venerdì 31 luglio 2009

Il senso delle mucche: la benedizione


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Vi segnalo questo interessante documentario, (in lingua francese), dal giornale Le Monde:
"Le corps incarcéré"

venerdì 24 luglio 2009

Il senso delle mucche: strisce pedonali




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mercoledì 22 luglio 2009

Il vuoto



“Senza dubbio noi siamo carne, siamo potenziali carcasse. Ogni volta che mi reco dal macellaio mi stupisco sempre del fatto di non trovarmi lì, al posto dell’animale”
Francis Bacon, pittore


Il vuoto



- E’ questo il sentiero? - chiese al mago la creatura ingenua indicando una piccola stradina marrone incastonata fra le rotondità della montagna.
- Sì, è una possibilità – egli rispose.

La foresta s’innalzava sopra le loro teste con tanti alberi che quando lanciavano un sospiro, esso si perdeva in una rete imaginifica di intrecci sempre diversi, difficilmente convergenti.
Le chiome alte oscuravano il cielo, la creatura per intravedere il sole scivolava con tutto il corpo su un fianco come una pendola e sollevava il peso corporeo sulle punte dei piedini sporgendo il volto alla luce calda della natura.
Lei era gelida, nel pallore delle gote si erano spenti gli abbracci della vita. Un cuore se era esistito non lo sapeva, tanto il battito cardiaco null’altro è che un orologio, tum tum tum, scandisce il tempo, sono gli uomini ad attribuirgli un rilievo. Poi manco si ricordava come suonava il rumore di un cuore!


- Mago Senzanome, prima di lasciarmi, ricordami cos’è un’emozione, nell’oltre non voglio avere freddo -
Il mago la scrutò basito prima di rispondere dolcemente:
- E’ impatto. Scuote lo spirito dall’indolenza, una sferzata di energia agli arti addormentati dalla monotonia. Gli uomini tengono stretti i ricordi per inebriarsi, ancora e ancora, nel trasporto di forti emozioni arrivando a rimpiangerle. Sai, alcuni si ammalano talmente tanto di nostalgia da tramutare il corpo in vetro, una gabbia fragile, trasparente agli occhi, limitante negli attimi veri del presente. -

- E’ pallida come me? Dico, la nostalgia… -
- È una fotografia color seppia, immobile, persa. Pretendiamo di animarla addobbandola a nostro piacimento, nemmeno ci accontentiamo di conservarla per ciò che era. -
- Tu ne hai mai sofferto? -
- Un tempo mi alzavo ripensando allo ieri. Ora non ricordo neppure il mio nome. Sono libero dalla memoria del passato. -
- Non è triste, scoraggiante, esistere senza ricordi? -
- Non è amaro il rimpianto? -

La creatura prese un sassolino del sentiero in mano, nello sceglierlo cercò quello più candido, senza venature grigiastre.
- Se ti regalo questa pietra, domani, toccandola, ti rammenterai di me? -
- Se mi insegnerai qualcosa conserverò un apprendimento. La tua trasparente fisicità, mi spiace, non lascerà traccia nel mio pensiero. -
Il sasso cadde dalle sue mani di getto, senza dolore, tanto tutto le era lontano. Le onde di un mare vecchio centocinquant’anni trascinavano al largo ogni emozione.



Il mago magnanimo cinse il braccio del fantasma e iniziò a scortarla lungo il sentiero.
- Voglio farti un regalo, tieni questa conchiglia. E’ magica: se l’ascolti senti qualsiasi rumore tu desideri. -
- E’ un talismano? -
- Sì. La paura arriva per tutti ed è una pessima compagna. Ti occorre un appiglio. -

La creatura prese la conchiglia, diede le spalle al mago cercando un po’ di intimità.
Appoggiò sul talismano quello che una volta era un orecchio, chiuse gli occhi e ascoltò titubante.
Incredibile, lo risentiva, era vitale, sanguigno, forte come un tamburo, era il battito del cuore, il motore assoluto!
Sorrise senza schiudere le palpebre che la magia richiede concentrazione.



- Esiste la fine al termine del sentiero?- lei chiese voltandosi verso Senzanome.
Il mago non c’era più e lei era cosciente di non essere neppure un fantasma tra i riflessi del suo domani.
Strinse forte al petto la piccola emozione racchiusa nella conchiglia, le dava coraggio per cercare il Nuovo.







