. In realtà, il biografo Chris Albertson smentì questa tesi, Bessie morì dissanguata mentre l’ambulanza tentava di raggiungere un ospedale per afroamericani.

Così tra proibizionismo, blues, piantagioni di cotone, sogni e povertà è vissuta una delle più popolari e talentuose cantanti capace di influenzare voci come Billie Holiday, Mahalia Jackson, Janis Joplin e Norah Jones.




[Bessie fu sepellita senza lapide perchè il suo compagno,Richard Morgan, sosteneva di non avere i soldi per acquistarla. Nel 1970 Janis Joplin e Juanita Green fecero in suo onore questo piccolo monumento funerario recante la scritta: "The greatest blues singer in the world will never stop singing".]



Bessie Smith

venerdì 6 giugno 2008

I'm Japanese




Pezzo di un articolo tratto da Il Sole 24 Ore del 6 giugno 2008.

Amburgo, radioattività nei rifiuti di Napoli. L'Italia rassicura: «E' materiale sanitario»

La città-regione di Amburgo è in allerta dopo aver trovato in un carico di spazzatura proveniente da Napoli, questa settimana, tracce di radioattività superiori ai normali livelli riscontrati nell'ambiente.
Per questo la città tedesca ha deciso di modificare il sistema di controlli sul contenuto dei treni: da ora in poi dovranno essere le autorità italiane e non più quelle tedesche a verificare che i rifiuti inviati non contengano radioattività e comunicare per iscritto i risultati di tali controlli ai gestori del termovalorizzatore di Amburgo. Lo ha detto Reinhard Fiedler, portavoce della Stadtreinigung Hamburg. In assenza di tali certificazioni i carichi non verranno smaltiti. Al momento, comunque, ha puntualizzato Fiedler, le spedizioni proseguono: il prossimo treno dovrebbe giungere nella notte tra venerdì e sabato.
Tuttavia, come ha dichiarato il portavoce della società di nettezza urbana che smaltisce l'immondizia proveniente dalla Campania, la radioattività rilevata proveniva da «materiale sanitario», spiegando che il suo livello «è paragonabile a quello delle radiazioni cosmiche a cui sono esposti gli aerei che volano a una quota di diecimila metri di altezza». In termini assoluti, ha proseguito, «se il normale livello di radiattività riscontrato nell'ambiente è di 0,1 unità, il livello che abbiamo trovato nel container era di otto unità».
Il contenuto di questo particolare container, ha precisato il portavoce, è stato già smaltito, ma in uno speciale impianto utilizzato per le sostanze radioattive. Una procedura, questa, ha aggiunto, che costerà «qualche migliaio di euro in più all'Italia». Dall'Italia, comuqnue, sono già arrivate ad Amburgo «tutte le rassicurazioni necessarie». E fonti del commissariato dei rifiuti confermano che «non c'è alcuno stop» ai trasferimenti visto che lunedì sono previsti in partenza alcuni treni per la Germania. [...]



Marco Travaglio - Passaparola del 26/05/2008

giovedì 5 giugno 2008

Dilbert


Dilbert
tratto da wikipedia
È un impiegato frustrato, nel senso che è sempre puntuale e presente in ufficio ed è sempre onestamente intenzionato a svolgere al meglio il proprio lavoro, ma il tutto si scontra contro gli ingranaggi arrugginiti del "marketing" e della "leadership". Ogni buona idea viene soppressa ed ogni merito non riconosciuto. Eppure Dilbert è tenace nel proprio lavoro, che nessuno ha mai saputo quale sia (è un ingegnere, e lavora col computer, ma gli indizi terminano qui), e fedele suo malgrado alla propria azienda, che nessuno ha mai saputo cosa produca. Da questo clima di indeterminatezza, di terziario avanzato che sa di Kafka, esce uno dei personaggi più significativi del panorama mondiale.





















mercoledì 4 giugno 2008

Il Divo senza sguardo




Sabato sera ho visto "Il Divo" di Paolo Sorrentino. Ve lo consiglio.

Nel film Andreotti lievita con la sua camminata goffa e scivolosa nei corridoi del potere politico italiano e liquida con battute intelligenti e pungenti ogni pretenzioso accusatore.
E' il ritratto di un uomo senza sguardo perchè nulla da lui trapela, custodisce i grandi segreti, manovra alcuni fili ma non si può comprendere sino a dove arrivi la sua volontà o dove invece agisca la sua inerzia.
E' un uomo solo, anche la sua compagna di vita cerca di intravedere il suo animo da comportamenti, piccoli gesti, segni quasi impercettibili, perchè mai lui si rivela, anima chiusa a ogni confidente.
Esiste per lui solo il confessionale, poichè nulla è più sicuro del dogma religioso, vecchio tradizionalista legato alla necessità di celare avvenimenti, nomi e parole, quanto la politica.

