venerdì 15 maggio 2009

Oggi ho trovato una lettera sotto la porta





Sono rientrato a casa dopo un lungo giro in bicicletta. Per terra, all’entrata, una busta, che qualcuno aveva infilato sotto la mia porta. Mi sono chinato col cuore in gola per raccogliere la busta in questi tempi di corvi svolazzanti, l’ho aperta con mani tremanti, ho sfilato il foglio che ci stava dentro e ho letto il messaggio – scritto in centoventisette lingue. Trascrivo qui la versione italiana, naturalmente.

Essa dice così:

"Cari lombardi ed emiliani, bianchi cristiani ed ariani, forse è meglio parlarvi con chiarezza prima che accada l’irreparabile. Noi siamo cinque miliardi. Yoruba e pashtun, azeri e moldavi, tamoul e roma, banghal e dogon guarani e alawit. Insomma negri, ma tanti. E non smettiamo di crescere di numero mentre voi lombardi ed emiliani bianchi cristiani ed ariani tendete verso l’estinzione, quanto a numero forza e intelligenza.
Abbiamo sentito il viso pallido che avete scelto come dittatore, dichiarare che l’Italia non è un paese multietnico. La stirpe italiana di pura razza ariana non deve contaminarsi? Spiace dovervelo dire, ma le vostre nonne e bisnonne hanno già concepito milioni di figli con saraceni libanesi e turchi. Ma non è questo il punto. In realtà quello che vi spaventa è l’idea di spartire la ricchezza che avete accumulato nei vostri forzieri e nei vostri frigoriferi con noi, che siamo cinque miliardi e abbiamo fame.

Negli ultimi cinquecento anni avete invaso le nostre terre, sequestrato i nostri figli per farli lavorare come schiavi nei campi di cotone o nelle fabbriche, avete bruciato le nostre capanne e violentato le nostre donne. Ci avete sfruttati rapinati e uccisi e sulla nostra miseria e morte avete costruito la vostra civiltà. Ma non vogliamo rinvangare il passato. Facciamo finta di niente. Parliamo di adesso.
Adesso le frontiere sono aperte per i vostri capitali, che vengono nei nostri paesi a farci lavorare duro per salari di fame, e in cambio a noi non resta niente perché il profitto va nelle vostre banche. Noi avevamo capito che le frontiere fossero aperte anche per gli esseri umani, invece ci arrestate appena arriviamo nella vostra terra, ci chiudete in campi di concentramento, addirittura ci respingete in mare, senza rispettare neppure le vostre leggi, e ci mandate a morire in qualche campo di sterminio.
Allora abbiamo deciso di scrivervi questa lettera.
Ci sono due possibilità a questo punto.
La prima è che facciamo uno sforzo di comprensione reciproca. Noi siamo disposti a venire nei vostri paesi per lavorare con le nostre braccia giovani dato che voi non siete più in grado neppure di reggervi in piedi. Siamo disposti a occuparci dei vostri vecchi che perdono la memoria e il senno in numero crescente. Siamo disposti a collaborare per rendere la convivenza più civile, siamo disposti a scambiarci esperienze e conoscenze, a imparare la vostra lingua se ci permettete di frequentare le vostre scuole, siamo disposti a rispettare le vostre regole se tengono conto del fatto che ci siamo noi, e che abbiamo gli stessi diritti che avete voi.
Ma se non riuscite a capirlo rapidamente, se insistete nel volerci sfruttare senza darci in cambio neppure un letto, un permesso di soggiorno, il diritto alla scuola e alle cure mediche, se continuate a comportarvi come dei nazisti, che è esattamente quel che sta facendo il vostro presidente del consiglio e quella banda di razzisti analfabeti che vanno in giro con le camicie verdi, se continuate a diffondere odio razzista ed ammazzare i nostri fratelli, allora le cose andranno a finire molto male. Finora siamo stati pazienti perché sappiamo che gli italiani sono poveracci che fino a qualche anno fa emigravano come noi, ma da qualche tempo vi siete montati la testa e credono tutti di essere diventati divi della TV, mentre non siete che foruncolosi miserabili coglioni terrorizzati perché sapete bene di essere solo i più poveri tra i ricchi, o forse i più ricchi tra noi poveri.
Se volete la guerra l’avrete, ma sappiate che noi siamo abituati a soffrire, a vivere in condizioni difficili, a tollerare il caldo e il freddo, a sopportare cose che nessuno di voi sa neppure immaginare. Se volete la guerra molti di noi moriranno, ma molti di noi stanno già morendo adesso. Voi non siete abituati a quello che potrà capitarvi, e non ci soffermiamo sui particolari.
Ritirate le vostre leggi razziste, aprite le vostre frontiere a chi è costretto a fuggire dai territori che il colonialismo ha devastato. Concedete agli stranieri che lavorano un permesso di soggiorno. E fate presto perché il vostro tempo sta per scadere.."

