lunedì 28 settembre 2009

Jean Seberg – Luci e ombre di un immortale




"Qual è la massima aspirazione della sua vita?" chiese una studentessa.
"Desidero divenire immortale e poi morire" rispose lo scrittore.
Una frase, una profezia, racchiusa in un idilliaco minuto di uno dei capolavori della storia cinematografica: "Fino all’ultimo respiro" di Godard.


Jean Seberg, (nel film citato interpreta l’aspirante giornalista), seguirà alla lettera questo diktat divenendo un immortale stella del cinema per poi abbandonarsi al declino del gesto fatale: il suicidio. "Forgive me. I can no longer live with my nerves", sarà il suo biglietto d’addio.

Se la vita diviene una gabbia dall’aria pesante, il successo, non basta.
Gli amori sbagliati, le persecuzioni, la sfortuna, l’animo debole, non è mai un solo atto a dare forza di volontà allo sconforto cupo, tanti ingredienti costituiscono la miscela esplosiva dritta verso la porta chiusa, quella soglia dell’aridità nel sentire il calore degli intimi, quel luogo di distacco colpevole formatore di volontà tetragone.

Fu così anche per Jean, tanti piccoli gesti, qualche caduta, la spinsero a scatti verso un disegno lugubre, ma prima, prima, era esistita solo la luce della ribalta: acceccante, egocentrica e solitaria...


Le luci e le ombre
Jean diciannovenne comincia la sua carriera artistica attraverso un arduo provino: 18.000 candidate per la parte di "Sainte Jeanne", (Giovanna D’Arco), sotto la direzione del celebre Otto Preminger. Il film si rivelò un fallimento, nonostante fosse stata scomodata la penna di Graham Green per la sceneggiatura. I critici unanimi addossarono ogni colpa del fiasco a Jean, ottima scelta visiva, pessima la sua resa artistica.
Jean si aspettava una parola di difesa da parte di Otto Preminger, quell’azione di riscatto non arrivo' mai.
Tre anni dopo, l’attrice otterrà più del successo, a fianco di Jean-Paul Belmondo reciterà in "Fino all'ultimo respiro", consacrandosi come simbolo femminile della nouvelle vague.
La sua carriera, grazie al film di Godard, decollerà e le pellicole realizzate tra Hollywood e la Francia saranno trentasette. Alla faccia di chi non la considerava artisticamente brava…


"Molto carina, una giovane eccitante ragazza, un pò volgare e non intellettualmente all'altezza del nuovo marito" queste sono le parole della scrittrice inglese Lasley Blanch, che a causa di Jean divorzierà dall'autore e diplomatico Romain Gary.
Tra Romain e Jean, vi era a sfavore dell’uomo, una differenza d’età di 24 anni.
Il matrimonio tra Jean e Gary durerà poco tempo. Lui dopo aver scoperto, sul set di "La ballata della città senza nome", la relazione della sua giovane moglie con Clint Eastwood, sfiderà a duello l’amante, Clint rifiuterà il confronto.

La sfortuna in campo sentimentale costerà a Jean tre divorzi e uno scandalo legato alle Black Panters.
L’attrice era stata vicina alla causa delle Black Panters donandogli appoggio e denaro, un tempo aveva avuto una relazione con un militante in vista, Hakim Abdullah Jamal, lui aveva abbandonato moglie e figli per seguirla a Parigi.


Nel 1970, quando la Seberg era ancora sposata con Romain Gary, l'Fbi fece girare la falsa voce che l'attrice fosse incinta di un membro delle Black Panters, tale notizia provocò ingenti danni all’immagine pubblica dell’attrice.




La strategia dell’Fbi contro la Seberg
Una persona fittizia avrebbe dovuto inviare una lettera a un giornale di gossip nella quale sosteneva di esser un confidente della coppia e di aver incontrato per caso l'attrice con il marito Gary per strada, in quell’occasione, Jean avrebbe rivelato un segreto legato alla gravidanza al presunto autore della lettera. L’FBi decise di mettere in campo questa strategia non appena la gravidanza diventò evidente.
Nel maggio 1970 la notizia uscì sul Los Angeles Times, non si riferirono apertamente alla Seberg ma a una 'Miss A.', star del cinema internazionale che aveva supportato le Black Panters, e si disse, era incita di uno di loro.
Jean lesse l'articolo quando si trova in stato interessante di sette mesi.
La figlia, Nina, nacque il 23 agosto e morì due giorni dopo.

