
Hollywood, luogo degli scandali, fu il terreno fertile su cui il Codice Hays, (le regole “morali” vigenti nella produzione di una pellicola), potè entrare definitivamente in vigore nel 1934.
Il cinema americano, in quegli anni, dovete già pensarlo come un’industria, una piramide dal potere verticale, al cui vertice, brillava il produttore. A lui spettava l’approvazione delle sceneggiature, l’ultima parola sugli attori e i registi da impiegare nella realizzazione di un film. Il potere dei produttori fece divenire usuale l’approvazione, con il visto della censura, secondo il Production Code Hays, prima della proiezione della pellicola nelle sale.
Questo è lo studio system, una struttura ben organizzata, coaudiuvata da un circuito distributivo capillare sul territorio, infatti, le major possedevano moltissime sale cinematografiche in tutta America, dove esibire le loro ultime opere di fronte al pubblico.

La forbice censoria dell’immaginario popolare, dall’anno 1934 sino al 1954, era impersonata da Joseph L. Breen. Nome freddo e spietato, sostituì il Signor Hays nel Produce Code Amministrator. Breen era cattolico, per questo sensibile ai richiami della Chiesa alla decenza e alla non offesa della moralità cristiana attraverso la messa in scena filmica.
Lui ha plasmato le fantasie e la divulgazione della realtà, manomettendo il visibile dei film, durante la Grande Depressione, la II Guerra Mondiale e parte della Guerra Fredda. La sua rigidezza, il vasto potere nel ritoccare le sceneggiature e nel tagliare le parti del girato filmico, fu teatro, dentro gli studios, di pesanti litigi con registi e sceneggiatori, i quali non volevano vedere i loro ideali tagliati dalla forza celatrice della censura.
Hedy Lamarr, la donna più bella del cinema e il primo nudo integrale.Hedy Lamarr
1933, Gustav Machatý dirige il film “Ecstasy”.
E’ la storia del matrimonio tra una giovane donna e un uomo anziano incapace di consumare il rapporto coniugale. La donna, frustrata, cercherà sfogo nella relazione sentimentale con un amante.
Il Vaticano condannò questo film, dove la protagonista, Hedy Lamarr, sfoggiò il primo nudo integrale della storia del cinema. Il dipartimento dogane americano proibì l’importazione della pellicola.
La bellezza della Lamarr supererà gli ostacoli della censura, dopo esser fuggita dall’Europa e da un marito vicino al nazismo, si trasferì in America per divenire la regina di Hollywood.
Un bacio da 25mila dollari. Lamarr suffragetta americana contro il regima nazista, offrì un bacio a chi avesse donato 25mila dollari per la causa da lei supportata, in una sola serata raccolse 7 milioni di dollari.
Lamarr fu anche l’inventrice della tecnologia spread spectrum utilizzata, ancora oggi, nella telefonia mobile e nei sistemi informatici wireless.
Davvero difficile coniugare il suo fascino ai freddi calcoli matematici...

Questi anedotti ci ricordano come, sino agli anni 50, i registi dovettero aggirare il Production Code lavorando ai limiti della condanna, fermardosi quell’attimo prima del taglio di forbice della censura.
La concorrenza della televisione e del cinema straniero ruppero definitivamente la supremazia del Codice Hays. La televisione aveva, al contrario di oggi, un codice morale molto più restrittivo del suo diretto concorrente, il cinema doveva dunque offrire qualche attrazione in più per mantenere vivo il suo successo.
Le pellicole straniere, fonte di pericolosa rivalità, non erano soggette alla stessa regolamentazione morale degli Stati Uniti.
“Ladri di Biciclette”, (1950), di De Sica rischio’ di essere tagliato nella distribuzione americana: volevano cancellare la scena dove il protagonista parla ad alcune prostitute, (tra l’altro non vi è alcuna allusione sessuale in quel colloquio!).
Infine, lo scossone grosso al Production Code, fu il Caso Paramount. L'Antitrust obbligò la Paramount ad abbandonare la proprietà di molti teatri di proiezione, il potere di questa major era divenuto troppo preminente sul mercato.
Oggi la censura americana degli anni quaranta non esiste più, grazie ad autori come Welles ed Erich von Stroheim, che hanno lottato per affermare la libertà di pensiero nella celluloide.
Abbiamo però la lobby della MPAA, essa classifica i film con vari bollini, dal "G, general audiences" (tutte le persone possono vedere il film), al "NC-17" (non è consentito l'ingresso ai minori di 17 anni).

Concludo con un pezzo tratto da: "Impasse de la moralité", pubblicato in "Le bulletin d'information du Festival de Cannes", 21 aprile 1953.
Grazie Welles, questo è vero ancor oggi, non si può vendere la propria dignità di uomini a politici corrotti o limitare l'arte, e la magia del cinema deve poter volare oltre ogni regola, questa è la ricetta per colpire il cuore dello spettatore e fargli lasciare la sala cinematografica in preda alla pura nostalgia del vissuto filmico.
Il Codice Hays tra cinema e moralità - 1° parte
Il Codice Hays tra cinema e moralità - 2° parte





















