martedì 2 marzo 2010

Lavorare ieri stancava, oggi deprime


"... Nella società borghese il capitale è indipendente e personale,
mentre l'individuo attivo è dipendente e impersonale. E l'abolizione di questo rapporto la borghesia la chiama abolizione della personalità e della libertà! E a ragione.
Si tratta però dell'abolizione della personalità, indipendenza e libertà borghesi."

Manifesto del Partito Comunista



Il lavoro, quando esiste, è precario, privo di garanzie, privilegi e... tremendamente stressante.
Gli imprenditori ritengono i dipendenti sostituibili, la voce dei sindacati grida solo in presenza di numeri sostanziosi e, chi comanda, confonde la persona con un mero costo di bilancio aziendale.
In Italia si risparmia sulle risorse umane e nel settore ricerca/sviluppo, in pratica sulle fondamenta del futuro di una qualsiasi attività imprenditoriale.

Le persone sono l'immagine dell'azienda. Il sorriso e la buona reputazione di un negozio, di un ufficio, si rivelano anche nelle relazioni iterpersonali dei dipendente, se il cliente trova cortesia, rispetto e attenzione, significa che è entrato in contatto con un ambiente di lavoro gratificante e vivace.

Lavorare al giorno d'oggi, significa non trovare nessuno pronto a insegnarti una professione (pensiamo ad ambienti di crescita come il giornalismo), avere il fantasma del turnover dietro le spalle, produrre sulla quantità anziché curare la qualità, ritrovarsi sovente in ambienti dove l'amore per il lavoro è nullo e questo a partire dall'alto, dallo stesso capoufficio.
E' il denaro facile e immediato a farla da padrone.

Le possibilità di carriera sono bloccate da un sistema mafioso clientelare, si vive in mezzo a capi incompetenti, immaturi, egocentrici, da cui il dipendente deve tutelarsi usando calma, humor, insomma questi boss moderni vanno ascoltati e accuditi, siamo subordinati per modo di dire perché le responsabilità importanti ci sono e non trovano la giusta correlazione con gli stipendi (retribuzioni da ultimo livello, 23esimi nei paesi Ocse).

Turnare tra i lavoratori la posizione di capoprogetto sarebbe un'ottima soluzione per dare rilievo e realizzazione personale, inoltre assicurerebbe una continua freschezza d'iniziativa priva della tensione di esser continuamente i primi della linea.


Nei tempi moderni è il denaro spietato, irresponsabile, potente a governare le mani e i pensieri delle società imprenditoriali. In questo paese immobile, in ristagno economico e ricco di ineguaglianza sociale ciò significa continuare a spargere sale sullo splendido e fecondo terreno italiano.





Le macchine che danno l’abbondanza ci hanno lasciati nel bisogno,
la nostra sapienza ci ha reso cinici,
l’intelligenza duri e spietati.
Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco.
Più che di macchine, l’uomo ha bisogno di umanità.
Più che intelligenza, abbiamo bisogno di dolcezza e bontà.
Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.

Charlie Chaplin


24 commenti:

ALEPH ha detto...

Tema difficile da argomentare nel breve di un post. Ci sei riuscita alla grande, toccando le varie problematiche. Ottimo .

Punzy ha detto...

ah, Gio
qanta verità in poche righe...

asendisburn ha detto...

Beh..in effetti il tema è vasto, delicato e pieno di contraddizioni. Personalmente ritengo che nella storia del lavoro gli stessi sindacati "in nome della difesa dei lavoratori" abbiano fatto e/o ispirato/sostenuto una gran quantità di errori i quali oggi si ripercuotono sulla categoria "in nome ed a tutela" tali cazzate si sono prodotte.

MongaTheRipper ha detto...

scusate, nel mio intervento sopra ho dimenticato l'inciso "della quale" subito dopo "in nome ed a tutela"

Ormoled ha detto...

Non avrei saputo dire di meglio. Nell'azienda dove ora lavoro molti dei capi più vecchi, e molti degli impiegati tecnici, sono tutti entrati come operai di linea a cui è stato pensato da subito e fatto un vero e propio percorso di formazione interna. Insomma crescevi all'interno, c'era l'attenzione sicuramente incentivante e vantaggiosa per entrambi. Per i capi recenti invece, questa cosa è sparita, o nella peggiore delle ipotesi vanno avanti i paraculi. E vedo come vanno le cose ultimamente.
Ciao

Vincenzo Cucinotta ha detto...

E' proprio così come tu dici. Avrei tante cose da dire, e mi occorrerebbe scrivere un altro post. Voglio sottolineare però come questo inevitabilmente fa sorgere due punti fpondamentali: da una parte la questione generazionale, di una generazione che ha ricevuto un percorso di crescita che non ha saputo o voluto tramandare a sua volta, e l'altro punto è il venir meno del principio di responsabilità. Entrambi sembrano indicare un estremo egoismo della generazione dei sessantottini, cioè della mia.

La Mente Persa ha detto...

@Monga: errori e sopratutto un sistema clientelare e di amcizie indegno per un sistema che dovrebbe tutelare e proteggere.

@Ormoled: a forza di raccomandazioni comanda chi non ha la stoffa per farlo e le aziende finiscono a gambe all'aria...

La Mente Persa ha detto...

@Vincenzo: il principio di responsabilità in un mondo ove tutto, così viene insegnato, è possibile. Un mondo dove mancano le barriere, dove se tutto è fattibile è meglio scegliere le scorciatoie per emergere ed avere successo, scorciatoie per cui non è necessario alcun talento. E'la generazione degli 'ignavi' di Dante Alighieri.
Fallo questo post :)

Riccardo Uccheddu ha detto...