Ogni anno, in occasione dell'anniversario della perdita della bambina, la Seberg tentò il suicidio sino al triste epilogo del 1979…

Una guardia notò una Renault abbandonata da dieci giorni in un lussuoso quartiere residenziale, dentro l'auto il corpo decomposto di una donna, accanto a lei, una bottiglia d'acqua e delle scatole di barbiturici. Quella donna era Jean Seberg.
Romain Gary accuserà l’Fbi.

L'immortalità, dietro ai lustri della ribalta, può avere un prezzo molto alto.





She never really had a chance
On that fateful moonlight night
Sacrificed without a fight
A victim of her circumstances

21 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Sei tornata all'antico amore. I post sul cinema e su personaggi davvero unici. Un ritratto sempre molto lucido ma non per questo privo di conivolgimento emotivo.

Ormoled ha detto...

Giò, ogni volta che leggo questi tuoi post artistici e così ben fatti mi sento di un ignoranza incredibile.
Li stai propio aspettando i dream theater, tra l'altro questa canzone dal vivo è propio bella.
Ciao

Punzy ha detto...

Mi piacciono questi tuoi articoli culturali; mi dò un tono quando li leggo :)

ALEPH ha detto...

10 giorni prima di accorgersi della sua mancanza...quello che accomuna spesso queste morti disperate è l'evidente solitudine non solo esistenziale di queste anime alternative.

La Mente Persa ha detto...

@Rockpoeta: mai abbandonati, solo un pò di pigrizia post estate e qualche impegno sindacale :)

@Ormoled: leggo molto prima di scriverli, non ho nessuna grande conoscenza ;) Si, aspetto con fervore il loro concerto.

@Punzy: :)

@Aleph: il marito di allora ne aveva denunciato la scomparsa, hanno impiegato dieci giorni a ritrovarla....

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Mi mancavno questi tuoi post, un'occasione per ricordare o per colmare lacune :)

il monticiano ha detto...

Cara la mia Mente Persa, come avrai capito io arrivo sulle cose sempre con un bel po' di ritardo, ma credo di aver capito che a te piace molto il cinema e i suoi "derivati" tanto che non è la prima volta che leggo e apprezzo i tuoi scritti in proposito.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Chi insegue il successo a tutti i costi, dovrebbe capire da quese sotie il vuoto che può lasciare.
Un caro saluto.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Scusate; "queste storie"

Lario3 ha detto...

Che bel post!!!

Grazie mille per il commento, CIAO!!!

marina ha detto...

Bellissimo ritratto. Davvero sei la sola in rete a fare queste belle ricostruzioni; tante cose che non sapevo
ti ringrazio, marina

Gap ha detto...

Gio, stai attenta Punzy non li legge, guarda le figure e ascolta i video.

Ruby ha detto...

Bello questo post sul vecchio cinema, quello vero con attori veri.
Quello di oggi è solo un continuo effetto speciale tanto colorato quando vuoto.
Buona giornata.

Faber ha detto...

bellissimo post , bravo

Punzy ha detto...

Vorrei sottolineare che quanto dice Gap si configura come reato di diffamazione
Inoltre, sul mio pc si è rotto l'audio quindi i video non li apro proprio
ma poi perchè veno perseguitata pure qua?

La Mente Persa ha detto...

@Gap: per quello metto tante foto ;)

@Ruby: il cinema, a parte gli indipendenti, si è ripiegato sui trucchi, come in origine. Tornerà a stupire anche in Italia se decideranno di finanziarlo...

@Faber: grazie, anche se sono 'brava' ;)

@Punzy: ti seguono ovunque :)

La Mente Persa ha detto...

@Marina: grazie

Alligatore ha detto...

Chiapperi ti perdo un attimo di vista e mi torni con un post cinematografico su di uno dei personaggi più importanti del cinema anni '60 (e non solo) oltre ad un video bello e necessario? Torno con calma a leggere tutto. Ben tornata tra noi...

La Mente Persa ha detto...

@Alligatore: grazie. Il prossimo concerto dei signori del video a ottobre sarà mio. Ho già i biglietti e fremo di gioia :)
Torna pure con calma, il post non scappa ;)

Alligatore ha detto...

...sono tornato. Post puntuale e perfetto per uno dei nostri miti. Buon concert.

La Mente Persa ha detto...

@Alligatore: grazie :)