domenica 11 ottobre 2009

Perdere la bussola nell’acqua sporca




"Ci vuole molto tempo prima che le persone trovino la loro faccia.
Non sembrano nate col loro viso, la loro fronte, il loro naso, i loro occhi.
Acquistano tutto con l'andare del tempo ed è una cosa lunga,
bisogna aver pazienza."
Roth, da: “Fuga senza fine”



Mi piacciono i perdenti, lo confesso.
Le arie dei belli non hanno il coraggio del tormento, almeno sotto il mio sguardo.
Probabilmente è una questione d'empatia o il bisogno di condivisione, il piacere in un sentire comune dell’anima che sgorga, infine, nel ricambio d’energia.

La ribellione spacca gli schemi, un dardo irrazionale scagliato contro ogni barriera del suono e della voce, analizza le immagini nell’ottica della distanza scoprendo sorrisi ipocriti, risate sottomesse, isterie conformiste che sono bieche, acide, crudeli Inquisizioni del diverso.

L’ordine richiede linee dritte, la mano rigida afferra la penna picchiando la creatività.
I fiori gialli giacciono accanto ai loro simili, i rossi richiamano i rossi, i girasoli ubbidiscono al richiamo della luce.

Eppure sotto sotto, ancora più sotto, dove ti autocensuri, un decadentismo sacro emerge a ritmi disorganizzati e lenti perché dettato da una forza incapace di piegare la speranza all’ingiustizia.
Un meccanismo, iniziato col disagio, canta e si diffonde contro la luce del falso-razionale, intessendo una ragnatela di contatti tra i dispersi dell’anti-pensiero.
Questo è l’epicentro della lotta contro il Re. Il Re uguale alla corte, entrambi complici nell’instillare fiele.

Chiedo venia al tempo. Sono una perdente felice, passeggio nelle elucubrazioni mentali.
La bussola l’ho gettata in acque torbide, le mie strade sono nere, a volte indosso la maschera della paura o dell’insicurezza, ma non riesco a smettere, smettere di credere nella promessa di una via di fuga.



For years and years I roamed
I gazed a gazeless stare
At all the millions here (We walked a million years)
(With multimillionaires)
(We walked a million hills)
I must have died alone ( I must have died along)
A long, long time ago
Who knows?
Not me
We never lost control
You're face to face
With the Man who Sold the World

18 commenti:

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

"Un meccanismo, iniziato col disagio, canta e si diffonde contro la luce del falso-razionale, intessendo una ragnatela di contatti tra i dispersi dell’anti-pensiero. "

Tutto il post è molto bello, ma questo pezzo mi è familiare.

La Mente Persa ha detto...

@Schiavi o Liberi: grazie :)

Punzy ha detto...

"Chiedo venia al tempo. Sono una perdente felice, passeggio nelle elucubrazioni mentali.
La bussola l’ho gettata in acque torbide, le mie strade sono nere, a volte indosso la maschera della paura o dell’insicurezza, ma non riesco a smettere, smettere di credere nella promessa di una via di fuga"

qui c'e' vera poesia..

giardigno65 ha detto...

non chiedere nulla al tempo ! Eppoi chi vince sempre gioca poco ...

La Mente Persa ha detto...

@Punzy: grazie :)

@Giardigno65: oppure ha tanto culo ^^

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Bel post. Emozioni che scorrono lungo tutto il post. E vedere e leggere Bowie non può che scatenarmi sensazioni ancora più forti.

Un bacio
Daniele

Matteo ha detto...

oppure gioca sporco e questo di solito è quello che avviene.

Alligatore ha detto...

Ispirata. Dall'inseguimento a Daniele Luttazzi?

Riccardo Uccheddu ha detto...

"La ribellione spacca gli schemi."
Parole sante, Gio!
Ed infatti, senza la ribellione non resta che l'appiattimento, il conformismo, il dire di sì a qualsiasi ordine e/o comando; come se fossimo dei barboncini ammaestrati!
La ribellione, invece, imprime alla realtà una nuova direzione; a volte un po' confusa, ma di sicuro più interessante e divertente.
Ciao!
P.s.: ogni volta che devo inviarti un commento mi incasino con nome utente e password...

LENINGRAD COWBOYS ha detto...

se la ribellione spacca gli schemi, l'ambiente della normalità videocratica li ottunde, fiaccando le menti con la formazione di nuovi linguaggi. Chi si ribella oggi non viene percepito come tale. E' un sistema molto vicino a quello orwelliano, al brazil di Gilliam. Almeno a mio avviso.

il monticiano ha detto...

Stavo andando nel pallone giacché volevo fare un commento degno di questo post. Non mi riusciva. Allora mi son detto: prendo spunto da quelli che mi precedono, ma ho lasciato perdere. Poi però rileggendoti ho letto la frase dove dici che ti piacciono i perdenti e allora eccomi qua. Lo sono sempre stato, lo sono e lo sarò ancora finchè giungerà il mio turno di togliere il disturbo.

La Mente Persa ha detto...

@Daniele: ho scelto Bowie perché molti associano questa magnifica canzone solo al grande Cobain.
Un abbraccio

@Alligatore: certi incontri ti segnano a vita :)

La Mente Persa ha detto...

@Riccardo: la ribellione aiuta a farci sperare nella giustizia ;)
NB: Ho scelto di non prendere commenti anonimi, sono un pò pesante, lo so...

La Mente Persa ha detto...

@Leningrad: chi si ribella viene percepito come uno sfigato, come un perdente, loro sono gli integrati nel sistema.

@Monticiano: anche io ^_^ freghiamo il nano, freghiamo il nano :)

catone ha detto...

Da perdente a perdente: mi hai stravolto con questo post.
La ribellione conduce al caos che fa precipitare il tutto in una melma fangosa. Ma è dalla M.... che nascono i fiori di primavera.
Grazie dei tuoi pensieri e delle tue parole.

La Mente Persa ha detto...

@Catone: grazie a te. Mi ha fatto tanto piacere il tuo commento.

modesty ha detto...

la mente persa?!
mai letto nulla di meno-perso!

e poi ti piace david bowie.

perfect!

love, mod

milleorienti ha detto...

ciao, Nippo Persa. Devo averti incontrata ad Harajuku, con un finto kimono bruciato dalle sigarette, o in qualche raduno dei Nihang in Panjab (eri mascherata da uomo, sotto il turbante) o dove la pioggia si fa così sottile da sembrare seta, la sera, sul lungofiume del Mekong, in Laos.
Forse.
Anyway, buona vita.
Marco/MilleOrienti