sabato 20 febbraio 2010

Le mucche: Activia e la Marcuzzi


Clicca sull'immagine per ingrandirla







Fare dello sport? Addominali? Corsa?
Così non sarai gonfia come tutte le TUE amiche!

lunedì 15 febbraio 2010

A Single Man



"L'amore vero essendo infinito ed eterno,
non può essere consumato che nell'eternità."
Aldous Huxley



“A single man” è un film costruito su oggetti, particolari, gesti, dove le inquadrature si susseguono illustrandoci la solitudine di George Folconer, (Colin Firth), professore di letteratura in un college a Los Angeles nel 1962.
Il tichettio di un orologio, la promessa di pace di una pistola, le pupille colorate e intense degli attori, (perché gli occhi costituiscono la porta della percezione secondo Aldous Huxley), sono tutti indizi, tutti rimpianti appartenuti e appartenenti al protagonista George.
Sedici anni di amore e convivenza con Jim, (Matthew Goode), avevano colmato le tristezze del professore e il suo esser lunatico quando sfiorava le premonizioni sulla meccanicità della vita. Senza Jim, strappato alla famiglia da un incidente stradale, la sua esistenza è divenuta ripetizione e la notte incubo.
George si è annoiato a cercare un senso a questa vita.

Svegliarsi al mattino osservando l’orologio scandire gli attimi, mangiare, vestirsi, insegnare, tutto diviene sforzo, una parte da recitare sino alla fine del giorno. George ha solo voglia di trascinarsi nel dolore, far fluire il suo animo spezzato nel lutto e urlare, urlare sino a infrangersi oltre le barriere che separano l'ORA dal passato rinnegando il futuro.

I pensieri di Falconer sono finiti, la voglia d'ascoltare pure, così mentre gli alunni ridono sulla lezione, una discussione su “dopo molte estati” di Aldous Huxley, il professore s'inarca sui ricordi, ripensa a Jim, alla macchina ribaltata dallo schianto dell'incidente, al corpo dell'amato abbandonato sulla neve, ai suoi grandi occhi blu vitrei, morto lontano senza la consolazione di un bacio, solo come lui.

'A single man' è una storia d'amore, il conto alla rovescia di uomo che attende d'essere ricongiunto a chi amava, il destino ha spezzato la sua gioia e George, per nulla consolato dall'amicizia egoista di Charlotte (Julianne Moore), dall'avventura con un giovane studente (Nicholas Hoult), ci racconta come si ride e si piange d'amarezza anche tra gli invisibili, i gay.
Una delle tante minoranze, una delle tante paure usate da chi tira i fili dall'alto dei palazzi governativi per imporre visioni di vita e leggi.

Il film è di una perfezione glaciale, trucco, abiti, inquadrature sono studiate nei minimi dettagli, la mancata imperfezione allontana il cuore dello spettatore dal dramma. Ci ha pensato la splendida performance di Colin Firth a rendere umano George Falconer e salvare sensazioni d'empatia che si esaurirebbero nella soddisfazione visiva.



Curiosità:
Tom Ford, stilista di moda (Gucci, Yves Saint Laurent) esordisce al cinema con questa pellicola, da giovane ha avuto la fortuna di frequentare lo Studio 54 e conoscere Andy Warhol.

Segnalo le musiche addizionali di Shigeru Umebayashi (film "in the mood for love")






lunedì 1 febbraio 2010

Le mucche: dicerie...

Clicca sull'immagine per ingrandirla