mercoledì 28 gennaio 2009

Cinesi sfruttati dalle grandi case di moda




 “In America integrate gli immigrati. In Italia i cinesi sono visti come manodopera da sfruttare” 
Il Chicago Tribune riporta un interessante articolo, della giornalista Christine Spolar, sulla mancata integrazione degli immigrati cinesi in Italia. I cinesi sono il fulcro della manodopera impiegata in nero e malpagata delle grandi firme della moda italiana.
Ecco alcuni estratti dello scritto tratti da italiadallestero.info:


PRATO, Italia - Nel cuore del paese della moda “Made in Italy” la Cina si è ritagliata un suo spazio.
Insegne in cinese sono appese a balconi in ferro battuto in questa città della Toscana. Ravioli caldi e pesce fritto – proveniente dalla Cina – vengono serviti nei caffè. Uomini e donne cinesi, con il visto visti da turista in tasca, affollano gli angoli delle strade nel centro della città in cerca di lavoro. Nessuno di loro parla italiano.
Dozzine di cinesi si accalcano davanti a un muro tappezzato di biglietti, tutti scritti in cinese. Le offerte di lavoro sono molte e, per gli standard italiani, brutali a condizioni proibitive. Le cucitrici possono guadagnare fino a 90 centesimi di euro a vestito se lavorano per tutta la notte in piccoli laboratori. Un uomo può guadagnare fino a 500 euro al mese se lavora per tutto il tempo in cui non dorme.
La trasformazione di Prato, appena fuori Firenze, segna un importante capitolo nel fenomeno dell’immigrazione in Europa. Questa città è diventata l’ultimo il nuovo ingresso per le ambizioni cinesi.
Come in qualche periferia, sobborgo e piccolo paese degli Stati Uniti dove messicani e altri immigrati si riuniscono in cerca di lavoro, Prato è un posto in cui due comunità culturalmente differenti possono vivere fianco a fianco senza conoscersi veramente. 
[...] Per comprendere l’impatto basta seguire il flusso di denaro. Quest’anno gli immigrati cinesi in Italia hanno spedito a casa l’esorbitante cifra di 1,68 miliardi di euro [...]
“Devi dimenticarti di tutto quello che hai imparato sull’immigrazione quando vieni a Prato. Dimenticati dei modelli tipici. L’Europa si è trasformata in un mercato globale e i cinesi che arrivano stanno cercando di approfittarne” dice Andrea Frattani, assessore allamulticulturalità di Prato. Frattani sorveglia l’andamento dell’immigrazione dal 2002 e, da allora, lui stesso dice che l’Italia ha visto un preoccupante aumento dello sfruttamento del lavoro cinese. Prato è stata testimone di un’eccezionale ondata.
In questa città di 180.000 abitanti sono circa 30.000 gli immigrati cinesi regolari. Si pensa che vivano qui altri 30.000 immigrati clandestini. Molti cinesi lavorano in piccole fabbriche nascoste fino a 14 ore al giorno. Se ne stanno per conto loro, pagano tutto in contanti e vedono il lavoro come una missione, dice Frattani.
Prato è il centro del Pronto moda – un settore manifatturiero che produce vestiti a basso prezzo travolto sopraffatto da lavoratori e imprenditori cinesi. Funzionari del governo stimano che 5.500 laboratori tessili e fabbriche della zona che sono state per lungo tempo la spina dorsale della piccola impresa italiana ora sono di proprietà cinese. [...]
La paga che ricevono è molto al di sotto di una paga ordinaria eppure producono articoli che, secondo quanto si dice, vengono venduti perfino nei negozi degli stilisti.

Alcuni adducono scuse per aver violato le norme sul lavoro. I lavoratori trovano in Italia condizioni migliori di quelle che si trovano in Cina, affermano. Ma le forze dell’ordine sostengono che gli imprenditori sia italiani che cinesi sfruttano i più deboli. Gli italiani subappaltano agli uomini d’affari cinesi per nascondere pratiche sospette. I padroni cinesi comandano su persone che vogliono disperatamente un lavoro.

Le autorità sono preoccupate per possibili pericoli. Le organizzazioni criminali possono sfruttare gli stranieri che non conoscono la lingua – e l’Italia è un paese in cui la mafia è già presente.

