domenica 28 giugno 2009

Buon Compleanno a me!




Oggi spengo le candeline, per me è passato un altro anno.
Se vi trovate da queste parti del web dedicatemi il vostro dipinto o film preferito come augurio di compleanno. Apprezzo tutta l'arte (futurismo escluso eh!) ;)
Ci vediamo lunedì, ora si festeggia ;)


"there's a bluebird in my heart that
wants to get out
but I'm too tough for him,
I say, stay in there, I'm not going
to let anybody see
you"

C. Bukowski

giovedì 25 giugno 2009

Che tipo di italiano sei?


Test Demenziale:
Scopri a quale categoria di italiano appartieni!




Domanda 1: "Ti trovi a casa seduto comodamente sulla scrivania a chattare con una minorenne via skype, all’improvviso si rompe il soffitto e ti piovono addosso una marea di soldi con qualche lingotto d’oro.
Cosa fai?"

a) non sono ferito, nessuno mi ha visto, raccolgo i soldi e mi compro nell’ordine: un’industria, una catena di banche, un politico, un paio di giudici e la Mondadori.
b) “Ma è fantastico!” ora potrò corrompere Maria de Filippi per vincere Amici!
c) Corro al piano di sopra, forse dei malviventi hanno ferito la vicina con una pistola da macello bucando il pavimento e facendo cadere il bottino sulla mia testa!
d) Finalmente potrò acquistare il copyright dei souvenir di Padre Pio.



Domanda 2: "Il/la ragazza/o che ti piace ti si avvicina e invece di prometterti una serata a lume di candela ti invita in gita a Predappio sulla tomba del Duce. Cosa fai?"

a) compro un portachiavi d'oro a forma di fascio littorio da regalarle/gli in occasione dell’uscita insieme. La sera precedente ripasso qualche motto mussoliniano da inserire nei discorsi per aumentare la sua stima verso di me: “Hai litigato con il tuo ex, mi spiace” dice lui/lei, “molti nemici, molto onore” gli rispondo io!
b) Mussolini? Chi è? Ha vinto X-Factor ed è già morto? L’aveva detto Morgan che le droghe sono pericolose, se uno ha talento non ha bisogno di robaccia!
c) Cancello il suo numero dalla rubrica e gli faccio recapitare via posta una copia di "La grande bugia" scritto da Giampaolo Pansa, ovviamente prima di impacchettarlo ho urinato sulle pagine del volume.
d) Le spiego che il sesso si farà solo dopo il matrimonio, poi le racconto cos'è il petting e ne abuso.



Domanda 3: "Un giorno arrivano i carabinieri a casa tua e arrestano lo stalliere, sostengono si tratti di un mafioso. Come ti comporti?"

a) nell’ordine: lo difendi, è un eroe, allenava una squadra di pallavolo femminile e non le ha mai sfiorate con un dito!
Abolisci la legge sulle perquisizioni, sulle intercettazioni telefoniche e fai multare i carabinieri. Ti viene un tick tale da renderti prodigo a tangenti verso tutti e ogni volta che ti volti scorgi Emilio Fede intento a sorriderti.
b) Wow! La mia vita è come un romanzo criminale! Ora attendi la telefonata di Verissimo e i fotoreporter di Chi.
c) Mi faccio arrestare e processare. Ho fiducia nella giustizia, a fatti accertati renderanno onore alla mia innocenza.
d) Sogghigno, non sono mica come voi. Certi conti bancari io me li faccio proteggere dallo IOR, poi la legge vaticana vede e provvede.




Domanda 4: "Incontri un barbone rumeno sotto il porticato del Pirellone, come ti comporti?"

a) Chiamo Borghezio e gli dico che Milano sembra l’Africa, poi chiamo Flavio Tosi e gli racconto una barzelletta sui desaparecidos. Poi si dice rOmeno!
b) Abbasso la mia mini-micro gonna e scappo più in fretta della luce che tra mezz’ora inizia il Dottor House!
c) Gli faccio la carità, ma becco l’unico rumeno fascista di tutta Milano e mi ruba il portafoglio in malomodo.
d) Se è maggiorenne non mi interessa.