L'arte parte dal personaggio vivente per creare il protagonista di una pellicola dove si rivivono i grandi omici avvenuti durante gli anni ottanta-novanta (Sindona, Generale Dalla Chiesa, Lima, Pecorella), e nello sfondo è vivo e presente il grande fantasma della strage di Capaci e il rimorso nella figura di Aldo Moro.

La pellicola non giudica il Divo , ma Andreotti è sopratutto un pretesto per parlare dell'egocentrismo della politica italiana e dei meccanismi di potere dei grandi partiti.




Il Divo - Sul Set del film



Recensione di Mereghetti

martedì 3 giugno 2008

P2 - Piano di Rinascita Democratica



Una sera all'areoporto di Fiumicino all'interno della valigia della figlia di Licio Gelli fu rinvenuto un prezioso documento, si trattava del piano programmatico della loggia massonica P2.
Licio Gelli, in un secondo momento, aggiunse al "piano di rinascita democratica" alcune note per inquinare le indagini.
Gelli sostenne come difesa che il Piano di rinascita non era mai esistito, esso era solo un insieme di appunti che dovevano servire da scaletta per una serie di articoli e relazioni. "Non era altro - dirà lo stesso Gelli - che un’esposizione sullo stato della nazione, lecita per qualsiasi cittadino che voglia esprimere il suo punto di vista sull’andamento generale del paese".
Riporto qui sotto l'intero documento per farvi giocare e scoprire quali punti sono stati attuati e quali probabilmente sono le aggiunte di Gelli atte a confondere gli inquirenti.

( Qui la lista completa dei membri della loggia)





PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA


PREMESSA

1)L'aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema

2)Il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.

3)Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella elaborazione di procedimenti - anche alternativi - di attuazione ed infine nell'elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.

4) Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione -successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.


OBIETTIVI

1) Nell'ordine vanno indicati:

a)i partiti politici democratici, dal PSI al PRI, dal PSDI alla DC al PLI (con riserva di verificare la Destra Nazionale)

b)la stampa, escludendo ogni operazione editoriale, che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto del Carlino, Messaggero, Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia per i quotidiani; e per i periodici: Europeo, Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV va dimenticata;

c)i sindacati, sia confederali CISL e UIL, sia autonomi, nella ricerca di un punto di leva per ricondurli alla loro naturale funzione anche al prezzo di una scissione e successiva costituzione di una libera associazione dei lavoratori;

d)il Governo, che va ristrutturato nella organizzazione ministeriale e nella qualità degli uomini da preporre ai singoli dicasteri;

e) la magistratura, che deve essere ricondotta alla funzione di garante della corretta e scrupolosa applicazione delle leggi;

f)il Parlamento, la cui efficienza è subordinata al successo dell'operazione sui partiti politici, la stampa e i sindacati.
2) Partiti politici, stampa e sindacati costituiscono oggetto di sollecitazioni possibili sul piano della manovra di tipo economico-finanziario.
La disponibilità di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo.
Governo, Magistratura e Parlamento rappresentano invece obiettivi successivi, accedibili soltanto dopo il buon esito della prima operazione, anche se le due fasi sono necessariamente destinate a subire intersezioni e interferenze reciproche, come si vedrà in dettaglio in sede di elaborazione dei procedimenti
3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell'operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l'eterogeneità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità.
Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l'onere dell'attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale.
PROCEDIMENTI
1) Nei confronti del mondo politico occorre:
a) selezionare gli uomini - anzitutto - ai quali può essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (Per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);
b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;
c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti - con i dovuti controlli - a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un'azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da parte della pubblica opinione è da ritenere inevitabile.
2)Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l'impiego degli strumenti finanziari non può, in questa fase, essere previsto nominatim. Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell'altro. L'azione dovrà essere condotta a macchia d'olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che conoscono l'ambiente.
Ai giornalisti acquisiti dovrà essere affidato il compito di “simpatizzare” per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d.


In un secondo tempo occorrerà:

a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;

b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;

c) coordinare molte TV via cavo con l'agenzia per la stampa locale;

d) dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art.21 Costit.

3) Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria è fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell'UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all'interno dell'attuale trimurti.