Post perfetto, Gio!
Si tratta di un sistema di lavoro neo-schiavistico. Su questioni come queste bisogna essere chiari e decisi.
La stessa precarietà DEL e SUL lavoro diventa precarietà di vita, insicurezza esistenziale, ha ricadute molto pericolose anche sulle relazioni affettive e di amicizia.
Tutto questo mentre pochi vampiri che succhiano il sangue di chi lavora, con quel sangue ingrassano sempre più.
Belle donne, champagne, coca, motoscafi grandi come quasi come navi ecc.
E noialtri (quando ci va bene) a tirare la carretta per 4-500 euro al mese.
Per magari essere licenziati (la flessibilità, che bella cosa!) dopo un annetto.
O rimettiamo al centro di tutto i nostri DIRITTI, o rischiamo di meritarcelo, 'sto neo-schiavismo!
Ciao!

La Mente Persa ha detto...

@Riccardo: il benessere prima della crisi ci ha allontanato dai nostri diritti, spero in un bisogno che ci unisca nuovamente.

Riccardo Uccheddu ha detto...

@ Gio: lo farà. Il bisogno lo farà.
Perchè la pancia certo non ragiona, ma fa muovere le persone.
Certo, se la pancia agisce insieme alla testa, allora è davvero il massimo...
Ad un livello più generale, c'è bisogno di riscoprire il lato FISICO di tante questioni e di uscire da un certo intellettualismo che ci ha fatto perdere di vista tanti problemi.
Se per es. uno lavora o NON lavora come sappiamo, non è per colpa di chissà quali dinamiche economico-finanziarie.
E' anche per quello, certo, ma soprattutto perchè c'è chi da quelle dinamiche ricava tanti bei soldini.
Si tratta insomma di sfruttamento e di ingiustizia, 2 parole che a parte te e me, siamo rimasti in pochi, a dire.
Ma ora che abbiamo toccato il fondo, possiamo solo risalire. Sdrammatizziamo un po... come dice Ligabue in "Urlando contro il cielo: "Non si può sempre perdere."
Besos!

il monticiano ha detto...

Nel leggere questo tuo bellissimo ed interessante post ci sono due punti che mi hanno particolarmente colpito.
Il primo è quello dove affermi "Le persone sono l'immagine dell'azienda"
Perché è proprio così che vanno le cose. Te lo dico per esperienza personale in quanto dipendente privato per oltre 35 anni. Se non si agiva così l'ufficio andava a rotoli.
Il secondo verrebbe voglia di scolpirlo nel marmo ed è quello che dice quella persona grandiosa: Charlie Chaplin.

Matteo ha detto...

Il capitalismo ha creato una macchina bestiale, così come denunciava Chaplin.
L'ipocrisia di questo sistema è evidente: Dicono di aver dato ai lavoratori la libertà di scegliere e di esprimere le proprie idee. In realtà questa è una libertà del tutto inesistente, li hanno solamente resi più esposti, più "commerciabili".
La chiamano flessibilità. Perché un'azienda possa licenziare quando più gli fa comodo e assumere senza dare nessuna garanzia a lungo termine ai lavoratori.
Non se ne esce da questa condizione, se non con l'abolizione di questo sistema.
I lavoratori devono convincersi che non esiste un "capitalismo dal volto umano".
Parlano di libertà, i padroni, ma a quale libertà si riferiscono?
La libertà di sfruttare o quella di farsi sfruttare?
La libertà di causare crolli del mercato finanziario?
La libertà di mandare sul lastrico milioni di famiglie con qualche speculazione?

La Mente Persa ha detto...

@Monticiano: Chaplin era un genio. Indimenticato e indimenticabile.

La Mente Persa ha detto...

@Matteo: esatto!
Le condizioni di lavoro si stanno imbarbarendo sempre di più e riescono a giustificare tale crisi in nome di interessi appartenenti ad una sola categoria, la più piccola e la più ricca.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Condizioni precarie sui posti di lavoro e lavoro precario. Nessuno ti insegna più nulla e nessuno ti aiuta più. La realtà oggi é quella di un Paese che non sa più crescere armonicamente e che sta sprofondando diabattendosi dentro un pantano dal quale non si riesce a rialzare.

Lario3 ha detto...

Bellissio post.

Grazie mille per il commento, e buon fine settimana :-D

CIAO!!!

Alligatore ha detto...

Ho visto solo ora questo post, che definirei perfetto, come altri amici e comapgni sopra ... Posti poco ma buono Gio'!

giardigno65 ha detto...

quanta saggezza ...

Luz ha detto...

Che panorama squallido e preoccupante! Questa volta mi tocca parlare da madre e la preoccupazione la fa da padrona nella mia vita. A lungo andare ci si logora a combattere ogni istante della propria giornata con tutto quello che descrivi e quindi "vi" penso e lo faccio con amore e trepidazione, sperando che almeno la vita vi riservi dolcezze nel privato!
Ti abbraccio forte.

Manfredi ha detto...

in effetti vorremmo vederti più spesso on line :-)

Manfredi

marina ha detto...

mi è piaciuto molto il taglio che hai dato al tema (spaventosamente ampio)
bell'articolo grazie, marina

Alligatore ha detto...

Vogliamo rivedere il tuo profilo orientale, dove sei? Ricordati almeno di votare: votare bene fa bene al voto.

La Mente Persa ha detto...

Ciao Alligatore,
torno presto su queste pagine web :)
Sono presa da un corso impegnativo ma non ho dimenticato il blog.
Appena tornata dal voto ...