Bravi, siete riusciti a spegnere il sole di Monicelli. L'avete fatto votando i nazisti (i ricordi della guerra bruciano per chi c'è stato), facendo gli ignavi davanti a tizi come Emilio Fede, favoreggiando il clientelismo politico e lavorativo. Continuate a fregarvene, siete incomprensibili, senza vergogna e senza giustificazioni.
Dire che siamo rimasti male per la conclusione tragica di una vita tanto preziosa è davvero poco. Non voglio pensare a quel volo d'angelo, preferisco ricordare quando lo incontravo per il rione Monti, nel suo cappottino nero o al bar dove leggeva il giornale, alzando di tanto in tanto lo sguardo, come per timore di essere disturbato, in quella Roma che gli invidiavo perché è il posto dove vorrei ci fosse la mia casa di romana nostalgica.
Stavolta non sono d'accordo con te, questo suicidio fatto non con le modalità dell'eutanasia, ma col mezzo più diretto e violento conferma appieno la grandezza dell'uomo Monicelli. Altro che episodio finale da mettere tra parentesi, nessun sole si è spento, scegliere di morire anche senza l'ausilio di altri, è in fondo l'affermazione più piena della propria dimensione di libertà, di essere in grado di compiere fino in fondo le scelte più drastiche ed irreversibili. Questo atto ha in sè un contenuto esemplare potenzialmente rivoluzionario, in un mondo in cui vecchi di ogni tipo pretendono di prolungare con ogni mezzo e in qualsiasi condizione la loro misera vita, tentando magari sino all'ultimo di compiere le loro meschine malvagità.
@Vincenzo: ti devo dare ragione. La rabbia verso una situazione di declino, più volte sottolineata dallo stesso Monicelli, mi ha impedito di parlare del gesto rivoluzionario di questo grande artista libero.
Hai messo forse il mio suo film preferito (e non solo suo), uno dei migliori del storia del Cinema. Io lo ricordo in due occasioni: al festival di Venezia (era giurato) e ad un piccolo festival della mia città. Pioveva, aveva il manifesto sotto al braccio, come me.
Ecco, vili, mediocri, servi,feroci, le vostre povere madri! Che non hanno vergogna a sapervi – nel vostro odio – addirittura superbi, se non è questa che una valle di lacrime. È così che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle opposte passioni, o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo a essere diversi: a rispondere del selvaggio dolore di esser uomini. Pasolini (Tratto da: "Ballata delle Madri")
Chi Sono
Sono Gio. Non tollero Berlusconi e Vespa mi causa la psoriasi. Amo la libertà di espressione, sopratutto nell'informazione giornalistica. Desidero un'Italia senza mafia e con una giustizia indipendente da ogni potere politico. Ah! Adoro Pasolini e l'arte pittorica ;)
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10 commenti e idee:
Dire che siamo rimasti male per la conclusione tragica di una vita tanto preziosa è davvero poco. Non voglio pensare a quel volo d'angelo, preferisco ricordare quando lo incontravo per il rione Monti, nel suo cappottino nero o al bar dove leggeva il giornale, alzando di tanto in tanto lo sguardo, come per timore di essere disturbato, in quella Roma che gli invidiavo perché è il posto dove vorrei ci fosse la mia casa di romana nostalgica.
Stavolta non sono d'accordo con te, questo suicidio fatto non con le modalità dell'eutanasia, ma col mezzo più diretto e violento conferma appieno la grandezza dell'uomo Monicelli. Altro che episodio finale da mettere tra parentesi, nessun sole si è spento, scegliere di morire anche senza l'ausilio di altri, è in fondo l'affermazione più piena della propria dimensione di libertà, di essere in grado di compiere fino in fondo le scelte più drastiche ed irreversibili. Questo atto ha in sè un contenuto esemplare potenzialmente rivoluzionario, in un mondo in cui vecchi di ogni tipo pretendono di prolungare con ogni mezzo e in qualsiasi condizione la loro misera vita, tentando magari sino all'ultimo di compiere le loro meschine malvagità.
@Luz: ricordiamoci le sue parole, tutte; dalle prime battute delle sue commedie sino alle ultime frasi che ci ha lasciato a Rai per una Notte.
@Vincenzo: ti devo dare ragione.
La rabbia verso una situazione di declino, più volte sottolineata dallo stesso Monicelli, mi ha impedito di parlare del gesto rivoluzionario di questo grande artista libero.
La perdita ferisce, il suo coraggio fortifica.
"Lode a Mishima e a Majakovskij..."
Hai messo forse il mio suo film preferito (e non solo suo), uno dei migliori del storia del Cinema. Io lo ricordo in due occasioni: al festival di Venezia (era giurato) e ad un piccolo festival della mia città. Pioveva, aveva il manifesto sotto al braccio, come me.
@Prog: lode al coraggio che pochi comprendono e troppi criticano.
@Ally: io non l'ho mai incontrato di persona ma la sua poetica mi ha raccontato quanto bastava della sua anima.
Non c'entra nulla ma... stai migrando su wordpress?
Manfredi
@Manfredi: sì, lo farò appena recupererò un pò di pazienza :)
Ne guadagno in qualità
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