Sotto questo testo, che mi ha fatto un po’ paura, ci sono cinque miliardi di firme.

Non sto a trascriverle perché il tempo stringe.
e se i clandestini si ribellassero?


by Lapo Calisse


RINGRAZIO LA BLOGGER CHE MI HA FATTO ARRIVARE QUESTO TESTO DI PROTESTA CONTRO L'INDIFFERENZA, L'ORGOGLIO E LA CATTIVERIA DI CERTI ITALIANI.

L'AUTORE DELLA LETTERA E' LAPO CALISSE.

31 commenti:

Lara ha detto...

Dovremmo ringraziare Lapo Calisse.
Leggendo, mi sono sentita letteralmente impallidire, per la rabbia e per un desiderio di ribellione contro questo governo, mai stato così forte.
Che popolo siamo diventati a sopportare tutto questo schifo!

Grazie Gio!
Lara

pia ha detto...

Se corrisponde a ciò che pensano molti di loro, embé, hanno ragione.
Ho pensato di stamparla e di appenderla nella bacheca dell'associazione culturale del mio paese.

Lucien ha detto...

E' inutile quello che sta succedendo è irreversibile! Questo periodo mi ricorda molto il tardo impero romano.

la signora in rosso ha detto...

hanno ragione... noi siamo il vecchio e loro sono il futuro... se non conviviamo siamo spacciati.

il monticiano ha detto...

Sarebbe opportuno dare la massima pubblicità possibile a questa lettera tramite internet, quotidiani, radio, televisioni e magari stampare volantini e distribuirli in strada, dovunque.
Che tutti sappiano dove ci sta portando questo governo d'infami.

Alligatore ha detto...

Non credo che sia irreversibile. Non dobbiamo permettere che lo sia. Nonostante tutto, nutro ancora qualche speranza che sia possibile fare retromarcia. Questo blog ne è un chiaro esempio (e, a leggere i commenti, non è isolato).

Andrew ha detto...

concordo con la proposta di aldo il monticiano

Vincenzo Cucinotta ha detto...

La lettera è scritta così bene che ogni ulteriore commento suonerebbe come superfluo.
Piuttosto, scusami l'imbranamento informatico: non riesco a linkarlo, forse non è possibile?

..:: Symbian ::.. ha detto...

Che vergogna...
SEMPRE DI PIU' MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO!

Cristian Belcastro Blog

♥gabrybabelle ۶(๏̯͡๏)۶ ha detto...

Leto,scritto,e sottoscritto, nonchè CONDIVISO-
Come sai il vecchio muffoloso fa fatica a recepire il messaggio e cosi muore,dando spazio e ossigeno al nuovo che avanza!!

Punzy ha detto...

beh, io il mio l'ho fatto..scherzo, l'ho mandata parecciho in giro

comunque spero che ci facciano il culo a strisce

rockpoliticaepessimismo ha detto...

Beh, una letterina condivisibile ma piuttosto "facile", se mi passate la provocazione.

Che quello che sta succedendo sia uno spettacolo indegno è fuori di dubbio. Ma cerchiamo un attimo di essere seri e di non farci prendere dall'emotività e dagli slogan.

C'è chi scrive che si vergogna di essere italiano. Io, francamente, no. Perché è sin troppo facile dimenticare ciò che invece gli italiani, non il governo, sanno fare e fanno, quando si tratta di accoglienza o di aiuto per le popolazioni in difficoltà.