L’integrazione tra italiani e cinesi è pressoché inesistente, le scuole sono uno dei pochi luoghi in cui i giovani di entrambe le culture vengono a contatto. [...]

L’assessore alla multiculturalità sostiene che la velocità e le dimensioni del flusso migratorio hanno cambiato per sempre i mercati italiani. I cinesi che sono arrivati in Toscana adesso si stanno spostando nella vicina regione delle Marche specializzata nel commercio della pelle.

“Pensiamo che l’immigrazione avvenga per volontà del governo cinese” afferma Frattani. “In quale altro modo si può spiegare quello che sta succedendo qui? Guardate le targhe dei compratori in quei magazzini: Germania, Turchia, Svezia…”. “I cinesi lo sanno: la chiave di tutto è la distribuzione…Questo è il modo per distribuire in tutta Europa.”

Nel dicembre del 2007 un canale dell’emittente nazionale ha mandato in onda il documentario “Schiavi del Lusso” che ha collegato diverse marche italiane di lusso al sottopagato e spesso illegale lavoro cinese. Prada e Ferragamo, citate nel servizio, hanno messo fine ai subappalti quando sono state avvertite del problema.

A Prato, a Milano e nelle Marche tali rivelazioni hanno provocato sorrisi e alzate di spalle. Il programma ha rivelato agli uomini d’affari italiani e cinesi quello che già sapevano. I lavoratori cinesi tengono a galla il “Made in Italy”. [...]

Articolo di C. Spoler.


Si, avete letto bene. Gli imprenditori italiani si scusano, i cinesi se impiegati nella loro patria per compiere lo stesso lavoro, verrebbero trattati peggio. Si reputano dei salvatori. Avranno imparato la retorica dal Premier?


A presto con la terza parte del Codice Hays.


18 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

E' uno scandalo che già Report aveva trattato se non ricordo male tra l'altro mostrando come quello della moda sia un mondo chiuso, mafiosamente chiuso.

♥gabrybabelle (^..^) ha detto...

Mia cara Jo,questo articolo NON mi meraviglia per nulla.Mi ricorda a tratti quelli che affermano :be!anche noi Italinai siamo stati e siamo emigranti(ma sopratutto siamo stati) e come ci hanno trattato gli altri? Ricordate le navi di migranti che partivano per L'AMMERRRRICCCA,alla fine dell'800?sapete come erano sfruttati quei poveretti,c'era anche "la mano nera"nient'altro che l'inizio di un sotto-stato fatto di uomini sopraffatori di altri uomini,oggi chiamata universalemnte mafia.
Io dico che tutto questo non giustifica propio nulla,niente di niente gistifica la sopraffazione e lo sfruttamento,è evidente pero' che per milioni di persone ancora oggi la schivitu' è qualcosa con cui approfittare di poveri cristi,perchè la verita' nuda e crida è questa,trattati in questo modo non si è uomini ma schiavi-Ricordo perfettamente la puntata di report,mi venne un colpo,la borsetta di cotone trapuntata di fendi(quella con lunghe maniglie intrecciate)costo ai cinesi 30 euro al pezzo,costo in negozio 800 euro,ma porco cane,porca vacca porca,io ne acquistai una a suo tempo,fortunatamente è un pezzo cosidetto "vintage" quindi non pagata cosi eccessivamente allora,brava io ad averla ancora oggi perfetta,ma se penso che l'ho pagata almeno 10' volte a quello che è stato l'effettivo pagamento per chi l'ha cucita ed assemblata mi sono venuti dei nerviiii-Comunque a qualcosa è servito,mai nemmeno per sbaglio mi è piu saltato in mente di comprare nulla delle sorelle fendi o di qualunque altro stilista,e poi nel frattempo le cose sono notevolmente cambiate,diventare consapevoli di queste differenze,di questi scempi ci si DOVREBBE rendere piu'partecipi a far si che certa gente(leggasi in questo caso sarti stilisti)almeno per me possono anche andare per elemosine,molto difficile forse saremo noi che andremo per elemosine,ma di certo io sono anni e anni che ho smesso di lubrificare certi deficenti,preferisco pensare a cose piu' serie.Ciao JO,scusa la latitanza ma è che sono poco presente sui blog,troppe cure,troppe persone,troppe cose e trascuro gli amici ma è la cruda realta' della vita cosidetta normale;-)
un abbraccio,gabrybabelle

pierprandi ha detto...