Risultati test





Profilo 1 (maggioranza di risposte A) “politico delle libertà”: sei ottimista, cammini con Libero sottobraccio e in materia di veline sei il massimo utilizzatore finale. Quando sbagli incolpi Gasparri che tanto non saprà difendersi, invece i lavoretti di taglio e cucito li lasci alla Gelmini perché tu sei uomo!
Alla sera leggi i diari del Duce scovati sotto una pietra di Piazzale Loreto da Dell'Utri. Sei amato e compri chiunque tu desideri, il tuo nemico è il comunista, animale testardo e amante del linguaggio aulico.





Profilo 2 (maggioranza di risposte B) “assetato di televisione”: hai iniziato a guardare la televisione a 5 anni sconvolto dal cubo di Rubick (immagine a lato).
Alla mattina ti asciughi il viso con le mutande usate di Corona.
Segui assiduamente le puntate televisive di Maria de Filippi e ti cibi di cereali fitness mentre guardi i reality.
Le tabelline credi servano per acquistare la taglia giusta del wonderbra e pensi che Federico Moccia scriva da Dio! Il tuo lui ideale viaggia in Suv, la tua lei ha l'ottava.
Sai di essere al mondo ma non hai ancora compreso il senso delle prove per essere ammesso al Grande Fratello, bho!



Profilo 3 (maggioranza di risposte C) “comunista”: ti hanno definito coglione, probabilmente voti Rifondazione o affini. Non andrai da nessuna parte, la tua sfiga è peggiore di quella dello scudetto per l’Inter e non puoi nemmeno appellarti a Dio, sei ateo.
Credi di parlare al popolo ma la massa non ti capisce, troppa cultura che il Va' Pensiero l'é l'inno della Lega Nord e l'avrà scritto Freddie Mercury in vasca da bagno.
Il tuo problema karmico è il litigio: molli un patner dopo l'altro ma resisti e resisti e resisti in barba a tutti, sarà forse ora di farla questa opposizione invece di giocare alle tre carte con i segretari di partito?






Profilo 4 (maggioranza di risposte D) “papista”: non passi mai di moda, tutti ti riveriscono. Ha il potere del dogma per zittire la ragione. Gli scienziati ti stanno molto sul cazzo, la morte è la tua multinazionale. Ti conviene chiudere internet o questa pagina web ti distruggerà in 20 secondi!





mercoledì 24 giugno 2009

martedì 23 giugno 2009

Lega Nord, Xenofobi al governo



Vi segnalo questo post di Daniele Sensi:
con questo interessante estratto di un documentario francese trasmesso su France 2.


Per i commenti vi rimando al blog di Daniele Sensi, L'Anticomunitarista.



domenica 21 giugno 2009

L'Uomo della fotografia

- Henri Cartier-Bressons, Paris, 1932 -



L’Uomo fotografato cacciava sogni tra le pieghe povere del panciotto


La maestria dell’artista è svelata nell’istantanea nuda nel suo bianco/nero.
La macchina fotografica ha congelato i granelli di sabbia pronti a ricadere sul fondale della clessidra, immobili gocce di pioggia trascurate dalla nuvola buia del tempo.

L’uomo ritratto, nel secolo prima di divenire immortale, stava correndo sull’acqua.
L’attore dell’immagine è colto in uno slancio, gambe e braccia protese nella fuga indolente, la corporatura robusta, assieme all’abito autunnale munito di cappello, ne impediscono la flessuosità.

La terra gravida d’acqua sputa ruderi dall’orlo: vari rottami, un cumulo di sassi e una scala giacciono a pelo d’acqua. La scala, usata dal protagonista per compiere il salto, disegna cerchi concentrici nella materia liquida.
Sopra all’uomo si apre un cielo plumbeo da cui spuntano alcuni grossi tetti spioventi e l’orologio della stazione di Saint Lazare. La scena è circondata da un cancello di ferro battuto, da un lato fanno capolino dei cartelloni pubblicitari, in uno, una ballerina stilizzata, a mo’ di beffa casuale deride l’attore compiendo con agilità il medesimo gioco acrobatico. E l’uomo diviene il clown di una danzatrice d’inchiostro.
L’acqua sotto i piedi umani, nella prospettiva inferiore dello sguardo, tutto rispecchia: il cielo grigio, la scala, il cumulo di sassi, il cancello, i poster, lo slancio.