Gli scopi reali da ottenere sono:

a) restaurazione della libertà individuale nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l'elezione dei consigli di fabbrica con effettive garanzie di segretezza del voto;

b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quello illegittimamente assente di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative.

Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con gli autonomi sembra preferibile anche ai fini dell'incidenza positiva sulla pubblica opinione di un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero sindacato che agiti la bandiera della libertà di lavoro e della tutela economica dei lavoratori. Anche in termini di costo è da prevedere un impiego di strumenti finanziari di entità inferiori all'altra ipotesi.

4) Governo, Magistratura e Parlamento
E' evidente che si tratta di obiettivi nei confronti dei quali i procedimenti divengono alternativi in varia misura a seconda delle circostanze.
E' comunque intuitivo che, ove non si verifichi la favorevole circostanza di cui in prosieguo, i tempi brevi sono - salvo che per la Magistratura - da escludere essendo i procedimenti subordinati allo sviluppo di quelli relativi ai partiti, alla stampa ed ai sindacati, con la riserva di una più rapida azione nei confronti del Parlamento ai cui componenti è facile estendere lo stesso modus operandi già previsto per i partiti politici.
Per la Magistratura è da rilevare che esiste già una forza interna (la corrente di magistratura indipendente della Ass.Naz.Mag.) che raggruppa oltre il 40% dei magistrati italiani su posizioni moderate.
E' sufficiente stabilire un raccordo sul piano morale e programmatico ed elaborare una intesa diretta a concreti aiuti materiali per poter contare su un prezioso strumento, già operativo nell'interno del corpo anche ai fini di taluni rapidi aggiustamenti legislativi che riconducano la giustizia alla sua tradizionale funzione di elemento di equilibrio della società e non già di evasione.
Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull'ascesa al Governo di un uomo politico (o di una èquipe) già in sintonia con lo spirito del club e con le sue idee di "ripresa democratica" è chiaro che i tempi dei procedimenti riceverebbero una forte accelerazione anche per la possibilità di attuare subito il programma di emergenza e quello a breve termine in modo contestuale all'attuazione dei procedimenti sopra descritti.
In termini di tempo ciò significherebbe la possibilità di ridurre a 6 mesi ed anche meno il tempo di intervento, qualora sussista il presupposto della disponibilità dei mezzi finanziari.


PROGRAMMI Per programmi s'intende la scelta, in scala di priorità, delle numerose operazioni da compiere in forma di:
a) azioni di comportamento politico ed economico;

b) atti amministrativi (di Governo);

c) atti legislativi; necessari a ribaltare –


concomitanza con quelli descritti in materia di procedimenti - l'attuale tendenza al disfacimento delle istituzioni e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui organi non funzionano più secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza, di "registrare" - come nella stampa in tricromia - le funzioni di ciascuna istituzione e di ogni organo relativo in modo che i rispettivi confini siano esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui derivano confusione e indebolimento dello Stato.
A titolo di esempio, si considerino due fenomeni:
1)lo spostamento dei centri di potere reale dal Parlamento ai sindacati e dal Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria. Sarebbero sufficienti una buona legge sulla programmazione che rivitalizzi il CNEL ed una nuova struttura dei Ministeri accompagnate da norme amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi perduto;
2) l'involuzione subita dalla scuola negli ultimi l0 anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell'area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonché dalla programmazione dei abbisogni in tema d'occupazione.
Ne è conseguenza una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale - con gravi deficienze invece nei settori tecnici - nonché la tendenza ad individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all'equalitarismo assoluto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell'ideologia dell'eversione anche armata.
Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio - posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; ed infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersecherà temi e notazioni già contenuti nel recente Messaggio del Presidente della Repubblica - indubbiamente notevole - quale diagnosi della situazione del Paese, tendendo, però, ad indicare terapie più che a formulare nuove analisi. Detti programmi possono essere resi esecutivi - occorrendo - con normativa d'urgenza (decreti legge).
a) Emergenza a breve termine. Il programma urgente comprende, al pari degli altri, provvedimenti istituzionali (rivolti cioè a "registrare" le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale.
a1) Ordinamento giudiziario: le modifiche più urgenti investono:
-la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;
-il divieto di nominare sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari;
-la normativa per l'accesso in carriera (esami psico- attitudinali preliminari);
a2) la modifica delle norme in tema di facoltà di libertà provvisoria in presenza dei reati di eversione – anche tentata - nei confronti dello Stato e della Costituzione,nonché di violazione delle norme sull'ordine pubblico, di rapina a mano armata, di sequestro di persona e di violenza in generale.
a2) Ordinamento del Governo
1- legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri (Cost.art.95) per determinare competenze e numero(ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);
2- legge sulla programmazione globale (Costit.art.41)incentrata su un Ministero dell'economia che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz. – PP.SS - Medicredito - Industria - Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto d'incontro delle forze sociali sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d'incontro con il Parlamento e le Regioni;
3-riforma dell'amministrazione. (Costit.articoli 28-97 e 98) fondata sulla teoria dell'atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
4-definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti espressamente dalla Costituzqione e individuazioni delle aree di normativa secondaria (regolamentare) in ispecie di quelle regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell'ambito delle leggi cornice.
a3) Ordinamento del Parlamento:
1)ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR);
2)modifica (già in corso) dei rispettivi Regolamenti per ridare forza al principio del rapporto (Cost.art.64) fra maggioranza-Governo, da un lato, e opposizione, dall'altro, in luogo della attuale tendenza assemblearistica.