Testo e traduzione QUI

venerdì 17 luglio 2009

Il senso delle mucche: questione riproduttiva


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mercoledì 15 luglio 2009

Down by law




"Down by law" è un blues lento, minimalista, lo assapori respirando immagini di miserie umane e l’umidità afosa di New Orleans.
Un blues di destini spezzati, alcol, puttane, deliquenti improvvisati.
Questo film ha stile, ritmo coinvolgente, avvolge lo spirito partendo in sordina con ingredienti disparati per giungere, in un breve lasso temporale, alla sensazione di trovarsi dinnanzi un quadro astratto e ammirevole.


Il regista, Jarmusch, avvince usando un freddo bianco/nero con dialoghi essenziali che svelano pigramente il carattere dei personaggi. Pura poesia ermetica!

TRAMA:


Jack, (John Lurie), un magnaccia impegnato più ad atteggiarsi che a esser prudente, cede ai suoi bassi istinti finendo vittima di un’imboscata. Gli costerà la galera.


Zack, (Tom Waits), è un deejay frustrato, beve continuamente alcol per tappare la coscienza. Durante una notte di rimpianti amorosi, con la bottiglia vicina per scaldarsi il cuore, Zack viene ingaggiato da un poco di buono per la consegna di un'auto lussuosa da una città a un’altra. La macchina nasconde un segreto scottante nel bagagliaio: un cadavere.


La polizia, fermato il veicolo sospetto, non ci penserà due volte a sbattere uno stupito Zack in carcere.


Il taciturno Zack trascinerà i suoi lenti giorni nella stessa cella dell’associale Jack. La diffidenza tra i due sara' stemperata da un nuovo arrivo: Bob, (Roberto Benigni), un chiassoso emigrato italiano incapace di comunicare con un inglese corretto.


Bob troverà l’escamotage per una roccambolesca fuga dalla prigione. I tre inizieranno un lungo cammino nelle paludi della Louisiana, tra acqua, alberi, terra, uno scenario alienante, sempre uguale a se stesso, alla disperata ricerca della civiltà, di una presenza e sopratutto di cibo!

Alla fine, riusciranno a ricongiungersi con il mondo esterno. Bob fermerà il suo cammino ripiegando sulle gioie dell’amore, Jack e Zack proseguiranno la marcia su due sentieri opposti.


Questa è la storia di Bob, Jack, Zack, tre deliquenti finiti in un’imboscata, nel caso degli ultimi due causata dalla propensione al vizio, per Bob, dal volere del destino.
La legge della polizia è una semplice azione nel teatro esistenziale, cattura fiori segnando punti nel gioco degli eventi senza eliminare le radici del male.


Jack in galera, sconfortato dalle ore vuote, sogna un’ipotesi di liberta’, così la descrive: una volta fuori, dice, gli piacerebbe scivolare molto lentamente lungo New Orleans gustandosi la bellezza dei balconi delle case e il panorama della realtà senza restrizioni. Questo è proprio l'inizio del blues di "Down by law", ed eccolo qui per voi...

martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero contro il DDL Alfano

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva.

Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.

Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.

I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.

La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.

Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.

Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E' un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: "Non vogliamo farci imbavagliare".

Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.


sabato 11 luglio 2009

Il senso delle mucche: le banche


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martedì 7 luglio 2009

Legge fascistissima




- Art. 5: IL CITTADINO CHE, FUORI DEL TERRITORIO DELLO STATO, DIFFONDE O COMUNICA, SOTTO QUALSIASI FORMA, VOCI O NOTIZIE FALSE, ESAGERATE O TENDENZIOSE SULLE CONDIZIONI INTERNE DELLO STATO, PER MODO DA MENOMARE IL CREDITO O IL PRESTIGIO DELLO STATO ALL'ESTERO, O SVOLGE COMUNQUE UNA ATTIVITÀ TALE DA RECAR NOCUMENTO AGLI INTERESSI NAZIONALI, È PUNITO CON LA RECLUSIONE DA CINQUE A QUINDICI ANNI, E CON L'INTERDIZIONE PERPETUA DAI PUBBLICI UFFICI.