Dei bei salvatori...Probabilmente come dici tu avranno imparato dal premier... Esportiamo all'estero insieme alla moda un "bel" esempio di integrazione...Che schifo..A presto

Pietro ha detto...

la logica dei 4 calci in culo qui, sono meglio che 5 a casa loro.Pazzesco...

La Mente Persa ha detto...

Gabry: passo da te a risponderti :)

@Pierprandi: ragionano come lui, alla fine, non è un imprenditore? ;)

@Grande Pietro :)))

Sabatino Di Giuliano ha detto...

Si, ho visto Report, una delle poche volte, la puntata della moda. Quante cose non sapevo...
E' inutile che riporti qui
A parte lo sfruttamento dei cinesi e di quelli come loro che sono sfruttati per logiche di mercato, devo pensare anche al loro silente espansionismo...
Sfruttati e sfruttatori...
Leggevo da qualche parte che tra poche dicine d'anni il mondo sara' diviso tra cinesi e indiani!

l'incarcerato ha detto...

Adoro i giornali esteri, gli unici che dicono qualcosa di vero sulla nostra condizione. Qui in Italia i direttori di giornali sono dei servi di partito e di varie lobby.

ps comunque la realtà delle comunità cinesi in Italia è piena di luoghi comuni e io li avevo sfatati a suo tempo se già mi seguivi... ;)

La Mente Persa ha detto...

@Incarcerato: Si, sono tanti i luoghi comuni sui cinesi in Italia. Andrò a cercare notizie sul tuo blog perché ancora non conoscevo il capo delle teste di capra ;)
gio

Fra ha detto...

Io dopo aver letto Saviano non mi stupisco più di nulla...però vedere che queste denunce partono per lo più dalla stampa estera mentre i nostri giornali parlano di Grande Fratello, Belen e altre cazzate del genere mi fa veramente indignare!

Punzy ha detto...

avevo letto di quiesta cosa in Gomorra; credo che abbiano fatto anche una puntata di report..e l'atteggiamento degli imprenditori era sempre questo, ci manca soltanto che gratifichino il loro ego sulla pelle degli altri...

..:: Symbian ::.. ha detto...

Come Gomorra insegna...

bella segnalazione

ciao

http://cristianbelcastro.blogspot.com

il monticiano ha detto...

Qui dove abito sono contornato da negozi, negozietti e negozioni di vari articoli, soprattutto di abbigliamento, gestiti (o ne sono proprietari?) da cinesi. La cosa a me non dà nessun fastidio, lo dico sinceramente, ma sono autorizzato a pensare che, per i prezzi decisamente bassi praticati per le loro merci, lo sfruttamento di chi li fabbrica regni sovrano.

marina ha detto...

quindi debbono anche essere grati ai loro sfruttatori!
grazie di averci dato tanti dati
marina

Blogger ha detto...

Ho sentito un'intervista con un imprenditore italiano residente in Romania... faceva vomitare ascoltarlo (per i suoi discorsi, per lo sfruttamento della manodopera non certamente per l'attività imprenditoriale, che apprezzo).

Blogger

Marco Crupi ha detto...

Ti consiglio di leggere Gomorra, sull'argomento trattato ne parla ampliamente.

Giovanni Greco ha detto...

Ciao! Vorrei proporti uno scambio link, se sei d'accordo contattami.
[Re]write di Giovanni Greco
http://www.giovannigreco.eu

La Mente Persa ha detto...

@Blogger: infatti, l'attività imprenditoriale, come il lavoro subordinato, meritano tutto il rispetto del mondo se svolti in maniera civile.
Un caro saluto

@Marco: ho già avuto il piacere di leggerlo ma non di rileggerlo, cosa che dovrò assolutamente fare :)

gio

PsYcO KiLLeR ha detto...

tranquilla nn preoccuparti piutosto rimettiti...cmq io ti ho linkato a presto ciao da psyco killer