3)adozione del principio delle sessioni temporali in funzione di esecuzione del programma governativo.

b)Provvedimenti economico-sociali;

b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti dellaCostituzione);

b2) adozione di un orario unico nazionale di 7 ore e 30' effettive (dalle 8,30 alle 17) salvi i turni necessari per gli impianti a ritmo di 24 ore, obbligatorio per tutte le attività pubbliche e private;

b3) eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (salvo 2 giugno - Natale - Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;

b4) obbligo di attuare in ogni azienda ed organo di Stato i turni di festività - anche per sorteggio - in tutti i periodi dell'anno, sia per annualizzare l'attività dell'industria turistica, sia per evitare la "sindromeestiva" che blocca le attività produttive;

b5) revisione della riforma tributaria nelle seguenti direzioni:

1-revisione delle aliquote per i lavoratori. dipendenti aggiornandole al tasso di svalutazione 1973-76;

2-nettizzazione all'origine di tutti gli stipendi e i salari della P. A. (onde evitare gli enormi costi delle relative partite di giro);

3-inasprimento delle aliquote sui redditi professionali e sulle rendite;

4-abbattimento delle aliquote per donazioni e contributi a fondazioni scientifiche e culturali riconosciute, allo scopo di sollecitare indirettamente la ricerca pura ed il relativo impiego di intellettualità;

5-alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti, investimenti e garanzie, per sollecitare l'autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto; reciprocità fra Stato e dichiarante nell'obbligo di mutuo acquisto ai valori dichiarati ed accertati;

b6) abolizione della nominatività dei titoli azionari per ridare fiato al mercato azionario e sollecitare meglio l'autofinanziamento delle aziende produttive;

b7) eliminazione delle partite di giro fra aziende di Stato ed istituti finanziari di mano pubblica in sede di giro conti reciproci che si risolvono – nel gioco degli interessi - in passività inutili dello stesso Stato;

b8) concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali dall'estero;

b9) costituzione di un fondo nazionale per i servizi sociali (case-ospedali-scuole-trasporti) da alimentare con:

1 - sovraimposta IVA sui consumi voluttuari (automobili- generi di lusso);

2 - proventi dagli inasprimenti fiscali ex b5)4;

3 - finanziamenti e prestiti esteri su programmi di spesa;

4 - stanziamenti appositi di bilancio per investimenti; 5 - diminuzione della spesa corrente per parziale pagamento di stipendi statali superiori aL.7.000.000 annui con speciali buoni del Tesoro al 9% non commerciabili per due anni.

Tale fondo va destinato a finanziare un programma biennale di spesa per almeno 10.000 miliardi. Le riforme di struttura relative vanno rinviate a dopo che sia stata assicurata la disponibilità dei fabbricati, essendo ridicolo riformare le gestioni in assenza di validi strumenti (si ricordino i guasti della riforma sanitaria di alcuni anni or sono che si risolvette nella creazione di 36.000 nuovi posti di consigliere di amministrazione e nella correlativa lottizzazione partitica in luogo di creare altri posti letto).