- Art. 7: LA COMPETENZA PER I DELITTI PREVEDUTI DALLA PRESENTE LEGGE È DEVOLUTA A UN TRIBUNALE SPECIALE COSTITUITO DA UN PRESIDENTE, SCELTO TRA GLI UFFICIALI GENERALI DEL REGIO ESERCITO, DELLA REGIA MARINA, DELLA REGIA AERONAUTICA E DELLA MILIZIA VOLONTARIA PER LA SICUREZZA NAZIONALE, DI CINQUE GIUDICI SCELTI TRA GLI UFFICIALI DELLA MILIZIA VOLONTARIA PER LA SICUREZZA NAZIONALE [...] IL TRIBUNALE PUÒ FUNZIONARE, QUANDO IL BISOGNO LO RICHIEDA, CON PIÙ SEZIONI, E I DIBATTIMENTI POSSONO CELEBRARSI, TANTO NEL LUOGO OVE HA SEDE IL TRIBUNALE, QUANTO IN QUALUNQUE ALTRO COMUNE DEL REGNO.

Testo tratto da: legge del 25 novembre 1926 n° 2008, provvedimenti a difesa dello Stato presentati dal ministro della giustizia Alfredo Rocco firmati dal Re Vittorio Emanuele III e Mussolini, conosciute anche come Leggi Fascistissime.





Questo blog aderirà allo sciopero web del 14 luglio contro il Ddl di Alfano perché ha memoria e ricorda le leggi fascistissime.
Informatevi sul Ddl bavaglio e aderite all'inniziativa cliccando qui.



"Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti"
F. de Andrè


Vi segnalo un post interessante sul colpo di Stato in Honduras: Cliccate Qui (Blog Eresia Rossa)

sabato 4 luglio 2009

L'ipocrisia è mia insoddisfazione



"Le masse non hanno mica cominciato a pensare e sono presenti solamente con i bisogni"
Cesare Zavattini

"Molti uomini, come i bambini, vogliono una cosa ma non le sue conseguenze."
José Ortega y Gasset



Ipocrisia, pregiudizio, indossano le vesti della consuetudine nelle vie impegnate della quotidianità.
Le folle affollano il mercato dei desideri, esse sono sempliciotte, prepotenti, esigono crediti senza avere le cambiali di merito.

La falsità ambigua è un male costantemente in agguato, alla verità si preferisce scadere nell'ipocrisia, la polemica nuoce gravemente al sorriso banale.
Continuiamo a sfiorare la pelle dell'interlocutore con il nostro fiato, un dialogo di corrispondenze convenzionali senza scopo se non l'armonia dell'apparenza. La verità, banalissimamente in primo piano, è un oggetto pericoloso, l'uomo saggio tende bramoso verso di essa con sudure, l'uomo medio, pago di se stesso, non risponde ad alcun stimolo di crescita spirituale.


A te, uomo omologato, rivolgo parole acide.


Uomo medio sei un imbecille, uno stronzo, nichilista, apatico, ignorante, viziato, irresponsabile, la diversità è una mosca che ti ronza attorno al naso.
Vorrei vedere un grosso gatto nero gravido degli ormoni dell'accoppiamento pisciare puzza nel tuo giardino verde come quello del vicino, a sua volta identico a quello dello zio, della sorella, dell'amica, dell'amante, della madre e via, via, in questo specchio di ominidi senza differenze fra loro.
Bambolotti eccitati dal viagra televisivo col membro flaccido di ignàvia.

Alla fiera della vanità ho visto la tua specie drogata affondare il piacere nel seno di governanti dissociati dalle ideologie. Indossavano la maschera di commiserazione il giorno del lutto e il viso tronfio di potere nell'appoggiare il sedere grassoccio, mollo, sull'apogeo del regno barbaro dilagato da volgarità e stupidità.

Quanto vuoi mangiare, uomo medio?
Stai rodendo la spalliera della tua stessa sedia, a breve sarà il turno delle gambe.
La nobiltà reggeva gli ideali dell'ethos, tu schiacci come uno scarafaggio ciò che arricchisce.
Reclami, bimbo viziato, i vantaggi della potente tecnologia su un podio d'onore.
Facile pretendi sia il tuo percorso di vita, tu non pensi, succhi il sangue della terra.

Sei un figlio dell'omologazione, chiudi gli occhi sulla verità strisciando nella trivialità imboccato dal signore dell'onniscienza.

