venerdì 23 aprile 2010

Senza Vergogna



Il libro "Senza Vergogna" è un interessante affresco di Marco Belpoliti sulla società odierna (edizioni Guanda).








Da un articolo dell'autore (cliccate QUI per leggere la versione integrale, ve la consiglio):

"La vergogna non c’è più. Quel sentimento che ci suggeriva di provare un turbamento, oppure un senso d’indegnità di fronte alle conseguenze di una nostra frase o azione, che c’induceva a chinare il capo, abbassare gli occhi, evitare lo sguardo dell’altro, di farci piccoli e timorosi, sembra scomparso. [...]
Da qualche tempo mi domando perché si sia perduto questo sentimento così forte, essenziale, e insieme terribile, come mai abbiamo perso questo guardiano o, come dicono gli psicologi, questo strumento essenziale per la salvaguardia di sé. Oggi la vergogna, ma anche il pudore, non costituisce più un freno al trionfo dell’esibizionismo, al voyeurismo, sia tra la gente comune come nelle classi dirigenti. La perdita di valore della vergogna corrisponde alla idealizzazione del banale e dell’insignificante. Lo sguardo ammirato di molti si rivolge non più a persone di rilievo morale o intellettuale, bensì a uomini e donne modesti, anonimi, assolutamente identici all’uomo della strada o alla donna della porta accanto. Un tratto che evidenzia il processo di omologazione in corso nelle società fondate sulla democrazia dei consumi. [...]
La vergogna, ci raccontano gli psicoanalisti, è diventata un tabù. O meglio, si è trasformata in vergogna-di-non-aver-successo, di non essere notati: la terribile vergogna d’essere nessuno. Ha scritto uno psicologo che la nostra vergogna contemporanea consiste nel sentimento del fallimento della propria esibizione. Ci si vergogna di vergognarsi, poiché questo richiama l’attenzione di tutti sull’unica cosa che si vuole nascondere: l’insuccesso. Non è più vero come nel passato che la vergogna costituiva comunque un valore, e designava ciò che distingue l’essere umano dagli animali. La vergogna della società contemporanea è una “vergogna sulla pelle” o, come dicono gli psicologi, una “vergogna amorale”."
Di Marco Belpoliti estratto da: clicca QUI


Note: la 'vergogna amorale' si distingue dal reale sentimento di vergogna per identificarsi con una nuova emozione superficiale dettata dall'etica del successo e dal conformismo.

(Immagine in b/n tratta da "Rocco e i suoi fratelli" di L. Visconti)

sabato 17 aprile 2010

Mucche: l'oracolo ha detto...


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domenica 11 aprile 2010

Mucche: il capitalismo


Le fatiche del capitalismo

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Il sistema clientelare capitalista


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Il reddito pro capite

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Lo svago capitalista

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lunedì 5 aprile 2010

Gli artisti di Montmartre

La mano di un'artista tiene la terra, il fuoco, l'acqua, l'aria, tra il creato e la creazione; se ne stanno sospesi, inerti ma non inermi, finche' una scintilla li muta in movimento, forma, contrasto di idee e via sino al termine... Se il compiuto é soddisfacente lasciatelo dire agli sguardi purché carichi di vivaci sfumature.
Chi ha creato sarà pieno se si sentirà vuoto, poiche' il pieno s'é esaurito nella creazione.


sabato 3 aprile 2010

Le mucche: l'incompresa


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"L'Italia – e non solo l'Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: «contaminazioni» tra Molière e il Grand Guignol. Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l'immagine della frenesia più insolente. Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di «raptus»: era difficile non considerarli
spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti."
Pasolini, tratto da 'Lettere Luterane'.