Per quanto concerne la realizzabilità del piano edilizio in presenza della caotica legislazione esistente, sarà necessaria una legge che imponga alle Regioni programmi urgenti straordinari con termini brevissimi surrogabili dall'intervento diretto dello Stato; per quanto si riferisce in particolare all'edilizia abitativa, il ricorso al sistema dei comprensori obbligatori sul modello svedese ed al sistema francese dei mutui individuali agevolati sembra il metodo migliore per rilanciare questo settore che è da considerare il volano della ripresa economica;

b10) aumentare la redditività del risparmio postale
elevando il tasso al 7%
b11) concedere incentivi prioritari ai settori:
I - turistico;
Il - trasporti marittimi
III - agricolo-specializzato (primizie-zootecnica);
IV - energetico convenzionale e futuribile
Nucleare-geometrico-solare);
VI- industria chimica fine e metalmeccanica
specializzata di trasformazione; in modo da sollecitare investimenti in settori ad alto tasso di mano d'opera ed apportatori di valuta;
b12) sospendere tutte le licenze ed i relativi incentivi per impianti di raffinazione primaria del petrolio e di produzione siderurgica pesante.
c) Pregiudiziale è che oggi ogni attività secondo quanto sub a) e b) trovi protagonista e gestore un Governo deciso ad essere non già autoritario bensì soltanto autorevole e deciso a fare rispettare le leggi esistenti.
Così è evidente che le forze dell'ordine possono essere mobilitate per ripulire il Paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facoltà di interrogatorio d'urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell'ordinamento, nonché di violenza e resistenza alle forze dell'ordine, di violazione della legge sull'ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano annata e di violenza in generale.



d) Altro punto chiave è l'immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.



E' inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso, Europeo sulla formula viva "Settimanale".

MEDIO E LUNGO TERMINE

Nel presupposto dell'attuazione di un programma di emergenza a breve termine come sopra definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo termine con l'avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi istituzionali è possibile fin d'ora formulare ipotesi concrete, in materia di interventi economico-sociali, salvo per quel che attiene pochissimi grandi temi, è necessario rinviare nel tempo l'elencazione di problemi e relativi rimedi.

a)provvedimenti istituzionali

a1) Ordinamento giudiziario

I unità del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione - articoli 107 e 112 ove il P.M. èdistinto dai Giudici), responsabilità del Guardasigilli verso il Parlamento sull'operato del P.M. (modifica costituzionale);

III istruzione pubblica dei processi

nella dialettica fra pubblica accusa e difesa di fronte ai giudici giudicanti, con abolizione di ogni segreto istruttorio con i relativi e connessi pericoli ed eliminando le attuali due fasi d'istruzione;
IV riforma del Consiglio Superiore della Magistratura
che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale); riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile
VI esperimento di elezione di magistrati (Costit. art. 106) fra avvocati con 25 anni di funzioni in possesso di particolari requisiti morali;
a2) Ordinamento del Governo
I modifica della Costituzione per stabilire che il
Presidente del Consiglio è eletto daIla Camera
all'inizio di ogni legislatura e può essere rovesciato soltanto attraverso le elezioni del successore; modifica della Costituzione per stabilire che i Ministri perdono la qualità di parlamentari III revisioni della legge sulla contabilità dello Stato e di quella sul bilancio dello Stato (per modificarne la natura da competenza in cassa);
IV revisione della legge sulla finanza locale per stabilire - previo consolidamento del debito attuale degli enti locali da riassorbire in 50 anni - che Regioni e Comuni possono spendere al di là delle sovvenzioni statali soltanto i proventi di emissioni di obbligazioni di scopo (esenti da imposte e detraibili) e cioè relative ad opere pubbliche da finanziare secondo il modello USA. Altrimenti il concetto di autonomia diviene di sola libertà di spesa basata sui debiti;
V riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le provincie e ridefinire i compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari
a3)Ordinamento del Parlamento
I nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proprozionale secondo il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di 2° grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari - ex magistrati - ex funzionari e imprenditori pubblici - ex militari ecc.);
Il modifica della Costituzione per dare alla Camera preminenza politica (nomina del Primo Ministro) ed al Senato preponderanza economica (esame del bilancio);
III Stabilire norme per effettuare in uno stesso giorno ogni 4 anni le elezioni nazionali, regionali e comunali (modifica costituzionale);
IV Stabilire che i decreti-legge sono inemendabili:
a4) Ordinamento di altri organi istituzionali
1) Corte Costituzionale: sancire l'incompatibilità successiva dei giudici a cariche elettive ed in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che trasformano la Corte in organo legislativo di fatto);
2) Presidente della Repubblica: ridurre a 5 anni il mandato, sancire l'ineleggibilità ed eliminare il semestre bianco (modifica costituzionale);
3) Regioni: modifica della Costituzione per ridurre il numero e determinarne i confini secondo criteri geoeconomici più che storici.
Provvedimenti economico sociali