Attenzione, poi, che se le cose vanno male in Africa non è soltanto per colpa degli italiani cattivi o degli occidentali colonialisti (che pure hanno avuto le loro colpe, come i cinesi, di cui però stranamente nessuno ricorda il ruolo di primo piano in Africa, chissà come mai...).

La lettera ci accusa di essere razzisti e ci intima ad aprire le nostre frontiere. Ma davvero? In Kenya la situazione sta precipitando perché c'è nuovamente in atto un conflitto strisciante fra due etnie diverse. Stiamo parlando di africani che discriminano altri africani. Neri contro neri, insomma. Come è successo in Sudafrica, quando pestavano e ricacciavano indietro i profughi provenienti dallo Zimbabwe. E poi saremmo noi quelli che tengono chiuse le frontiere.

Tutto questo per dire che dobbiamo contrastare con forza certe derive pericolose del nostro governo. Dobbiamo contrastare con forza un razzismo che a ondate sembra prendere piede. Ma dobbiamo pure smetterla di guardare LA REALTA' DEI FATTI con un occhio solo. Perché lo slogan, alla lunga, rischia di diventare la morte civile dell'intelligenza. E allora sì che saranno guai.

Manfredi

progvolution ha detto...

Lettera stupenda che mi ricorda l'amatissimo Eduardo Galeano.
Chissà se l'impero alla fine della decadenza è ancora in grado di ascoltare e di darsi un'ultima possibilità per ravvedersi dei suoi crimini ed evitare la propria giustificatissima estinzione

ALEPH ha detto...

Condivido con rockpoliticaecc( un nik più corto? ). A volte non siamo obiettivi per principio, e non va bene. Al di là del fatto che è una lettera di impatto emotivamente forte, fomentare paure evocando future ribellioni etniche corroborate da minacce e visioni apocalittiche, più che creare una virtuosa cultura multietnica, aiuta la demagogia della 'strategia della paura', inasprendo i toni e l'intimo razzismo della ggente. Francamente non la fare girare qui da me tra i leghisti!

La Mente Persa ha detto...

@Lara: benritrovata! Questo testo l'ho pubblicato per meditare contro i pregiudizi, è un testo forte, non lo condivido come sprone alla ribellione ma come punto di vista diverso dall'attuale.

@Pia: non credo pensino di ribellarsi, vedo tanta volontà da parte degli immigrati di inserirsi nella nostra società. Del resto, questo è il fine del loro viaggio.

@Lucien: io spero che la gente inizi ad abbandonare una certa indifferenza.

@Signora in Rosso: si, accettare una società multietnica.

@Monticiano: per i lettori di questo blog può essere un buono spunto di riflessione, la gente per strada aumenterebbe solo il livello di paura e diffidenza...

@Alligatore: il conflitto di interesse unito al sistema mafioso sono i mali del bel paese, sarà dura uscirne. Qualcosa si sta muovendo, nutro la speranza di un futuro movimento culturale finalmente concreto nelle soluzioni ai mali italiani.

La Mente Persa ha detto...

@Vincenzo: te lo giro via mail il link.

@Gabry: tu sei un esempio dell'Italia che vale, come persona. Tollerante e lontana anni luce dai valori mafiosi della corruzione.

@Punzy: con uno schiacciaPunzy? ;)

Lario3 ha detto...

Le firme fanno sempre paura :-D
Grazie mille per il commento, CIAO!!!

La Mente Persa ha detto...

RISPONDO A MANFREDI E A TUTTI GLI ALTRI COMMENTI:

@Manfredi-Rockpoliticaepessimismo:
Hai dato parola al messaggio che volevo scrivere stamane. Grazie.

Ho volentieri dato spazio a questa lettera come spunto di riflessione.
Serve a guardare la questione da un altro punto di vista, a ricordare come il male possa generare violenza.
Non voglio dire, ne auspico una rivolta degli immigrati.
Semplicemente questa lettera provocatoria è utile strumento di pensiero contro la cattiva politica gestita attualmente dal governo italiano, sopratutto nel negare i diritti d'asilo...