Quest’uomo aveva sicuramente sogni nel cassetto del domani, la foto potrebbe ritrarre il balzo verso le sue aspettative, sebbene qualcheduno giudicherebbe solo povere frustrazioni nelle pieghe gonfie del panciotto.

Dal profilo si direbbe avere quarant’anni, età dove i binari del destino hanno già assunto una direzione. Chissà, l’uomo nutriva una maggiore paura della morte o della vita? Davvero sono divisibili questi due misteri?
Le occasioni tralasciate dell’esistenza possono esser figlie di timori angoscianti come spettri di solitudine.
La sicurezza è un ricatto morale, greve sul cuore che vorrebbe volare in nuove dimensioni.
L’inconscio è traccia degli appuntamenti omessi, aggrappa l’innocenza dei desideri alle notti insonni o alle tormentose fantasie dei dormienti.
Ringraziamo sempre le incertezze, esse celano voci da ascoltare, richiami dal pozzo profondo della mente capace di molteplici sfacettature.


Quest’uomo non è reale, scivola sull’acqua come un sogno inconscio. E’ un miracolo sospeso tra l’essere e il non esistere, egli rammenta il grande ciclo naturale da cui nessuno è escluso, dove ciascuno applaude alle emozioni materiali sentendosi egocentricamente unico.
I piccoli esseri umani mescolano noti ingredienti per rimanere unici illudendosi di esser concepiti da matrici irripetibili.


Questa foto racchiude un segreto, chi l’ha scattata ha dominato il fuggente.
Dopo quel click, ogni cosa visibile e invisibile è mutata: indecisioni, sentimenti, dilemmi, paure, scivolati nel mare universale pronto a nutrire i suoi pesci.

Quel fotografo ha posseduto una certezza, noi osservatori rimaniamo ancorati all’effimero mutamento.


Gio





giovedì 18 giugno 2009

La lobby dell'alcol



L'alcol uccide, ogni giorno.
Sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze finali di questo stillicidio: incidenti stradali, problemi famigliari fra le mura domestiche, la morte nel silenzio della malattia in ospedale.

Il numero delle vittime è enorme. I dati sulla peste alcol non sono diffusi a sufficienza dai media, preferiscono limitarsi a colpevolizzare gli usufruitori finali dello
sballo da sabato sera attraverso le righe dei giornali o i veloci servizi televisivi. Colpevolizzare, senza approfondire le reali motivazioni del compiacimento nell'abuso di questa sostanza.

L'informazione dovrebbe approfondire la questione della lobby industriale dell'alcol, lobby con forti legami politici (nel Regno Unito in special modo).
L'alcol fattura miliardi ogni anno, paga enormi quatitativi di denaro alle casse dell'Europa, offre centinaia di posti di lavoro.
La lobby dall'alcol è potente come quella delle banche.


Eccovi qualche dato statistico del 2006:
(Fonte: "L'Alcol in Europa-Analisi per la commissione europea"
di Peter Anderson e Ben Baumberg)


- L'Europa produce 1/4 dell'alcol mondiale ed esporta il 70% di alcol (prevalentemente entro i confini del vecchio continente).

- 9 mld di € è il fatturato dell'alcol nel bilancio delle merci dell'intera UE a cui va aggiunto il traffico illecito (il Gruppo Europeo sulle Frodi stimava una spesa di 1,5 mld di € nel 1996).

- Il commercio di alcol ha fruttato, nel 2001, alle istituzioni in termini di tasse (dati sulla UE a 15 paesi): 25 mld di € (escluse le tasse dirette sulle vendite). Tenete presente che la domanda di alcol è rigida quindi rappresenta un'entrata costante.

- L'alcol assicura 750.000 posti di lavoro nella produzione, vanno poi aggiunti tutti quelli legati alla vendita (pub, market).

- I costi dei danni dell'alcol: quelli tangibili nell'UE del 2003 erano di 125 mld di € (1/3 del Pil).

- E' responsabile di 195.000 morti ogni anno nell'UE per danni alla salute.

- Consumi mondiali: l'UE ha il consumo maggiore con 11 litri di alcol puro per ogni adulto in un anno.