Uomo medio bruci la tua epoca, considerandola superiore a ogni passato ci condanni a diventare guasti, tanto tu non hai memoria, solo voglie, stupide voglie. Grazie a te, uomo medio, la civiltà cadrà nell’inettitudine di un desiderio.


"Chi sta sulla punta dei piedi non è fermo. Chi si mostra non è famoso, chi si fa vedere non è illustre, chi si vanta non ha risultati, chi si gloria non è un capo. La sua posizione nel tao è: avanzi di cibo ed escrescenze. Le creature odiano ciò; pertanto, chi ha desideri non vi permane (nel tao)"
Lao-Tzu, tratto da: "Il libro della virtù e della via"

Gio






Immagine di apertura presa e rielaborata da: "M - Il mostro di Düsseldorf"

giovedì 2 luglio 2009

Lutto




In lutto per la democrazia italiana.
I grieve for Italian democracy.
Je suis en deuil pour la démocratie italienne.

Il Ddl sicurezza ha ottenuto la fiducia.



mercoledì 1 luglio 2009

Viareggio la Toscana, il bel paese...

Foto Ansa



Articolo di Eric Valmir, tradotto dal suo blog, per vedere l'articolo originale e le foto cliccate QUI.


E’ mezzanotte appena, il 29 giugno 2009… Un treno merci con 14 vagoni cisterna riempiti di GPL (gas propano liquido) deraglia dopo il suo passaggio nella stazione di Viareggio… L’esplosione è immediata, il fuoco abbraccia una zona di 800 metri arrivando alle abitazioni… 5 case sono distrutte, la Via Aurelia parallela ai binari è vinta dalle fiamme, le macchine parcheggiatte bruciano, grave uno scooter che si trovava a passare in zona condotto da una giovane donna, si è trasformato immediatamente in una torcia…

I pompieri hanno impiegato 5 ore a governare il sinistro. Prima di intraprendere gli scavi nelle macerie.

E quando il sole si alza… dietro lo schermo di fumo



Il bilancio peggiora di ora in ora e si innalzano le polemiche su una delle maggiori catastrofi ferroviare del paese…

I sindacati più importanti denunciano una politica disastrosa. Le rotaie sono mal tenute da quando tanti mezzi sono accordati alle infrastrutture stradali. Diserzione dello Stato, privatizzazione, gli sforzi concentrati sulle linee dell’Alta Velocità costruite dal nuovo gruppo diretto da Luca di Montezemolo, energie impiegate sull’asse Milano/Roma/Napoli. Allora, il tempo ha compiuto la sua opera, la rete ferroviaria resta all’età della pietra.

Il problema del pericolo degli scambi nelle stazioni è ricorrente in Italia. I problemi sulla sicurezza pure. La stessa padrona dei padroni, Confindustria, tuona: “un incidente non normale per un paese industrializzato”.

Sicuramente Silvio Berlusconi e tutti i ministri che arriveranno oggi pomeriggio saranno costernati, desolati. Vi faccio la conferenza stampa prima del tempo. Indosseranno volti compassionevoli, vanteranno l’incrollabile lavoro della protezione civile, la solidarietà e la dignità di tutti i cittadini toccati dal dramma…

… ED AVRANNO RAGIONE… la protezione civile italiana è certamente campionessa del mondo nella gestione delle catastrofi…

MA… meglio di una buona medicina, non hanno il motto, “meglio prevenire che curare”, e la prevenzione è una parola che il vocabolario italiano non conosce… governo di sinistra o di destra…

Ciò che mi ha più colpito, sono ancora i visi stupiti dei famigliari che non avevano grandi cose ma le hanno perdute… Bella parabola… Gli italiani possono esser fieri di loro stessi… Curvano la schiena, ogni giorno possono contare solo sulle loro forze, anche parlando di attività professionali che costituiscono la vitalità economica del paese… Lo Stato uscente sulle sue missioni inerenti il pubblico servizio avvelena il quotidiano dei suoi cittadini con una politica inesistente di prevenzione dei rischi (ancora 3 morti al giorno nei cantieri, falla di … sicurezza).

C’è sicurezza e sicurezza… 1300 militari in più per sorvegliare la città, sono un’idea… Ma la vita si rischia dormendo in una casa allocata in una zona sismica non protetta, o a vedere qualche metro di rotaie sconsacrate dove passano dei vagoni cisterna non controllati lanciati a piena velocità.