b1) Nuova legislazione antiurbanesimo subordinando il diritto di residenza alla dimostrazione di possedere un posto di lavoro ed un reddito sufficiente (per evitare che saltino le finanze dei grandi Comuni);
b2) nuova legislazione urbanistica favorendo le città satelliti e trasformando la scienza urbanistica da edilizia in scienza dei trasporti veloci suburbani;
b3) nuova legislazione sulla stampa in senso protettivo della dignità del cittadino (sul modello inglese) e stabilendo l'obbligo di pubblicare ogni anno i bilanci nonché le retribuzioni dei giornalisti;
b4) unificazione di tutti gli istituti ed enti previdenziali ed assistenziali in un unico ente di sicurezza sociale da gestire con formule di tipo assicurativo allo scopo di ridurre i costi attuali;
b5) disciplinare e moralizzare il settore pensionistico stabilendo:
1) Il divieto del pagamento di pensioni prima dei 60 anni salvo casi di riconosciuta inabilità;
2) il controllo rigido sulle pensioni di invalidità;
3) l'eliminazione del fenomeno del cumulo di più pensioni;
b6) dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita dei sindacati e limitando il diritto di sciopero nel senso di:
1) introdurre l'obbligo di preavviso dopo avere esperito il concordato;
2) escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e cliniche; imposte; pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto svolgimento;
3) limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la libertà di lavoro;
b7) nuova legislazione sulla partecipazione dei lavoratori alla proprietà azionaria delle imprese e sulla gestione (modello tedesco)
b8) nuova legislazione sull'assetto del territorio (ecologia, difesa del suolo, disciplina delle acque, rimboscamento, insediamenti umani);
b9) legislazione antimonopolio (modello USA);
b10) nuova legislazione bancaria (modello francese);
b11) riforma della scuola (selezione meritocratica - borse di studio ai non abbienti - scuole di Stato normale e politecnica sul modello francese);
b12) riforma ospedaliera e sanitaria sul modello tedesco
c) Stampa - Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare i bilanci deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI - TV.

ORGANIGRAMMA

ECONOMIA E FINANZA

Governatore Banca d'Italia Direttore Generale B.ca It. Presidente IRI (e finanziarie dipendenti) Dir. Gen. -

Presidente ENI (e finanziarie dipendenti)
Dir. Gen.
Presidente e Dir. Gen. Enti di gestione PP.SS. (EGAM-EFIM- Cinema - Terme)
Presidente Cassa Mezzog
Dir. Gen.
Presidente IMI
Dir. Gen.
Presidente Mediobanca
Dir. Gen.
Presidente Mediocredito Centrale
Dir. Gen.
Presidente ICIPU
Dir. Gen.
Presidente INA
Dir. Gen.
Presidente INPS
Dir. Gen.
Presidente INAM
Dir. Gen.
presidente INADEL
Dir. Gen.
MAGISTRATURA
Primo Pres. Corte Cass.
Proc. Gener.
Avv. Gerer.
Pres. C.A. Roma
Proc. Gen. C.A. Milano
Pres. Trib. Torino
Proc. Repubbl. Venezia
Cons. Istrutt. Bologna
Firenze
Napoli
Bari
Catanzaro
Palermo
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Presidente Consiglio di Stato
Presidente Corte dei Conti
Procuratore Generale Corte dei Conti
Ragioniere generale dello Stato
Segretario Generale Ministero Affari Esteri
Segretario Generale Programmazione
Capo della Polizia
Direttore Generale FF.SS
Direttore Generale PP.TT
Direttore Generale ANAS
Direttore Generale Tesoro
Direttore Generale II.DD.
Direttore Generale II. Indiri.
Direttore Generale UTE
Direttore Generale fonti d'energia
Direttore Generale produzione industriale
Direttore Generale produzione industriale
Direttore Generale valute
Direttori Generali istruzione elementare
secondaria 1° grado
superiore
tecnica
professionale
universitaria
CORPI MILITARI
Capo S.M. Difesa
Capo S.M. Esercito
Capo S.M. Marina
Capo S.M. Aeronautica
Com.te Arma CC.
Capo S.M. Guardia Fin.
Com.ti Regioni Territoriali Eserc.
Com.ti Zone Aeree
Com.ti Dipartim. Mil. Maritt.
Com.te Guardie PS
Com.te Guardie Forestali
Com.te Guardie Carcerarie
Com.te Sid.



Le Iene - Intervista a Licio Gelli