Alcol e minorenni:
Il primo consumo di alcol avviene mediamente ai 12 anni e mezzo, la prima ubriacatura ai 14 anni (media).
La quantità media di alcol assunta da quindicenni/sedicenni in un'unica volta è più di 60 gr in Nord Europa e 40 gr in Sud Europa dove il consumo è inferiore.
1
quindicenne/sedicenne su 6 (18%) ha avuto episodi di binge drinking (consumo di cinque o più bevande alcoliche in un'unica occasione) tre volte o più nell'ultimo mese.



Alcol e incidenti stradali:
In Italia il 30% dei decessi per incidenti stradali, e il 50% degli incidenti non mortali, ha una correlazione con l'uso di alcol. La guida in stato di ebbrezza ha causato, nel 2006, 4.107 incidenti stradali (studio epidemiologico della Commissione Europea).





giovedì 4 giugno 2009

David Carradine: un ricordo




"L'Uovo del serpente" di Bergman


"La gente è incapace di una rivoluzione. È troppo impaurita, troppo frustrata. Si affaccia una nuova società. L'uomo è una malformazione della natura. Sterminiamo ciò che è inferiore e incrementiamo ciò che è utile. Il mio esperimento è come un abbozzo di ciò che avverrà nei prossimi anni. Tuttavia nitido e preciso: proprio come l'interno dell'uovo di un serpente. Attraverso la sottile membrana esterna, si riesce a discernere il rettile già perfettamente formato"

lunedì 1 giugno 2009

L’Onniscienza delle masse



La polemica spicciola è figlia dei reality


“La realtà, per l’individuo, è in grande misura determinata
da ciò che è socialmente accettato come realtà”
Kurt Lewin


Il nuovo introdotto dai media influisce sulle percezioni dell’etica e della morale già esistenti: muta i confini della tolleranza verso taluni comportamenti o rafforza gradualmente alcune tendenze in ambito estetico, delineando il sentire comune degli individui. Esemplificando si può ricordare l’azione delle soap opera che negli anni novanta hanno ridisegnato i canoni tradizionali della visione collettiva della famiglia favorendo una tolleranza verso il divorzio e l’adulterio.

Nell’atto di approccio alla televisione chiediamo alla scatola magica di materializzare una rappresentazione sociale, di darci le linee guida di condivisione dei valori d’appartenza a uno status o gruppo di individui attraverso dei simboli materiali ed estetici.
I media in tal modo ci cullano dinnazi ai nostri timori, le paure reinterpretate dai messaggi mediatici finiscono col diventare famigliari. Il diverso situato in una realtà conosciuta diviene quotidiano, passando attraverso un processo di convezionalizzazione e sarà poi sottoposto al giudizio comune. Questo meccanismo banalizza le dinamiche della vita, gli individui accedono superficialmente a sfere del sapere semplificate e catalogate permettendosi di creare, sopra di esse, polemiche spicciole, parole futili già bruciate dal fuoco dell’ignoranza prima d’essere espresse, parole insignificanti e violente perché forti della concezione infusa dai mass media di ciò che viene comunemente accettato come condivisibile. Un fortino da difendere in barba all'intelligenza umana.


Lo strumento democratico della società di massa è il televoto, azione di giudizio in correlazione con la morale popolare: la amplia o restringe come un elastico in nome di un sentire condiviso.
Il televoto come atto di giudizio, specchio di egocentrismo e pasto acido del culto di noi stessi.
Navighiamo, ascoltiamo informazioni trascinandoci nel mare mediatico scordando i problemi oggettivi, una barriera costruita da sbarre invisibili si materializza attorno a noi impedendoci una corretta percezione del mondo.


La cultura, la capacità di giudizio instillate dalla scuola e dalla famiglia sono l’unica arma contro l’omologazione totale. Questo scudo è in grado di fare la differenza nell’assimilazione degli stimoli dei mezzi mediatici subdoli e onnipresenti.


Un dubbio amletico: se i media suggestionano la morale pubblica alterando i confini del lecito, quanto di questo meccanismo è frutto di un’interpretazione della volontà morbosa degli individui e quanto nasce spontaneamente dai media?


Gio



"And now I'm sitting here before the mirror
I have the skill still to disguise my tears
Then as the magic starts to fade
I find myself abandoning the masquerade"
Abandoned Masquerade, Diana Krall




Un consiglio per una lettura veloce e informativa: "La politica del fare (danni)"