Quindi non accendiamo gli slogan ma la mente, sensibilizziamo chi ci è vicino, la povertà di certi paesi è stata asservita alla ricchezza di altri.

"Tutto questo per dire che dobbiamo contrastare con forza certe derive pericolose del nostro governo. Dobbiamo contrastare con forza un razzismo che a ondate sembra prendere piede. Ma dobbiamo pure smetterla di guardare LA REALTA' DEI FATTI con un occhio solo. Perché lo slogan, alla lunga, rischia di diventare la morte civile dell'intelligenza. E allora sì che saranno guai."

La Mente Persa ha detto...

@Prog: toccheremo il fondo e un movimento di pensiero ci salverà. Amo sognare così... C'è chi crede in Dio e chi si concede una possibilità remota.

@Aleph: dedico anche a te il pensiero sopra dato come risposta alla interessantissima riflessione di Manfredi.

Gap ha detto...

Cara Mentina, non ti dispiace vero il diminutivo, come provocazione la lettera va benissimo ma non come progetto di riscossa. Il discorso sarebbe lungo e in questi giorni non ho molta voglia di spremere le meningi.
Ero passato per darvi un saluto.

l'incarcerato ha detto...

Se si ribellassero loro, i ragazzi della seconda generazione e i loro padri sarebbe una soluzione per tutti noi. Io dico MAGARI, io li sosterrò e combatterò con loro visto che noi siamo degli addormentati....

Prima o poi lo faranno...te lo ricordi quel vecchio mio post?

http://incarcerato.blogspot.com/2008/10/che-cosa-faranno-che-cosa-gi-hanno.html

l'incarcerato ha detto...

Ma ovviamente non faranno una guerra come questa lettera giustamente provocatoria, ma una lotta, un tempo definita, di classe...

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

E' una lettera che non mi sorprende. Prima o poi il malcontento é destinato ad esplodere.

La Mente Persa ha detto...

@Gap: un saluto a te.

@Incarcerato-Rockpoeta: sicuramente si muoveranno contro alcune discriminazioni. Nel frattempo è bene sensibilizzare gli indifferenti...

catone ha detto...

Un giustificato atto d'accusa contro l'avanzare dell'orda razzista nel nostro paese. Condivido pienamente questa lettera.
LORO non ascolteranno le giuste rivendicazioni dei migranti. LORO non cambieranno la via intrapresa dell'intolleranza. LORO ci porteranno verso il disfacimento morale, culturale ed civile della società italiana. Ma gli Italiani sono un popolo?

La Mente Persa ha detto...

@Catone: non siamo un popolo unito, questo è il principale problema italiano.
Senza unità si rischia di far prevalere sempre l'interesse personale immediato sopra l'interesse comune.

Luz ha detto...

Bella lettera per un problema talmente articolato che avrebbe bisogno di ben altri spazi! Sapevamo benissimo che affamare e succhiare una parte di mondo avrebbe fatto collassare il tutto, ma la cecità degli esseri umani non è transitoria, purtroppo e i risultati sono devastanti. Ce lo meritiamo. Un abbraccio. Luz

Confinidiversi ha detto...

Se si ribellassero avrebbero anche un pochino ragione, mi sa.
Ma fintanto che saranno ricattati e ricattabili questo non accadrà.
Mi chiedo invece se costoro raggiungeranno mai per così dire, (consentimi il termine) la "cosienza di classe". Allora sì che potranno portare avanti le loro battaglie e ne vedremmo delle belle..

Ormoled ha detto...

Una lettera forte, ma credo non sufficente per smuovere qualcosa sulle persone che già non abbiano una sensibilità sull'argomento. Purtroppo certe cose su molti sono radicate e una lettera così temo diventerebbe l'ennesimo motivo di scherno di coloro che vengono considerati diversi.
Comunque la trovo un bel scritto che merita di girare, che metesse un po di buon senso nella testa anche solo di una persona ha già fatto il suo no?
Ciao

La Mente Persa ha detto...

@Confinidiversi: prima o poi arriverà pure quel momento...

@Ormoled: magari. Purtroppo su questi blog, come disse una volta Progvolution, parliamo tra convertiti...

Pupottina ha detto...

^_____________^